La Piazza Estratto da “La metamorfosi del modello emiliano” di BorgoAdmin 28 Febbraio 2013 di BorgoAdmin 28 Febbraio 2013 348 “Il modello emiliano…è, in breve, un’organizzazione della vita economica che ha saputo combinare efficienza ed equità, crescita e coesione sociale. Nell’avviare alcuni anni orsono, un progetto di ricerca su questo “modello”, ci è parso appropriato aggiungervi una esplicita menzione alle “metamorfosi” in atto, Che cosa si intende con questo sostantivo nella lingua italiana? Si intende “la trasformazione, e in particolare la trasformazione di un essere o di un oggetto in un altro di natura diversa”. Un ‘indagine sulla profondità e sull’ampiezza della trasformazione in atto è ciò che ci siamo proposti con questo progetto. Era un tempo nel quale la gravissima crisi finanziaria mondiale che il mondo avrebbe conosciuto dal settembre 2006 – e che sta ancora vivendo – era di là da venire. E’ accaduto poi che il tema dell’’economia reale (ri)guadagnasse posizioni nell’agenda politica di tutti i paesi dell’Occidente industrializzato. Dovendo concludere in una parola possiamo dire che la Germania – il “capitalismo renano”, se preferite – è tornato a rappresentare i modello a cui guardare: un modello, per di più, che dal principio degli anni Duemila ha saputo riformare se stesso laddove i tempi nuovi lo richiedevano. Ebbene, stabilire paralleli tra paesi, ma anche tra regioni, non è mai semplice…. Ciò nondimeno, nel nostro Paese si è soliti ricordare come quella italiana si ala seconda manifattura d’Europa (dopo appunto quella tedesca). Lungo la stessa linea possiamo ricordare come l’Emilia-Romagna, assieme ad altre 4 regioni italiane, faccia parte del ristretto novero delle 18principali regioni manifatturiere d’Europa. A queste utili comparazioni occorre però far seguire la discussione sulle riforme necessarie e possibili – il passo che oggi manca – per avvicinarsi il più possibile al “capitalismo renano” e, volendo, all’”economia sociale di mercato”, se si ritiene questo il modello di riferimento. E nel fare ciò occorre tenere conto delle simmetrie/asimmetrie che esistono tra Italia e Germania” 0 FacebookWhatsappEmail post precedente La Sacra Macina post successivo Istantanee dalla crisi: occhi puntati sulla Siria (e sull’Italia) Dalla stessa sezione BORGODAY: IL BORGO PREMIA SILVIA SANTURO E ANGELA... 25 Giugno 2026 “FAR CRESCERE LA TECNICA SENZA FAR REGREDIRE IL... 25 Giugno 2026 EURO DIGITALE, L’ACCORDO C’È. MA LA VERA PARTITA... 25 Giugno 2026 LI HO LETTI E MI SONO PIACIUTI di... 25 Giugno 2026 È NATA LA FONDAZIONE PER LA FINANZA SOLIDALE... 4 Giugno 2026 PARMA, L’ATLANTE DEL FUTURO E LA SFIDA DELLE... 4 Giugno 2026 UMANESIMO E TECNOLOGIA: QUALE FUTURO PER L’UOMO? di... 4 Giugno 2026 ESSERE IN RELAZIONE: LEGAMI, TECNOLOGIA, AMBIENTE E NUOVE... 4 Giugno 2026 FESTA DELL’EUROPA AL CONVITTO MARIA LUIGIA: GIOVANI, MEMORIA... 20 Maggio 2026 EDUCARE ALLA PACE di Maria Vittoria Ablondi, studentessa... 20 Maggio 2026 Lascia un commento Cancella risposta Save my name, email, and website in this browser for the next time I comment. Δ