DA VENTOTENE A BRUXELLES  di Giuseppe Iotti

di BorgoAdmin

Un taglio inconsueto per un argomento fondamentale nella storia dell’Europa, che è quello della redazione del Manifesto di Ventotene sul federalismo europeo da parte di un piccolo gruppo di confinati sull’isola dal fascismo. Anziché descrivere i contenuti di questo documento che ormai è storia (che si spera si studi nelle scuole) in modo classico, il relatore, il prof. Fabio Corigliano dell’Università di Parma ci ha raccontato la storia delle persone che questa storia hanno fatto, e quella delle loro idee. Eugenio Colorni è stato un filosofo, studioso di Leibnitz (come lo stesso prof. Corigliano), che dai principi di questo pensiero ha maturato i presupposti per la sua militanza in un antifascismo vicino a Giustizia e Libertà, e di tendenza socialista; entrò anche nel partito, ma con una posizione autonoma. Molto interessante la narrazione del periodo formativo che vivrà, nel confronto con tanti personaggi dell’antifascismo, ma anche con Guido Piovene, con cui ruppe per l’antisemitismo che in una certa fase quest’ultimo ebbe a professare. Rimarcato il suo sodalizio umano e sentimentale con un altro personaggio importante, per quanto meno conosciuto, che è la moglie Ursula Hirschmann.

Altiero Spinelli viene invece dall’appartenenza al partito comunista, da cui però si era già distaccato da tempo, non condividendo l’involuzione dell’Unione Sovietica in un regime di terrore stalinista. Fu arrestato molto giovane, e il confino non fu che il prolungamento di tanti anni di carcere. Spinelli, liberatosi, fu poi il principale promotore del Movimento federalista europeo, e di tanti successivi passaggi politici ed istituzionali durante la genesi del Mercato Comune e dell’Unione Europea.

Ernesto Rossi, dei tre, era la figura del “tecnico”, in quanto economista. In quanto giovane ex-combattente, fu dapprima attirato, come tanti altri, dal messaggio fascista. Conosciuto Salvemini, grazie al suo pensiero passò ad una posizione di fiero antifascismo nelle fila di Giustizia e Libertà. Dopo la Liberazione aderì al Partito d’Azione e quindi alla fondazione del Partito Radicale, su posizioni (purtroppo) fieramente anticlericali, come forte critica all’avvicinamento che vi era stato tra Chiesa e Mussolini.

Non mancarono naturalmente altre figure, ma il prof. Corigliano è riuscito, nell’intrecciare queste tre biografie e quelle di altri pensatori, a farci conoscere meglio l’ambiente in cui è nato l’europeismo che, per fortuna, oggi anima molti, ma trova come allora, sia pure in forme diverse, nemici e indifferenti. La riduzione dell’ideale europeo a meccanismo economico, anche se esteso ai temi della finanza e delle banche, o a settori economici specifici quali l’agricoltura, ha evidentemente il fiato corto se non sostenuta da convinzioni più profonde, che dal passato ci porteranno ad un futuro che ci sarà solo se noi, ed in particolare i giovani, ci crederemo.

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