UN ANNO NUOVO, ANZI GIOVANE di Riccardo Campanini

di BorgoAdmin

Tra i tanti paradossi che emergono dal modo in cui viene festeggiato il Natale ve ne è uno particolarmente significativo: il fatto, cioè, che un avvenimento  – la nascita di Gesù – che ha segnato e cambiato radicalmente, anche da un punto di vista esclusivamente “laico”,  la storia dell’umanità, , sia oggi al contrario considerato l’emblema della “tradizione”, nel senso più conservatore e statico del termine. “Disinnescato il sortilegio della ‘fine della storia’ … la parola ‘fine’ si rovescia allora nell’altro suo significato: non più traguardo e compimento, bensì declino, tramonto, morte”, Così si esprimeva qualche settimana fa l’annuale rapporto del CENSIS sulla società italiana; e allora, se il presente è così cupo e il futuro lo è ancora di più, diventa quasi inevitabile rifugiarsi nei rituali e nelle consuetudini anziché guardare in faccia la realtà e provare a progettare un domani diverso. Le cause di questo “rifiuto” del presente sono tante, ma non ci è dubbio che una delle più importanti sia l’andamento demografico della popolazione (italiana, ma anche europea), con la netta prevalenza della fascia adulta ed anziana, che ovviamente è quella più propensa a rimpiangere un passato tanto bello quanto idealizzato: e, di converso, l’assottigliarsi delle leve più giovani rende la società assai meno dinamica e disponibile al cambiamento.  Ecco perché, più che di politiche “per” i giovani”, oggi ci sarebbe estremo bisogno di politiche “con” i giovani: lo ha ricordato molto bene l’Assessora comunale Beatrice Aimi, nel corso del consueto momento di incontro  per i soci organizzato da “Il Borgo” in prossimità delle festività natalizie (v. articolo di Lucia Mirti nella Piazza), illustrando il percorso che ha portato Parma ad essere scelta quale Capitale europea dei giovani 2027; e lo ha ribadito il Sindaco Michele Guerra, intervenuto nella stessa occasione, quando ha sottolineato come le priorità amministrative e politiche siano per le nuove generazioni diverse o addirittura opposte a quelle degli adulti. Ma, come noto, la voce dei giovani viene il più delle volte messa sotto silenzio o declassata al ruolo di contestazione sterile e distruttiva; quando invece, proprio per quanto si diceva sopra, dare spazio alla freschezza e alla novità di cui essi sono portatori è forse l’unica via di uscita da quel declino e da quella assenza di progettualità che sta investendo le società occidentali, Italia in primis. L’augurio che si può quindi formulare – al nostro Circolo, ma anche alla città e al suo territorio – in vista del nuovo anno è quello di essere sempre più disponibile al dialogo con le nuove generazioni, che come confermato ogni volta dall’esperienza di Borgolab, quando si sentono davvero valorizzate e coinvolte offrono un contributo di idee, di progetti, di prospettive assolutamente fondamentale e innovativo; naturalmente senza per questo  “buttare via” i valori e i principi che le generazioni precedenti hanno preservato per loro, ma che per essere ancora efficaci devono essere coniugati in modo nuovo. Come scriveva il compositore G. Mahler, rispondendo a chi criticava la sua musica perché diversa da quella del passato, “la tradizione è custodire il fuoco, non adorare le ceneri”.

 

 

 

 

 

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