L’emergenza pandemica ha amplificato, fra le altre, le difficoltà dei cittadini ad accedere ai servizi erogati dalle pubbliche amministrazioni. Le limitazioni alla mobilità dettate dalle normative anticovid hanno, infatti comportato riduzioni di orario degli uffici e degli sportelli, spesso accompagnate da ulteriori restrizioni e questo ha indubbiamente rappresentato un disagio per gli utenti specie per i servizi presenti solo nel capoluogo di provincia. Inoltre in buona parte dei servizi il canale di accesso privilegiato  è diventato quello digitale evidenziando  a sua volta gravi criticità: la scarsa dimestichezza di una parte consistente della popolazione nei confronti delle tecnologie digitali, le difficoltà di collegamento determinate da reti inadeguate ed architetture digitali delle amministrazioni che, a volte, non hanno facilitato l’accesso dell’utente. Il tema dell’accessibilità sarà quindi prioritario per la realizzazione della piena cittadinanza digitale, nella prospettiva della completa digitalizzazione delle amministrazioni pubbliche. Nello stesso tempo sarebbe opportuno provvedere ad una nuova organizzazione e collocazione dei servizi pubblici tenendo presente la vicinanza alla residenza dei cittadini e provvedendo ad un collegamento dei terminali delle amministrazioni in una unica sede, sia a livello di quartiere che di piccoli comuni. Può essere quindi interessante guardare all’esperienza francese delle “Maisons France Services”(FS). Si tratta di sportelli unici per l’accesso ai servizi pubblici,che dovrebbero arrivare ad essere oltre 2000 sul territorio francese entro la fine del prossimo anno. France services  propone un paniere omogeneo di servizi presso ogni sportello dove attualmente hanno rappresentanza i Ministeri degli interni, delle finanze, della giustizia, la Casse d’allocation familiale, la Casse nationale d’assurance vieillesse, la Mutualite’ sociale agricole, il Pôle d’emploi, la Poste. La localizzazione degli sportelli sul territorio risponde al principio di prossimità e viene garantito l ‘accesso ad ogni cittadino entro 30 minuti dal proprio domicilio. E’ prevista l’attivazione di bus FS per trasportare gli utenti presso lo sportello competente per territorio. Il cittadino può rivolgersi allo sportello, in cui è prevista la presenza di almeno due operatori  (agents),per chiedere le modalità di compilazione della domanda di accesso ai servizi e per ottenere assistenza per utilizzare le piattaforme istituzionali. FS garantisce sempre la formazione degli utenti e degli operatori all’utilizzo di queste piattaforme. Il servizio è diretto dal Ministero della coesione territoriale ed il prefetto ne è responsabile. Un ruolo significativo è svolto da La Poste. Questa organizzazione si propone anche di risolvere il problema della presenza insufficiente di servizi sul territorio, facilitando, al tempo stesso, l’interazione tra utenti ed enti erogatori. I principi che abbiamo visto ispirare le FS si ritrovano anche nel progetto delle nostre  Case della salute che costituiscono  il punto di riferimento su cui costruire una nuova medicina territoriale, come rappresentato nell’interessante incontro di Betaniaonline riportato da Daria Iacopozzi nel Borgonews del 25 febbraio. Un altro sviluppo delle Case della salute è quello di un progetto illustrato dal Prof. Marco Ingrosso in cui le  Case della salute di comunità oltre alle prestazioni socio-sanitarie svolgono anche il ruolo di promotrici della salute sul territorio e facilitatrici di rinnovate reti comunitarie  con  una prospettiva affascinante e dalle molteplici potenzialità. Pensiamo, ad esempio, alla riproposizione  nel nostro paese degli sportelli unici sul modello francese ed alla possibilità di integrare questi sportelli anche nelle Case della salute di comunità. Consideriamo il ruolo che il terzo settore potrebbe avere anche nella gestione e nella governance di questi sportelli unici, come del resto giù positivamente realizzato dalle associazioni di volontari nella campagna vaccinazione attualmente in corso. La necessaria e ormai ineludibile riorganizzazione dei servizi, per impulso del processo di digitalizzazione e per rispondere ai bisogni emersi in seguito alla pandemia,può offrire l’opportunità di costruire un progetto di reistituzionalizzazione sociale del territorio, attraverso queste strutture, queste nuove “case”.