Il lavoro di squadra di oltre un anno e mezzo che al Circolo Culturale Il Borgo ha permesso di elaborare l’Agenda Parma 2022 – Appunti per una città sostenibile, e di cui ho condiviso la responsabilità come coordinatore dell’Osservatorio sulla Città de Il Borgo, ha offerto un esempio di metodo che mi auguro possa essere fatto proprio dal prossimo Sindaco di Parma.
La capacità di ascolto, di attivare elevate professionalità, di favorire il confronto tra le parti, di mediare, ma pure di assumersi responsabilità di sintesi e di scelta, e di preservare margini di autonomia di visione e di azione politica rispetto alle legittime istanze dei diversi portatori d’interessi del territorio, sono alcune delle caratteristiche che ci si auspica caratterizzino l’azione di governo del futuro Sindaco per affrontare le sfide della complessità post-moderna e della società globale che attendono Parma. Si tratta di sfide in cui prioritari sono i temi della salute, del benessere psico-fisico, socio-relazionale, ed ambientale, fondamentali per la qualità di vita dei cittadini e che, in un’epoca segnata dalla crisi climatico-ambientale ed energetica, richiedono una nuova assunzione di responsabilità attraverso politiche che, scevre da semplificatorie forme di radicalismo, ma non per questo meno innovative, promuovano la transizione ecologica e quindi siano incentrate sul concetto di sostenibilità (ambientale, energetica, economico-produttiva e sociale). Per promuovere con efficacia tali politiche il prossimo Sindaco dovrà sapere coinvolgere come co-attori sociali i cittadini attraverso l’attivazione di percorsi di cittadinanza partecipata.
Allo stesso modo sarà prioritario che il futuro Sindaco promuova politiche specifiche ideate con e per la popolazione giovanile attraverso la valorizzazione delle migliori risorse culturali e produttive del territorio. Inoltre su gravi temi di impatto sociale come l’emergenza casa, la sicurezza urbana, le diverse forme di povertà, vulnerabilità e disuguaglianza, ci si augura che il futuro Sindaco di Parma istituisca dei tavoli di lavoro permanenti con le Istituzioni del territorio e con il Terzo settore per programmare in modo sistematico azioni di monitoraggio e mappatura della città al fine di elaborare soluzioni mirate che escano dalla prospettiva dell’emergenza e che si collochino in una visione di medio-lungo periodo.

Con riferimento alle parole di Papa Francesco, in un recente incontro con i rappresentanti di Federsanità, il mio augurio è che il prossimo Sindaco di Parma faccia proprie queste tre parole: prossimità dove “la ‘presa in carico’ smette di essere una questione burocratica e diventa incontro, accompagnamento, condivisione”, integralità, “che si oppone alla frammentazione e alla parzialità. Se tutto è connesso, dobbiamo anche ripensare il concetto di salute in un’ottica integrale, che abbracci tutte le dimensioni della persona […]”, poiché “Una visione olistica della cura contribuisce a contrastare la “cultura dello scarto”, e infine bene comune “come rimedio al perseguire interessi di parte”, infatti “[…] è frequente la tentazione di far prevalere vantaggi economici o politici di qualche gruppo a discapito della maggior parte della popolazione”.