Borgo NewsI ponti UNA VOCE DALL’UCRAINA – INTERVISTA A PADRE IGOR BOYKO di Antonio Mantelli di BorgoAdmin 5 Marzo 2026 di BorgoAdmin 5 Marzo 2026 501 In visita agli amici di Missione Valentina a Parma, abbiamo incontrato Padre Igor Boyko, fresco Direttore dell’ospedale Sheptytsky di Leopoli e per 12 anni Rettore del seminario greco cattolico cittadino. Padre Igor, come è cambiata la vita della città di Leopoli a 4 anni dall’inizio dell’invasione russa su larga scala dell’Ucraina? I cambiamenti più grandi sono in realtà avvenuti all’inizio della guerra, perché a partire dal 2022 Leopoli ha accolto i tanti profughi che scappavano dall’est dell’Ucraina. Alcuni hanno proseguito verso la Polonia e l’Ungheria e l’Europa in generale, ma molti si sono fermati: la città ne ha accolti più di 500.000, con tutti i problemi che potete immaginare. Il ricordo più straziante per me resta l’incontro con le persone che scappavano, tra cui tante donne anziane che piangevano dicendoci “non abbiamo mai pensato che alla fine dei nostri giorni, alla fine della nostra vita saremmo state costrette ad abbandonare il nostro paese, non sapendo dove andare e non sapendo dove possiamo fermarci”. Tutto ciò che portavano con loro era una valigia, a volte un gatto. E’ seguito poi un periodo di maggiore calma e di maggiore consapevolezza. Quando i soldati russi sono stati fermati e l’esercito russo non aveva più successo sul campo di battaglia, abbiamo capito che la vita doveva andare avanti. Piano piano siamo tornati alla normalità. Ecco, a questo proposito, cosa significa normalità oggi in Ucraina? Come fanno gli ucraini a mantenere una parvenza di vita normale mentre la guerra continua? In realtà posso assicurare che da noi in Ucraina tutto funziona, certo con difficoltà, ma per esempio gli uffici, gli ospedali, le scuole, le università lavorano. La situazione è più complessa nella parte orientale del Paese, dove ad esempio I bambini non possono andare a scuola. Però da quattro anni possono seguire le lezioni online. Nella parte occidentale dell’Ucraina invece i bambini vanno a scuola. Quando però c’è l’allarme sono costretti a fermare le lezioni, a scendere nei bunker e continuare la lezione lì perché in superficie è pericoloso. Dobbiamo insomma adattarci a ciò che succede intorno a noi, tra allarmi, bombardamenti, droni, missili. Posso dire però che la società civile ucraina resiste, il popolo ucraino resiste. E’ quello che emerge anche da alcuni sondaggi che dicono che il 60% della popolazione è convinto che dobbiamo continuare a fare ciò che possiamo fare per non mollare e non arrenderci. Certo, ci sono le perdite di vite umane, di territori, ma sappiamo di dovere pagare questo prezzo, perché ad oggi non vediamo via d’uscita. Da un punto di vista più spirituale, com’è cambiata la fede degli ucraini durante questa guerra? Si nota in alcune parrocchie, lo devo dire, un calo nella partecipazione dei fedeli alla vita della Chiesa, di tutte le Chiese. Questo è dovuto a diverse ragioni: tanti, tanti uomini sono al fronte. Le persone che non sono al fronte hanno paura, perché, a causa di droni e missili, è rischioso uscire di casa. Ci sono poi persone che sono prese dal lavoro oppure sono andati all’estero. Quindi il numero dei fedeli è un poco diminuito. Come la chiesa greco cattolica sostiene il popolo ucraino durante questa guerra? Purtroppo credo che il funerale sia il servizio che la chiesa sta svolgendo in misura maggiore. In alcune chiese della città vengono celebrati ogni giorno 4, a volte 5 funerali. E’ un momento doloroso, ma è anche quello in cui la Chiesa dimostra alle persone vicinanza, ascolto e accompagnamento nel lutto. Come pastore della chiesa greco cattolica, quali sono le domande più difficili che le persone ti pongono oggi? Credo le possiate immaginare: “dove è Dio in tutte queste sofferenze? Perché Dio non ha salvato nostro figlio? Perché nostro figlio doveva soffrire e poi morire così?”