L’amico Graziano Vallisneri, mi ha chiesto di dire come la Fondazione MUNUS vede l’attuale situazione di guerra e qual è il contributo che essa può dare in questo momento nel quale Parma (città e provincia ovviamente) è impegnata a dare accoglienza e ospitalità ai profughi che sono in arrivo.Mi auguro di dare una risposta adeguata alle attese. Rispondere come MUNUS vede la guerra è fin troppo scontato. La vede come una sciagura, come un modo sbagliato di risolvere conflitti, come prevaricazione del più forte sul più debole. E questo vale per ogni guerra, anche per quelle che ci coinvolgono meno intensamente dal punto di vista territoriale o emotivo, ma che sono in atto e non sono poche.Cosa può fare MUNUS? La risposta è: adempiere al proprio compito con impegno ed assolvere con assiduità e responsabilità la mission per la quale è stata voluta dalla Comunità parmense.Per evidenziare compiti e mission ricorro a due situazioni concrete.

Due anni or sono, proprio in questi stessi mesi, è scoppiata la pandemia provocata dal Coronavirus. Tra le tante necessità generate da questa difficile e imprevedibile situazione è emersa immediatamente quella di poter disporre di risorse finanziarie da destinare all’acquisto – da parte delle autorità sanitarie – di apparecchiature sanitarie e di dotazioni di protezione individuale ed anche per consentire adeguata ed urgente assistenza sanitaria a domicilio.In quell’occasione, Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, AUSL di Parma, Ospedale di Vaio, Ospedale di Borgotaro, Comune di Parma, Comune di Fidenza, Comune di Borgotaro hanno chiesto a tutta la Comunità parmense di donare risorse finanziarie da investire ai fini sopra indicati e si sono fatti congiuntamente promotori dell’apertura di un Fondo Patrimoniale la cui raccolta sarebbe stata utilizzata per fronteggiare l’emergenza. Il soggetto collettore di questa raccolta fondi è stata (come ritengo molti parmigiani e parmensi sappiano) MUNUS.  A lei intestato – ma con diritto di utilizzo riservato esclusivamente ai soggetti sopra richiamati – è stato aperto un conto corrente bancario specificamente riservato a questa iniziativa. Il ruolo svolto da MUNUS è stato quello di:

  1. garantire tutti i donatori che le somme affluite sul Fondo (oltre 2,1 milioni di euro) fossero utilizzate per le finalità indicate dai promotori della raccolta;
  2. erogare le somme raccolte nei tempi e con le finalità indicate dai promotori;
  3. dar conto alla Comunità e a tutti i donatori di come sono state investite quelle risorse;
  4. consentire ai donatori di godere dei benefici fiscali connessi alla donazione stessa.

Tutto questo senza che i costi operativi e di gestione di MUNUS andassero a gravare (riducendolo) sull’ammontare raccolto. Una situazione analoga e ancora una volta a causa di un’emergenza di carattere umanitario sta accadendo in questi giorni, con riferimento alle misure di accoglienza, ospitalità e integrazione che sono state poste in essere in favore dei profughi ucraini. Il Comune di Parma, i cinque Comuni della fascia Pedemontana, imprese e associazioni d’imprese hanno aperto presso MUNUS una raccolta fondi. In questo caso non si tratta di un’unica raccolta, ma ciascuno ha dato vita alla propria, dal momento che la finalità è quella di finanziare i differenti progetti di accoglienza che vengono posti in essere nei singoli territori. E questo rappresenta un importante elemento di flessibilità, che ci auguriamo diventi anche presupposto per l’efficacia della raccolta stessa. MUNUS sta agendo con la stessa modalità di collaborazione e di servizio, nonché esercitando il medesimo ruolo. Ma non ci sono solo le emergenze. Infatti, tante componenti della Comunità parmense hanno dato vita a progetti di bene ed hanno continuato a testimoniare la ricerca di un diffuso benessere comune. E MUNUS è a servizio di questi.Gli scopi sono differenti e ciascun progetto ha la sua storia, la sua genesi. Si tratta – ad esempio – della raccolta per consentire l’assegnazione di borse di studio in ambito medico; del sostegno finanziario a persone e a famiglie in difficoltà; del dare continuità a iniziative di volontariato avviate e promosse da persone defunte. Oppure dell’obiettivo di realizzare strutture di accoglienza residenziale di persone disabili o finalizzate all’insediamento nelle nostre montagne di persone che avviano o fanno ripartire attività agricole.Così che ad oggi, presso MUNUS, sono aperti e operanti più di 40 Fondi Patrimoniali Destinati, ognuno col suo specifico scopo e – come detto – col suo conto corrente dedicato.

