Si è svolta sabato 23 aprile presso la Chiesa delle Stimmate l’Assemblea diocesana nella quale è stata fatta una prima presentazione dei contributi al Cammino Sinodale. Lo scopo del Cammino Sinodale è quello di capire insieme, partendo dalla concreta esperienza, in che modo la Chiesa è chiamata a ripensare il proprio stile di comunione, di coinvolgimento e di partecipazione.  Le domande di fondo a cui si sta cercando di rispondere sono perciò queste: «come si realizza oggi quel “camminare insieme” che permette alla Chiesa di annunciare il Vangelo»? E «quali passi lo Spirito ci invita a compiere per crescere come Chiesa sinodale?». L’Equipe sinodale ha raccolto e sintetizzato i vari contributi per trasmetterli alla Conferenza Episcopale Italiana, che ne trarrà spunto per pensare le fasi successive del Cammino e per contribuire al Sinodo universale. È stata sorprendente e significativa la grande partecipazione alla prima parte del Cammino Sinodale della nostra Chiesa di Parma. Sono arrivati all’Equipe Sinodale oltre 180 contributi da parte di parrocchie, associazioni e movimenti, organismi diocesani, gruppi sinodali e persone singole (mentre altre realtà li stanno preparando in questi giorni). Tutti questi contributi verranno resi disponibili sul sito della Diocesi, per chi volesse farne una lettura approfondita. Oggi ci siamo ritrovati per una prima restituzione di quello che sarà, certo, un contributo alla CEI, ma che rappresenta sicuramente uno strumento importante per il cammino delle nostre comunità. Il lavoro dell’Equipe, composto da sedici persone, anch’esso in stile sinodale, ha portato alla lettura di tutti i contributi, per gruppi di suoi componenti, mentre alcuni sono stati letti in toto. Questa analisi ha cercato il più possibile di entrare nello spirito del cammino di ciascuna realtà, in modo rispettoso e fedele, senza valutazioni o letture dell’equipe stessa. Impossibile raccogliere e restituire tutto…ma si è fatta, in conclusione, più che una rassegna, si è cercato un punto d’incontro per far emergere, con responsabilità, i punti con più passione e ricchezza comunitaria. La sintesi (ancora in bozza) dopo una Introduzione sul cammino sinodale diocesano, con particolare attenzione all’importanza della sinodalità, sviluppa la ‘lettura dei principali elementi emersi dai contributi’ sui punti focalizzati: I compagni di viaggio, Ascoltare, Prendere la parola, Celebrare, Corresponsabili nella missione, Dialogare nella Chiesa e nella società, Con le altre confessioni religiose, Autorità e partecipazione, Discernere e decidere, Formarsi alla sinodalità. Nell’ultima parte della bozza di sintesi si presentano Alcune prospettive per continuare il cammino.

Nel lavoro dell’equipe si sono evidenziati alcuni aspetti emergenti dai contributi dei gruppi, si tratta degli snodi che vengono avvertiti come maggiormente decisivi per la vita della Chiesa particolare e di quella universale:

  • l’importanza dell’ascolto e dell’accoglienza
  • Il desiderio di ripartire da una Chiesa pensata e vissuta come comunità, come intessuta di relazioni importanti
  • La centralità dell’Eucarestia e dell’ascolto condiviso della Parola
  • La constatazione che spesso le celebrazioni sono ‘afone’, parlano poco alla vita delle persone e poco accoglienti e coinvolgenti
  • La volontà di superare un modo di essere della Chiesa troppo incentrata sul presbitero, per divenire più Chiesa Popolo di Dio
  • L’urgenza di riconoscere e valorizzare il contributo delle donne
  • La necessità di un’attenzione particolare al coinvolgimento dei giovani
  • Il bisogno di una formazione più adeguata per laici e presbiteri
  • La richiesta di riattivare e risignificare gli organismi di partecipazione parrocchiali e diocesani, come luogo di esercizio di corresponsabilità

Al termine dell’assemblea, prima della preghiera conclusiva, il Vescovo Enrico nel ringraziare l’equipe ed i presenti ha rinnovato l’impegno all’ascolto di tutta la realtà diocesana e cittadina, continuando in quel cambio di passo che ha caratterizzato questi anni e continuerà, coll’aiuto di tutti, per gli anni a venire, nel cammino che ci è richiesto di coinvolgimento, partecipazione e cambiamento perché la vita della Chiesa e delle nostre parrocchie sia vita di relazione, da coltivare e custodire.