. Devo dire sinceramente che l’esperienza del lutto e della sua condivisione è la cosa che in questi anni mi ha colpito di più. Da questo punto di vista, credo che il cimitero sia diventato uno dei luoghi più importanti in cui esercitare il mio ministero. Andare lì, anche con i miei seminaristi, stare accanto alle persone che hanno perso i loro cari, ascoltare i loro lamenti, senza dare subito risposte, ma aiutandole ad esprimere il loro dolore e non farle sentire sole e abbandonate, “alleggerire” per quanto possibile la loro sofferenza. E’ quello che cerco di fare ogni giorno. Ragionando in maniera un po’ più ampia, che cosa vorresti che il mondo capisse dell’Ucraina oggi? L’intero mondo vede ciò che succede in Ucraina da quattro anni, ogni giorno morti, ogni giorno bombardamenti su case private, scuole, ospedali. Non credo che il mondo non possa fare niente. Io penso che si può fare qualcosa, se si vuole: più pressione sulla Russia, più coraggio. Certo, l’Ucraina sta facendo da scudo, ma se l’Europa in primo luogo e tutta insieme, facesse capire con i fatti a Putin che si deve fermare, penso che in un tempo ragionevole la guerra finirebbe. Invece manca proprio questa determinazione da parte di tutto il mondo nel fermare una guerra ingiusta, che non abbiamo meritato e che combattiamo solo perchè c’è un pazzo che vuole continuare a farla. Come valuti il contributo dell’Italia, di Parma e di Missione Valentina alla causa ucraina? Sinceramente voglio ringraziarvi perché ci sono state e ci sono tante, tante buone iniziative in Italia e a Parma in particolare. Quante persone, quanti profughi, quanta gente è stata accolta in famiglie, in parrocchie, in centri di accoglienza! Quanti aiuti sono stati raccolti e portati in Ucraina! Senza questa ondata di solidarietà, penso che non avremmo potuto farcela. Vi esprimo quindi la mia sincera gratitudine e quella di tutto il popolo ucraino. Vi siamo davvero molto grati, non ci sentiamo soli. Un’ultima domanda: che Ucraina immagini dopo la guerra, cioè al di là della ricostruzione materiale? Sicuramente la guerra finirà, sicuramente l’Ucraina sarà ricostruita e sarà un bel paese con un grande futuro. Le vite dei nostri uomini e delle nostre donne che abbiamo perso, non possiamo farle tornare. Penso però che tutto il mondo ci aiuterà a ricostruire l’Ucraina perché abbiamo dimostrato il nostro coraggio e il nostro desiderio di libertà. Sicuramente l’Ucraina verrà ricostruita: so che ci sono persone, anche italiane, che già ora vengono in Ucraina pensando al futuro, a dove come e cosa ricostruire e dove investire. Sono convinto che, a guerra finita, vivremo in un paese veramente bello in cui vi invito a venire, per continuare l’esperienza di solidarietà e amicizia che abbiamo costruito in questi tempi difficili. Grazie Padre Igor. 0 FacebookWhatsappEmail post precedente OLTRELEMURA DEL 06.03.2026 a cura di Graziano Vallisneri post successivo IL SIGNIFICATO DELL’8 MARZO OGGI di Nicolò Foglia, studente di BorgoLab Dalla stessa sezione UN’ENCICLICA CHE È UN PROGETTO POLITICO di Davide... 25 Giugno 2026 PUBBLICATA L’ENCICLICA DI LEONE XIV “MAGNIFICA HUMANITAS” a... 4 Giugno 2026 NON DIMENTICARTI I POVERI: UN LIBRO SUL MAGISTERO... 20 Maggio 2026 SINODO / LA LENTA LIEVITAZIONE DELLA CHIESA ITALIANA... 6 Maggio 2026 SOLIDALI CON PAPA LEONE 16 Aprile 2026 PASQUA & PACE di Federico Ghillani 2 Aprile 2026 QUEL PRETACCIO CHE VENIVA DALLA VAL BAGANZA di... 19 Marzo 2026 EDUCARE A UNA PACE DISARMATA E DISARMANTE di... 17 Febbraio 2026 VANGELO E ZEN. LA GRATUITÀ E LA LIBERTÀ... 29 Gennaio 2026 GENNAIO, TRA DIALOGO, PREGHIERA E MEMORIA di Laura... 15 Gennaio 2026 Lascia un commento Cancella risposta Save my name, email, and website in this browser for the next time I comment. Δ