Due nuclei tematici, Compagni di viaggio e Celebrare.

Compagni di viaggio: nella chiesa e nella società siamo sulla stessa strada fianco a fianco, quanto riteniamo sia vera questa affermazione? Qual è la nostra esperienza di chiesa? Ci sentiamo parte di esso oppure ci sentiamo lontani? La chiesa riesce ad essere un luogo di accoglienza per tutti o qualcuno viene lasciato ai margini e perché se avviene? Che cosa impedisce o frena la chiesa nel camminare insieme con tutti? La chiesa da chi può imparare per essere più vicino alle persone?

Celebrare: celebrare insieme ascoltando e condividendo la parola di Dio e l’Eucarestia, quanto ci sentiamo partecipi di questa esperienza? Pensiamo che il Vangelo abbia qualcosa di buono e di utile da dire alla nostra vita? Cosa Può voler dire oggi ascoltare la parola di Dio? Che cosa significa nelle nostre vite poter celebrare l’Eucaristia? Partecipiamo alle celebrazioni? Se si cosa ci spinge E se invece facciamo fatica a parteciparvi che cosa ci frena?

Sintesi: Giovani della parrocchia Maria Immacolata -gruppo superiori-

Compagni di viaggio → la Chiesa può insegnare come avvicinarsi alle persone in difficoltà attraverso le opere di carità e la fratellanza, ma esclude ed ha escluso nella sua storia diverse categorie di persone (esempio, le persone omosessuali). La Chiesa dovrebbe essere più vicina alle persone, indipendentemente dalle scelte personali e dalle condizioni sociali.

Celebrare → la parola di Dio deve essere letta tra le righe per trovare insegnamenti da traslare nella nostra quotidianità. La messa può essere un’occasione per vivere la Parola ma le celebrazioni sono distanti dalle nostre vite.

Sintesi: Giovani della parrocchia Maria Immacolata -gruppo educatori/educatrici-

Compagni di viaggio → Il sentore generale è di un forte disallineamento tra “il clero” e i laici. La chiesa è percepita come divisa in tre fasce: 1-PAPA, 2-CLERO e 3-FEDELI e il problema più grande è che Papa e laici sembra che parlino e dialoghino sullo stesso piano intendendosi mentre con i parroci c’è incomunicabilità; sembra che si lavori su piani differenti. Sembra che i nostri sacerdoti si sentano su un altro livello e non si riesce a dialogare vicendevolmente. Abbiamo bisogno di parroci che sappiano parlarci della vita: la fede non sostituisce più la ragione, c’è bisogno di qualcosa di più. Vengono fatte scelte poco coraggiose, si ha paura di restare una minoranza e quindi si sacrifica la qualità e la profondità delle cose e delle motivazioni alla quantità, perché “servono fedeli”. Non bisogna aver paura di chiedere un maggior impegno alle persone, riconoscendo e sostenendo però quello che fanno e il tempo che investono. Chiesa, poco allineata ai veri bisogni e ai temi vicini ai giovani.

 

Celebrare → Gesù ha un messaggio attraente ma non credo che le celebrazioni e le ritualità così come sono proposte invoglino o aiutino a frequentare. Viene percepito un ambiente freddo e poco stimolante, ripetitivo e non innovativo. Presenza di sacerdoti che invogliano poco alla frequentazione della parrocchia e che non valorizzano le risorse positive a disposizione, metttendole da parte (es: i nostri diaconi non fanno omelia a messa se non in rarissime occasioni). La donna nella chiesa deve avere un ruolo più importante e centrale, sia nelle celebrazioni sia nell’animazione.