La campagna elettorale che volge al termine in queste ore lascia dietro di sé una scia di perplessità e di interrogativi. Non tanto per le molte, a volte “impossibili”, promesse che i candidati Sindaco hanno elencato nel corso delle varie occasioni di dibattito e di confronto – si tratta in fondo di “normale” propaganda elettorale, e comunque gli elettori hanno gli strumenti per capire se e quanto possono fidarsi di questo elenco di buone intenzioni – quanto piuttosto per la grande, a volte addirittura abissale, distanza che nelle proposte dei candidati (e di alcuni in particolare) separa l’ ”idea” di città  dai progetti necessari per realizzarla, in altri termini tra la meta da raggiungere e la strada per arrivarci. Da una parte, seguendo la tendenza del momento (e le linee-guida del PNRR), ecco la visione, o forse il sogno, di una città “smart”, quindi ecologica, sostenibile, attenta alla qualità della vita, a misura di persona, di famiglia, persino di animale. Dall’altra, il consueto elenco di infrastrutture e di opere pubbliche da realizzare, che, nel migliore dei casi, non hanno alcun impatto sulle priorità prima citate, ma a volte vanno addirittura in senso contrario. Come se, nell’immaginare il futuro di Parma, non si riuscisse ad attingere se non ai progetti e alle idee del passato, che, se andavano (forse) bene allora, di certo non sono più idonee alle sfide dell’oggi e soprattutto del domani.  Per cogliere questa contraddizione basterebbe un semplice confronto numerico tra le volte in cui, nel corso di questa campagna elettorale, sono state invocate come necessarie ed urgenti le “reti” fisiche e le occasioni nelle quali è stata invece auspicato il potenziamento di quelle “immateriali” a sostegno della digitalizzazione, dell’innovazione tecnologica, dello sviluppo fondato sulla conoscenza….Forse a questa “sfasatura” ha contribuito anche la mancanza, nel pur numeroso elenco dei candidati, di voci e sensibilità femminili; assenza  che, prescindendo dalle circostanze che l’hanno determinata, non offre certo l’immagine di una città al passo coi tempi e disponibile al cambiamento.

“Il Borgo”, con la sua “Agenda Parma 2022”, ha tentato nei mesi scorsi di offrire alla città e ai candidati Sindaco un punto di vista diverso, nella consapevolezza che, come ripete spesso Papa Francesco, non stiamo vivendo un’epoca di cambiamento ma un cambiamento d’epoca.  La speranza è che nel dopo-elezioni la nuova Amministrazione comunale sappia recuperare almeno qualcuna delle idee e delle prospettive delineate nell’Agenda, peraltro condivise da diverse realtà culturali, imprenditoriali e sociali cittadine. Molto, naturalmente, dipenderà da chi sarà il nuovo Sindaco di Parma, visto che la tendenza a “voltarsi indietro” è decisamente più forte in alcuni dei candidati e assai meno in altri. A settembre, quando riprenderà la pubblicazione di questa Newsletter, tutto sarà più chiaro; intanto, negli articoli che seguono, il Direttore e i redattori del Borgonews presentano i loro “sogni” per la Parma di domani, con la speranza che la realtà dei prossimi anni non li trasformi in deludenti deja-vu, – o addirittura in incubi.

BUONE FERIE A TUTTI/E DALLA REDAZIONE DI BORGONEWS