Potrebbe reggere la nostra società supertecnologica senza il volontariato? Donatori di sangue e di organi, volontari delle croci rosse e della pubblica assistenza, volontari delle caritas, operatori sociali, culturali, sportivi, ecc sono presenti ed attivi sul territorio in nome dell’amore e della solidarietà sociale.  Il volontariato, l’associazionismo ed anche la cooperazione sociale sono una delle stampelle, delle pietre miliari della nostra società: una ricchezza che non ha prezzo. La loro “registrazione” deve essere un riconoscimento della loro pubblica funzione, della loro produttività  anche economica; del loro ruolo sociale attivo nella coprogettazione del futuro del nostro Paese; non uno strumento per controllarli e per spremerli anche a livello economico.

E’ partito, infatti, a fine novembre, il RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore) nel quale sono confluiti tutti gli ETS (Enti del Terzo Settore: ODV, APS, Onlus, ecc) dell’Emilia Romagna e, quindi, anche di Parma. Purtroppo è arrivata anche la notizia, ancora in discussione, che, come vorrebbe l’Europa, è scattata anche l’IVA per il Terzo Settore. (La Commissione “Bilancio” ha fissato in due anni il tempo per prendere una  decisione sul problema).E’ logico che la normativa sia indispensabile per il buon funzionamento della società, ma si possono scorgere segni che la burocrazia moderna voglia/possa mangiarsi anche il volontariato. Sarebbe un pessimo percorso, perché è interesse di tutti poter contare su quella stampella che, in silenzio e con gentilezza, collabora fortemente a reggere le fondamenta della società moderna. l volontariato sta entrando in una fase con sempre maggiori difficoltà. Persone senza un lavoro fisso e senza un proprio stipendio sicuro faranno più fatica a diventare volontari. Persone che andranno in pensione in età avanzata potranno dedicare un tempo inferiore all’impegno nel volontariato. Sono problemi da affrontare per mantenere questa grande ricchezza che ha contribuito a fare grande il nostro Paese. Importante, quindi, la nuova normativa del volontariato basata sul RUNTS; ma ancor più importante imparare a rafforzare le reti locali del Terzo Settore in ogni comune ed in ogni quartiere per dare risposte condivise e solidali a persone sempre più anziane e sempre più sole, quindi sempre più deboli. La “Casa della comunità” in ogni comune ed in ogni quartiere, un progetto in costruzione, che nella sua prima bozza potrebbe essere presentato  a Parma all’inizio di gennaio 2022, potrebbe essere una delle risposte in arrivo.