Terminata la prima fase del cammino sinodale diocesano dedicata all’ascolto con risultati insperati sia per la quantità dei gruppi partecipanti che la qualità degli interventi, si pone il problema di come raccogliere e rilanciare tutte le riflessioni, le sollecitazioni, le richieste e le proposte emerse dai gruppi. Soprattutto si pone l’esigenza di continuare ad estendere la sinodalità come stile ordinario della comunità ecclesiale. A questo riguardo la piccola ma gioiosa esperienza vissuta dal gruppo sinodale della Parrocchia di Santa Teresa può offrire qualche elemento utile di riflessione, La Parrocchia sta vivendo da un anno una situazione particolare da quando è stata affidata a quattro padri carmelitani provenienti dall’India, tutti giovani ( il Parroco Bijoy ha compiuto 40 anni) che costituiscono una squadra ricca di entusiasmo e di fiducia nel Signore e nel prossimo, desiderosa di conoscere, ascoltare, partecipare alla vita della comunità, condividendo gioie e fatiche, e soprattutto avendo un rapporto di disponibilità ed amicizia  con gli altri presbiteri e di gratitudine con il Vescovo.

L’iniziativa del Sinodo, presentata all’assemblea domenicale da Matteo Truffelli è stata quindi colta come una felice opportunità. Le 20 persone, provenienti da diverse esperienze, ma molto motivate hanno quindi trovato un ambiente sereno e fin dal primo incontro hanno potuto esprimersi con spontaneità raccontando frammenti importanti di vita specie nel rapporto con la fede e la Chiesa. Uno scambio, cui non si sono sottratti i padri, che ha facilitato la conoscenza reciproca e fin dal primo incontro un rapporto di amicizia. Si sono così percorsi quattro incontri sui temi proposti dalla scheda, col principale obiettivo di creare una comunità di persone che si conoscono, si ascoltano, condividono la vita ecclesiale.Un incontro conviviale e la partecipazione di alcuni al pellegrinaggio della parrocchia ha cementato l’amicizia. E’ quindi emerso da tutti il desiderio di continuare con periodicità gli incontri del gruppo che si è deciso di chiamare “Vieni e vedi..la parrocchia”,una espressione che nasce dal Vangelo e che esprime il nostro incontro con Gesù per ascoltare la sua parola e incontrare i fratelli. “Gruppo di ascolto”, potremmo definire questa esperienza che negli incontri quindicinali con la conoscenza della parola di Dio aiuta a far crescere la nostra fede condividendo con semplicità la nostra vita di cristiani.” Ascoltare, prima ancora di “fare”. Si vuole porre come atteggiamento prioritario l’attenzione alle relazioni fraterne fra i componenti del gruppo, facilitando l’amicizia e la conoscenza. Questo cammino di avvicinamento e comunione di intenti vuole essere il primo messaggio, e il primo annuncio di Gesù Cristo Morto e Risorto. Leggiamo, infatti nel Vangelo: Da come vi amerete tutti sapranno che siete miei discepoli (Gv. 13,35).

Nello Spirito che unisce noi discepoli scaturiscono, gradualmente, le risposte ai bisogni che il Signore ci fa riscontrare nel nostro vivere da cristiani. Il primo impegno dei membri del gruppo è stato nel realizzare quello che sarà il “ministero dell’accoglienza” offrendo un clima familiare a chi si presenta all’ingresso della chiesa, salutando ciascuno e porgendo il foglietto delle letture. Su questa proposta anche il parroco ha cominciato al termine della Messa a recarsi alla porta della chiesa per salutare personalmente i fedeli che altrimenti si disperderebbero in modo anonimo. Le benedizioni delle famiglie sono state un altro momento di partecipazione dei “sinodali” che hanno accompagnato i padri nella visita alle famiglie della parrocchia presentandoli e facilitando la reciproca accoglienza e conoscenza. E con grande gioia all’ultimo incontro si sono presentate tre signore che avevano potuto conoscere questa esperienza in occasione della benedizione della loro casa. E’ un primo inizio della “chiesa in uscita” che potrà prevedere anche la proposta di incontri di preghiera o di semplice conversare nelle famiglie. Ci aiuterà, nei prossimi incontri, la lettura del vangelo della domenica successiva. La Parola di Dio ascoltata ci aiuterà a condividere quello che lo Spirito Santo suscita dentro ciascuno di noi, creando una risposta “sinodale” alla proclamazione del vangelo. Sarà anche un’occasione utile ai padri presenti per arricchire la loro predicazione con l’apporto dei fratelli. Il percorso del gruppo prevede un’apertura ai bisogni e alle necessità della comunità parrocchiale, per consentire un sostegno e un progressivo miglioramento della vita cristiana dei fratelli.  Sospinti dalla forza e dalla voce dello Spirito ci faremo carico della crescita cristiana dei ragazzi, dell’aiuto agli anziani, dell’assistenza delle persone sole, del servizio alle famiglie che vivono nella povertà, dell’annuncio del vangelo a tutti, anche consegnando praticamente il vangelo nelle case e invitando ad un momento di preghiera. Questi progetti, da concretizzare in modi e tempi appropriati, potranno contribuire a creare un clima di famiglia nella nostra parrocchia perché tutti abbiano a sentirsi accolti come in una casa, ove sentirsi “a casa”.  Così il piccolo seme di “sinodalità” potrà svilupparsi e fruttificare, con la forza dello Spirito Santo che spinge all’unità di noi credenti e all’annuncio del vangelo a cui tutti siamo chiamati.