Il Premio #NonCiFermaNessuno, che valorizza le storie di coraggio provenienti da scuole e Università, è stato riconosciuto quest’anno a Gospel Ozioma Nnadi, un giovane fuggito dalla Nigeria nel 2016 a causa delle persecuzioni perpetuate contro la propria famiglia, e giunto in Italia. Ed è proprio a Parma che ha realizzato il suo sogno, studiare e conseguire la Laurea in Informatica. Il format, giunto alla Settima edizione, ha ottenuto la medaglia del Presidente della Repubblica e il patrocinio morale della Conferenza dei rettori delle Università italiane (CRUI) ed è partito il 16 marzo da Milano e terminerà a fine maggio.L’8 aprile il viaggio motivazionale è arrivato all’Università di Parma con ben due ore di diretta. Cosi Luca Abete, l’ideatore della Campagna sociale, alla fine della quarta tappa del suo tour dedicata agli studenti dell’Università di Parma e degli Istituti superiori della città, ha voluto ricordarne le origini e il senso:  «È sempre emozionante tornare a Parma. Nella stessa Università in cui, nel 2017, ebbi l’onore di essere insignito del titolo di Professore ad Honorem in Linguaggio del Giornalismo dal Rettore Loris Borghi. Questa campagna sociale, nata per incoraggiare gli studenti 7 anni fa è quanto mai necessaria. Il claim di questa edizione è ‘contagiamoci di coraggio’ e noi lo facciamo con un digital talk che vede protagonisti i ragazzi e una serie di ospiti capaci di veicolare messaggi costruttivi.» 

In quell’occasione il Rettore Paolo Andrei ne ha spiegato il significato riguardo al rafforzamento della comunità universitaria:  «Mai come in questo periodo occorre essere comunità, impostando le proprie scelte e i propri obiettivi su valori quali coraggio e solidarietà. L’Ateneo è al fianco delle sue studentesse e dei suoi studenti per accompagnarli ogni giorno in questo percorso di crescita e consapevolezza». Le voci degli studenti (Ottavia, Dario, Cosma, Alessandro, Carmelo, Alessia e Niccolò) hanno poi animato il talk e narrato le loro storie di paure, di sconfitte, ma anche di coraggio e fiducia.  Sono gli stessi valori che hanno animato la vita di Bruno, studente invalido di 54 anni che ha confermato quanto sia fondamentale inseguire i propri sogni con tenacia e completare gli studi. Quindi il dialogo tra Luca Abete e Ludovica Nasti, giovane attrice protagonista de L’amica geniale nel suo intervento ha parlato della sua grande sfida contro la leucemia. «Ho vissuto una battaglia difficile che ha forgiato la mia corazza. Mi sento una guerriera. La malattia che mi ha colpito da bambina mi ha fortificato e mi ha fatto comprendere l’importanza della vita, un dono prezioso da custodire». Poi il suo messaggio destinato ai giovani vittime di bullismo. «L’errore più grande che si possa fare è quello di vergognarsi, di chiudersi in se stessi. Anche se sono giovanissima dico: reagite, denunciate queste forme di violenza che con il tempo rischiano di diventare macigni pesantissimi. Non siete soli: al vostro fianco ci sono le Forze di Polizia, numeri di emergenza creati ad hoc e, poi, non dimenticate che la famiglia sarà sempre il vostro porto sicuro».

Ho chiesto a Gospel quali sono state le motivazioni del premio e con quali sentimenti lo ha accolto. «Per la mia storia di forte volontà, coraggio, dedizione e di speranza. Dalla fuga dalle persecuzioni sono riuscito ad ottenere una laurea in informatica nell’Università di Parma, nonostante tutte le difficoltà, specie quelle relative alla lingua italiana, e tante altre che non elenco in questa sede. Ho ricevuto il premio con gioia e letizia, con la gratitudine verso tutti coloro che mi hanno accolto e sostenuto in tutti questi anni anche con un semplice sorriso; è stato per me un simbolo di incoraggiamento per il mio percorso di vita futura». Speriamo che questa campagna possa essere utilizzata, nel post pandemia, anche per ricostruire le relazioni sociali fra studenti e studentesse che l’emergenza sanitaria ha reso molto più difficili e distanti.