Fare insieme ad alcuni amici una riflessione, in questo tempo di campagna elettorale sul futuro della nostra città desiderosa di un nuovo protagonismo con riferimento all’ambito provinciale, all’Emilia occidentale, ad altre città contermini come Mantova, Cremona, Massa e Spezia. Ripensando ed attuando un rapporto maturo e strutturato con Regione, Governo centrale e Bruxelles. Lo abbiamo fatto attorno ad un tavolo con Riccardo Campanini, Meuccio Berselli,l’on.le Gianluca Beneamati e Michele Guerra in un caldo pomeriggio domenicale, insieme ad un folto gruppo di persone. Parma deve tornare a “volersi bene”: partendo da qui la città deve ritrovare una sua centralità; non rivendicazioni sterili ma cura di sé, dei luoghi e degli spazi pubblici e privati, riscoprendo il gusto e la necessità di misurarsi con progetti condivisi e partecipati con le forze economiche e sociali, favorendo  quella coesione indispensabile che agevoli anche la crescita di una classe dirigente pubblica all’altezza delle sfide che oggi sono richieste ad un territorio importante come il nostro.       Per fare questo occorre una compagine amministrativa autorevole che agisca con umiltà e competenza e che dialoghi strettamente con la Provincia e con i Comuni, che rafforzi i legami e le strategie condivise con l’Università, le realtà produttive, le associazioni di categoria, gli ordini professionali, i sindacati e le forze positive  e propositive del volontariato sociale e del Terzo settore. L’autosufficienza praticata molte volte negli ultimi decenni, il malinteso civismo, la esaltata diversità di Parma, hanno portato di fatto ad una irrilevanza su molti, troppi livelli.L’auspicio, che per noi è un impegno, è che a partire dalla futura amministrazione si possa iniziare il cambio di passo necessario che favorendo e costruendo azioni e relazioni adeguate porti a risultati positivi.