UN MONDO A MISURA DI STRARICCHI di Carla Mantelli

di BorgoAdmin

Da destra a sinistra passando per il centro, c’è un mantra che mette quasi tutti d’accordo: “Bisogna abbassare le tasse perché si pagano troppe tasse”. E in effetti le tasse sono state abbassate negli ultimi decenni. Peccato che siano state abbassate principalmente ai miliardari che vivono di redditi da capitale – spesso ereditato – e che vedono aumentare automaticamente il proprio capitale indipendentemente dall’esistenza o meno di un’attività imprenditoriale. Siamo in un sistema economico e finanziario costruito a vantaggio di una minoranza di ricchissimi.Questa la denuncia dell’economista Emanuele Felice, intervistato da Maria Paola Chiesi e Filippo Binini, alla presentazione del suo ultimo libro “Manifesto per un’altra economia e un’altra politica” edito da Feltrinelli.  Lo studioso, invitato dalla Rete Viandanti, ha ricordato che tra la fine degli anni Quaranta e gli anni Settanta non era così: vi era una tassazione progressiva, un sistema economico misto pubblico/privato e un’attività politica di programmazione economica.  Negli anni Ottanta abbiamo assistito alla svolta neoliberale che si è concretizzata nel controllo indiretto della politica da parte dell’economia. È passata l’idea che la cosa più importante di tutte fosse la crescita economica, la quale avrebbe delle leggi oggettive che la politica deve solo assecondare. Le politiche reaganiane e thatcheriane sono state un esito di questa ideologia che ha portato a un aumento delle disuguaglianze. L’America, con la sua pericolosa plutocrazia trumpiana, è l’esito post liberale di queste politiche e infatti la democrazia traballa perché oltre una certa soglia di disuguaglianze non può reggere. Dagli anni Ottanta, dunque, le regole che erano state date alla finanza, al fisco, all’economia, sono state smantellate grazie a idee diffuse dai mezzi di comunicazione che sono controllati dai miliardari che si arricchiscono sempre più. E il mondo politico, in gran parte, si è accodato assimilando il tabù della tassazione dei ricchi: qualcuno è riuscito a convincerci che porterebbe al crollo dell’economia. Questo modello economico (che, ricordiamolo, non è vangelo ma frutto di precise idee e scelte umane) si accompagna con la difficoltà di attuare serie politiche ambientali necessarie per evitare che il nostro pianeta diventi del tutto inabitabile. Dato che le tasse per i più ricchi sono un tabù e dato che anche fare debito pubblico è un tabù, i costi delle politiche ambientali ricadono sui ceti medi e bassi. Che poi le rifiutano votando chi nega la loro necessità. E così si alimenta un circolo vizioso che danneggia la stragrande maggioranza della popolazione. A parere del prof. Felici un aumento del debito pubblico in cambio del miglioramento dell’ambiente può essere uno scambio virtuoso con le future generazioni. D’altra parte, la transizione energetica è già in atto e chi la sta attuando migliora le condizioni di vita: la Cina è un esempio di politiche ambientali strepitose. È chiaro che lì il modello economico è diverso: la politica dirige l’economia ma nega anche libertà e diritti. La scommessa dell’Europa deve essere quella di combinare democrazia, politiche ambientali e modello economico che riveda le proprie regole a vantaggio del bene comune e non solo di una minoranza di straricchi.

Quindi la politica oggi cosa potrebbe fare nell’immediato? Il prof. Felici non si è sottratto alla domanda insidiosa ed ha elencato alcuni provvedimenti su cui si potrebbe subito lavorare:

  • accelerare i processi di autorizzazione degli impianti fotovoltaici, ora inspiegabilmente lentissimi
  • introdurre il salario minimo
  • ripristinare una vera progressività della tassazione e investire i proventi in welfare, ricerca, istruzione
  • eliminare il diritto di veto nell’Unione Europea e cercare una sempre maggiore integrazione europea dialogando con altri Paesi per regolare il commercio mondiale (libero commercio tra chi rispetta i diritti) e mettere limiti alla finanza

Ma se i mezzi di comunicazione (anche quelli più prestigiosi che si occupano di economia) sono finanziati dai miliardari che fanno i propri interessi, dove cercare informazioni corrette sulle questioni economiche? Il prof. Felici ha riconosciuto che non è facile, per chi non è specialista, accedere a informazioni attendibili. Le fonti migliori sono gli studi della Banca Mondiale, i centri studi delle ONG e gli studi universitari. Il libro di cui parliamo cerca di divulgare alcuni di questi studi per un pubblico il più vasto possibile. Buona lettura!

Emanuele Felice, Manifesto per un’altra economia e un’altra politica, Feltrinelli, 2025, p.313, €.20,00

 

 

 

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