Crocevia Palatina e Pinacoteca resteranno in serie A? di BorgoAdmin 29 Gennaio 2015 di BorgoAdmin 29 Gennaio 2015 289 È sicuramente un fatto positivo la mobilitazione (di cui diamo conto anche nella Piazza) che in queste settimane sta coinvolgendo migliaia di parmigiani contro il declassamento amministrativo della Biblioteca Palatina e della Galleria Nazionale – e questo anche a prescindere dall’effettiva portata di tale decisione. È consolante, infatti, che tanti cittadini, illustri personaggi o gente comune, sentano come proprio dovere, tanto da “metterci la faccia” ( o meglio la firma), la difesa di patrimoni culturali che sonno parte integrante della storia e della vita della nostra città. A maggior ragione, poi, se questa presa di posizione coincide con le gravi difficoltà in cui versano altre istituzioni cittadine: è il caso del Teatro Regio, il cui nuovo corso, annunciato proprio nei giorni scorsi, si profila pieno di incognite e di punti interrogativi; dell’Aeroporto, che è tuttora a forte rischio di chiusura in tempi brevissimi; e dello stesso Parmacalcio, del quale non si sa se sia più tragica la situazione di classifica o quella societaria… Eppure, senza naturalmente voler “fare le pulci” ad un coinvolgimento sicuramente spontaneo e genuino, c’è il rischio che dietro la richiesta di mantenere a Parma la direzione della Biblioteca e della Pinacoteca faccia capolino un antico e sempre riemergente “vizio” parmigiano: quello di considerarsi (ancora) capitale, rifiutando sdegnosamente la collaborazione con le altre città emiliane o delle Regioni vicine se non da una posizione di “comando”. Vizio che, proprio perché i tempi del Ducato sono ormai irrimediabilmente tramontati, porta paradossalmente ad effetti contrari a quelli voluti, ovvero ad un indebolimento di Parma e delle sue istituzioni causato appunto dall’isolamento che tale indisponibilità a collaborare porta con sè. Tra i due eccessi – l’incapacità di valorizzare le proprie eccellenze da una parte e il voler far da soli sempre e comunque dall’altra – esiste una “terza via” virtuosa: mettere “in rete”, come si dice oggi, i punti di forza (che sono tanti, e non limitati alle pure straordinarie eccellenze culturali sopra richiamate) di cui la nostra città può disporre, ad esempio valorizzando quella grande e irripetibile occasione chiamata EXPO; e insieme appoggiarsi alle città e ai territori vicini per quelle funzioni di cui invece Parma è carente. Detto così, sembra banale e scontato; ma, per fare un esempio al limite del paradosso, il quotidiano locale ha ospitato nei mesi scorsi diverse lettere di parmigiani che dichiaravano sdegnosamente di non volersi servire, né oggi né mai, della pur comodissima Stazione Mediopadana; comodissima, ma con il peccato originale (e incancellabile) di trovarsi in territorio reggiano! Rivalità e “arlìe” avevano un senso al tempo della “Secchia rapita”, ma oggi, nell’era di internet e della globalizzazione, possono e devono trovare sfogo solo nel “derby dell’Enza”, la cui prossima edizione quasi sicuramente non sarà in serie A – ma almeno in questo caso il Governo non c’entra… Riccardo Campanini 0 FacebookWhatsappEmail post precedente In difesa della Galleria Nazionale e della Palatina post successivo Testimoniare la solidarietà con la vita quotidiana Dalla stessa sezione PERSONE, TERRITORIO, CITTÀ: MANEGGIARE CON CURA! di Riccardo... 25 Giugno 2026 C’È ANCORA DOMANI? di Lucia Mirti 4 Giugno 2026 DALLA REGGIA A REGGIO: SE LA PRINCIPESSA VA... 20 Maggio 2026 IL SALUTO DI LUCIA MIRTI, NUOVA PRESIDENTE DE... 6 Maggio 2026 SPORT E CITTADINANZA: L’ITALIA IN FUORIGIOCO di Riccardo... 16 Aprile 2026 REFERENDUM: SUD CONTRO NORDIO? di Riccardo Campanini 2 Aprile 2026 LE (BUONE) AZIONI DELLA PACE di Riccardo Campanini 19 Marzo 2026 ROGOREDO, TRA CORTINA E SANREMO di Riccardo Campanini 5 Marzo 2026 PIOVE, REGIONE LADRA! di Riccardo Campanini 17 Febbraio 2026 IL DITO (S)PUNTATO DEGLI ADULTI di Riccardo Campanini 29 Gennaio 2026 Lascia un commento Cancella risposta Save my name, email, and website in this browser for the next time I comment. Δ