UMANESIMO E TECNOLOGIA: QUALE FUTURO PER L’UOMO? di Vittorio Franciosi, presidente Centro di Bioetica Luigi Migone

di BorgoAdmin

Sabato 23 maggio 2026, nel ventennale della sua fondazione, il Centro di Bioetica “Luigi Migone” ha organizzato, presso il Centro Pastorale Diocesano di Parma, il XXIII Incontro Cittadino di Bioetica dal titolo “Umanesimo e Tecnologia: quale futuro per l’Uomo?”.

L’Incontro è stato aperto da Vittorio Franciosi, presidente del Centro, che ha ricordato la grande attesa dell’enciclica di Leone XIV “Magnifica Humanitas”, presentata due giorni dopo, il 25 maggio, dal Papa in persona, incentrata proprio sul tema della custodia della persona umana nel tempo delle “agencies” artificiali.

Il Convegno è stato moderato dallo scrittore e storico Pino Agnetti che ha posto subito ai relatori la domanda fondamentale se c’è ancora posto per l’Uomo nel tempo in cui tecnologie avanzatissime possono cambiare il modo con cui siamo, comunichiamo, lavoriamo e viviamo.

Massimo Magnani, docente di Lingua e Letteratura Greca e Direttore del Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali (DUSIC) dell’Università di Parma, ha affermato che l’umanità si è sempre adattata alle proprie innovazioni tecnologiche anche se già Platone avesse paura che la scrittura, attraverso la sostituzione della memoria orale con i segni, potesse cambiare il modo di pensare degli uomini.

Ruben Razzante, docente di Diritto dell’informazione all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e alla Lumsa di Roma ha sottolineato la caratteristica di non-neutralità delle intelligenze artificiali, che rispecchiano errori, pregiudizi, discriminazioni e valori di chi le istruisce con il rischio reale della dipendenza dall’algocrazia.

Orsola Rignani, docente di Approcci all’Umanesimo Contemporaneo e Storia della Filosofia Contemporanea presso lo stesso DUSIC, richiamandosi al filosofo francese Jean Luc Nancy, ha portato al centro il rapporto fra corpo e tecnologia ricordando come il corpo continui a sfuggire ad ogni tentativo di riduzione tecnologica.

E’ seguito un lungo e interessante dibattito con numerosissime domande e risposte fra il folto pubblico e i relatori: quale direzione vogliamo dare alla nostra umanità? quanto siamo disposti a cedere alle tecnologie digitali e alle intelligenze artificiali della nostra umanità? c’è ancora spazio per l’uomo e per ciò che ci rende umani: fragilità, pensiero, corpo e relazioni? è possibile realizzare un umanesimo digitale “inserendo” negli algoritmi principi etici condivisi? è davvero tutto già deciso dalla convergenza tra elitè tecnologiche, finanza e geopolitica?

Il convegno ha ottenuto il patrocinio di Università, Comune, Diocesi, Aziende Sanitarie e Ordine dei Medici di Parma e l’adesione del nostro Circolo Culturale “Il Borgo” e di altre associazioni come il Centro Universitario di Bioetica (UCB), Famiglia Più, Associazione Medici Cattolici Italiani (AMCI), Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale (MEIC), Unione Cattolica dei Farmacisti Italiani e Associazione Ernesto ed Emma Rulfo per la Genetica Medica.

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