Per completare l’illustrazione di chi è e di cosa fa MUNUS non mi rimane che ricorrere a queste parole:

“La solidarietà è un dono! Donare dà gioia! Insieme è possibile raggiungere obiettivi e risultati importanti per la realizzazione del bene comune.”

Sono questi i convincimenti che hanno portato la nostra Comunità a ipotizzare (nel 2012) e a costituire (nel 2016) MUNUS ONLUS. A volerne la costituzione e a considerarne importante il ruolo e la presenza nel nostro territorio sono state tutte le diverse componenti della Comunità parmense: istituzioni e organismi del terzo settore; imprenditori e singole persone; associazioni di categoria e diocesi; ordini professionali e fondazioni di origine bancaria. E questi sono anche i soggetti che con MUNUS stanno operando e realizzando progetti grandi e piccoli (una quarantina come sopra evidenziato), ma tutti importanti e fondamentali perché frutto dell’interesse per gli altri e del prendersi cura.  Scopo di MUNUS è quello di rendere possibile, agevolare e valorizzare il contributo volontario, gratuito e sinergico di ogni persona e di ogni istituzione (che lo vogliano) alla realizzazione del bene comune, alla costruzione del welfare di comunità. E’ quello di diffondere, radicare e agire la cultura del dono: via preziosa ed efficace per consentire alla Comunità di migliorare le proprie condizioni di vita, di benessere, di crescita armoniosa e partecipata. Di facilitare una più equa allocazione delle risorse di cui la Comunità stessa dispone, traguardando anche alla collaborazione nella realizzazione di presìdi e di strutture di pubblica utilità e di interesse generale permanenti e sostenibili .La Fondazione affianca, in spirito di servizio e di corresponsabilità:chi intende attuare progetti di utilità sociale e chiede alla Comunità di contribuire alla loro realizzazione, mediante una donazione in denaro; chi desidera sostenere progetti avviati da altri e chiede di essere orientato, affiancato nel decidere verso quale scopo indirizzare il proprio contributo finanziario;chi vuole dare continuità e specificità alla propria azione filantropica mediante un lascito solidale, disposto nel proprio testamento; chi è disponibile ad analizzare i bisogni sociali della Comunità, a ricercare vie innovative per la loro soddisfazione, a donare le proprie competenze, il proprio tempo.

C’è un’ultima sottolineatura che desidero fare: è relativa al nome che la Comunità ha voluto assegnarle. Il nome, spesso, indica la missione di una persona.MUNUS, è parola latina: significa dono, ma anche compito e responsabilità.Può sembrarci una parola non attuale, lontana, legata a culture antiche, che non ci appartengono più. In realtà, non è assolutamente così. Quando adesso diciamo: “Comune, Comunità” altro non facciamo se non dire: “Cum-munus”: mettere in comune e porre a beneficio di tutti, doni, compiti e responsabilità.I doni di cui una Comunità dispone sono prima di tutto e soprattutto i sentimenti, i desideri, le idealità e i valori portati e promossi dalle sue persone; poi le competenze e le risorse ed infine la volontà di condividere, di distribuire, di lavorare per obiettivi condivisi. Volontà tradotta in atteggiamenti e comportamenti coerenti e messi in pratica.Questo è MUNUS, per e con la sua Comunità!