Matteo Truffelli, già presidente nazionale dell’Azione Cattolica e Francesca Stefanini, già responsabile di zona Agesci di Parma coordinano l’equipe diocesana per l’attuazione del Sinodo. Abbiamo rivolto loro qualche domanda

Il percorso sinodale che la nostra Diocesi aveva iniziato qualche anno fa avrebbe dovuto concludersi nel novembre scorso. Invece è stato rilanciato per inserirsi nel Sinodo della Chiesa italiana e della Chiesa universale aperti nello scorso autunno. A che punto siamo?

Ogni diocesi a seguito dell’apertura del Sinodo della Chiesa universale il 9 ottobre 2021 è stata invitata a costituire un’equipe sinodale diocesana e ad individuare due referenti. Anche la diocesi di Parma ha iniziato questo cammino. Abbiamo quindi iniziato ad incontrarci e ci siamo divisi in commissioni al fine di provare a coinvolgere più ambiti possibili. Ad oggi stiamo lavorando nelle seguenti commissioni: carità-carcere, scuola-università, parrocchie, aggregazioni laicali, lavoro. E alcune realtà ci hanno contattato comunicandoci di essersi messe in cammino, attivando gruppi sinodali.

Concretamente come si può fare per contribuire al cammino sinodale da parte di singole persone o gruppi?

Tutti siamo chiamati a rispondere alla seguente domanda: come si realizza oggi, a diversi livelli (da quello locale a quello universale) quel “camminare insieme” che permette alla Chiesa di annunciare il Vangelo, conformemente alla missione che le è stata affidata; e quali passi lo Spirito ci invita a compiere per crescere come Chiesa sinodale? E’ possibile costituire o partecipare a piccoli gruppi sinodali (8-10 persone) in parrocchia, ma anche nelle associazioni, nei movimenti, e in ciascuna realtà che liberamente sceglierà di mettersi in gioco. I gruppi sono pensati come spazi in cui le persone possono ritrovarsi e pregare e riflettere insieme per portare il proprio contributo al cammino sinodale, a partire da alcune domande comuni. Ogni gruppo sinodale è invitato a comunicare la propria costituzione e poi a far conoscere quanto maturato all’equipe diocesana (i referenti possono essere contattati telefonicamente o agli indirizzi mail francesca.stefanini@chiesadiparma.it e matteo.truffelli@chiesadiparma.it) . I contributi potranno essere consegnati entro il 10 aprile 2022. Rimandiamo alla visione del materiale apposito al seguente link https://camminosinodale.chiesacattolica.it (vedere la sezione “le tre fasi – fase narrativa”)

 Come si sta garantendo la massima diffusione di queste informazioni e possibilità? Vita Nuova non mi pare sia sufficiente.

Da un punto di vista informativo – ma il Papa ci pare più “interessato” ad avviare percorsi che a “dare informazioni” – l’avvio del percorso sinodale è stato riportato da tutti mezzi di informazione nazionali e locali. I siti della Santa Sede e della Conferenza Episcopale riportano i materiali e gli strumenti di lavoro e sono costantemente aggiornati. All’interno dell’equipe sinodale diocesana, tra le altre commissioni costituite, vi è anche un gruppo di addetti alla comunicazione. Il canale istituzionale dedicato è certamente quello della stampa diocesana, ma insieme ad esso sono stati attivati anche gli altri consueti canali (ad es. parrocchie) e uffici. Stiamo attivando altre forme comunicative per diffondere più capillarmente il messaggio dell’avvio del cammino sinodale. Come referenti abbiamo inoltre partecipato al consiglio presbiterale e all’incontro con gli uffici di curia e stiamo partecipando agli incontri di tante altre realtà con diverse appartenenze ecclesiali al fine di promuovere l’avvio del cammino sinodale. Nei giorni scorsi abbiamo inviato materiali a tutte le parrocchie (una locandina informativa e una scheda di lavoro per i gruppi). A inizio febbraio incontreremo il presbiterio, che dedicherà al cammino sinodale un proprio appuntamento formativo, e il 28 gennaio è in programma un momento di informazione e confronto online rivolto innanzitutto ai referenti parrocchiali, ma ovviamente aperto a tutti coloro che sono interessati. Da un punto di vista sinodale e operativo tutta la Chiesa è in sinodo, e se tutti siamo la Chiesa possiamo considerarci tutti trasmettitori qualificati per l’avvio di processi sinodali, ciascuno nei suoi ambienti di vita.

Quanti gruppi si sono già costituiti come gruppi sinodali?

La situazione è in evoluzione … e “fuori controllo” proprio perché trattandosi di un percorso il “compito” che ci è stato richiesto è di contribuire ad “attivarlo”, ma non di “dirigerlo”. Al momento tre o quattro gruppi ci hanno comunicato di essersi costituiti in gruppi sinodali, e abbiamo incontrato i responsabili di Agesci e Azione Cattolica, che si stanno mobilitando in tal senso. Anche in ambito universitario si sta dando vita ad alcuni gruppi specifici. Nell’incontro del 28 gennaio potremo avere un’idea di quanto si sta muovendo a livello parrocchiale.

I 35 contributi che erano stati inviati e sintetizzati da don Limonta nella Tre giorni diocesana del giugno scorso saranno “recuperati”?

I materiali già prodotti lo scorso anno saranno sicuramente tenuti presenti dall’equipe diocesana per scrivere la sintesi (di dieci pagine) da inviare alla CEI entro fine aprile. Ci è stato assicurato, inoltre, che i materiali verranno resi consultabili tramite il sito della diocesi. Peraltro il gruppo di lavoro per l’anno sinodale diocesano 2020-21 – don Stefano Rosati, Gabriele Canali, Maria Cecilia Scaffardi nonché il segretario coordinatore padre Gianluca Limonta – è confluito, per nomina del vescovo, nell’attuale equipe sinodale diocesana. Ci sembra tuttavia di interpretare lo spirito sinodale voluto da Papa Francesco non tanto come rielaborazione di materiale già esistente, ma come un’ulteriore nuova occasione di avvio di processi,

Sarà importante garantire la sintesi più ampia e rispondente all’ ascolto di tutte le voci.  Con quali mezzi? E come verrà diffusa e condivisa la sintesi?

Come detto, la sintesi dovrà essere al massimo di dieci cartelle, e al momento non sappiamo con precisione come verrà diffusa. Ma dal momento che si tratta di un percorso e di un percorso sinodale, se avessimo delle risposte alla domanda forse si snaturerebbe l’idea stessa della proposta.  Dovremo insieme essere docili allo Spirito e con chi partecipa al percorso discernere come proseguire il cammino. Certamente però la sintesi messa a punto dall’equipe verrà in qualche modo “restituita” alla diocesi, per servire da spunto per le prossime tappe.