Crocevia Il prezzo dello scandalo di BorgoAdmin 27 Gennaio 2011 di BorgoAdmin 27 Gennaio 2011 336 E’ abbastanza singolare l’uso che in questi giorni viene fatto dell’aggettivo e del sostantivo “cattolico”. Il riferimento è, ovviamente, alle vicende delle “feste” di Arcore, che, a detta dei commentatori, avrebbero provocato nei credenti reazioni e sentimenti che vanno dal’”imbarazzo” al “disgusto”. Intanto – ma non è una novità – si tende a fare passare come espressione di tutti i cattolici quello che viene scritto da “Avvenire” o “Famiglia Cristiana”, semplificando (e impoverendo) un’”opinione pubblica cattolica” che è in realtà molto più variegata. Ma quello che più colpisce in queste considerazioni è l’idea che fatti come quelli avvenuti nelle ville del Presidente del Consiglio debbano indignare solo – o in misura maggiore – chi ha un esplicito credo religioso.Davvero un uomo o una donna non credenti o cristiani “tiepidi” non si sono scandalizzati più di tanto di fronte alle rivelazioni sulla vita privata del premier? Davvero c’è bisogno di fare riferimento ad un’etica fondata su convinzione religiose per provare “imbarazzo e disgusto” davanti a tali scenari? Verrebbe quasi da dire, provocando ma non troppo, che forse è vero il contrario, visto che difendere a spada tratta il premier sono proprio i rappresentanti di partiti che si dichiarano apertamente sostenitori dei “valori cristiani”, compresi molti praticanti ai quali evidentemente i comportamenti del loro leader non fanno né caldo né freddo. E del resto, non è stato uno di loro – tra i più noti e rappresentativi – a ripetere, senza falsa modestia, il detto evangelico “Chi è senza peccato scagli la prima pietra”?, come se non esistessero – e ce ne sono – tanti politici, cattolici e non, dal comportamento irreprensibile.Ma sarebbe decisamente riduttivo interpretare i fatti di cui si parla in questi giorni solo in chiave di “peccato” – o reato – individuale. Quello che è davvero in gioco lo ha individuato perfettamente il card. Bagnasco, nella sua prolusione al Consiglio della CEI: riferendosi ai giovani egli ricorda che “se li si ingannano, se si trasmettono loro ideali bacati, si li si induce a rincorrere miraggi scintillanti quanto illusori, si finisce per trasmettere un senso distorcente della realtà, si oscura la dignità delle persone, si manipolano le mentalità”. E in un altro passo il Cardinale ammonisce che “se a questo si aggiunge una rappresentazione fasulla dell’esistenza, volta perseguire un successo basato sull’artificiosità, la scalata furba, il guadagno facile, l’ostentazione e il mercimonio di sé, ecco che il disastro antropologico in qualche modo si compie a danno soprattutto di chi è in formazione”.Come (non) si dice in questi casi, ogni riferimento a fatti e personaggi reali è del tutto voluto. Riccardo Campanini 0 FacebookWhatsappEmail post precedente Siamo tutti interpellati post successivo In nome del Vangelo e della Costituzione Dalla stessa sezione PERSONE, TERRITORIO, CITTÀ: MANEGGIARE CON CURA! di Riccardo... 25 Giugno 2026 C’È ANCORA DOMANI? di Lucia Mirti 4 Giugno 2026 DALLA REGGIA A REGGIO: SE LA PRINCIPESSA VA... 20 Maggio 2026 IL SALUTO DI LUCIA MIRTI, NUOVA PRESIDENTE DE... 6 Maggio 2026 SPORT E CITTADINANZA: L’ITALIA IN FUORIGIOCO di Riccardo... 16 Aprile 2026 REFERENDUM: SUD CONTRO NORDIO? di Riccardo Campanini 2 Aprile 2026 LE (BUONE) AZIONI DELLA PACE di Riccardo Campanini 19 Marzo 2026 ROGOREDO, TRA CORTINA E SANREMO di Riccardo Campanini 5 Marzo 2026 PIOVE, REGIONE LADRA! di Riccardo Campanini 17 Febbraio 2026 IL DITO (S)PUNTATO DEGLI ADULTI di Riccardo Campanini 29 Gennaio 2026 Lascia un commento Cancella risposta Save my name, email, and website in this browser for the next time I comment. Δ