Borgo NewsLa Piazza SUICIDI IN CARCERE: NON C’E’ PIU’ TEMPO! di Veronica Valenti, garante dei diritti delle persone private della liberta’ personale, Comune di Parma di BorgoAdmin 27 Febbraio 2025 di BorgoAdmin 27 Febbraio 2025 381 Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo appello sulla drammatica situazione del Carcere di Parma Condivido appieno l’iniziativa della Camera penale di Parma e le preoccupazioni che il mondo forense di Parma esprime per le condizioni del nostro carcere e per il drammatico fenomeno dei suicidi, sui cui incidono diversi fattori, tra cui il sovraffollamento (da valutare drammaticamente anche in termini di sottrazione di tempo che in carcere può e deve essere dedicato alla cura e ai percorsi trattamentali e di reinserimento sociale); le condizioni detentive non rispettose della dignità delle persone ristrette (provocate, a Parma, dal prolungato malfunzionamento dell’impianto di riscaldamento e dalla mancanza di acqua calda, su cui ho già ricevuto due reclami collettivi, che sono all’attenzione della Magistratura di sorveglianza) e la mancanza di speranza, di prospettive future da parte dei ristretti, che deve interrogare le nostre coscienze e il nostro essere Comunità. Papa Francesco, durante l’apertura della Porta Santa a Rebibbia – che è stata ricordata anche recentemente a Parma, in occasione dell’apertura ‘simbolica’ di una Porta Santa in carcere, con una cerimonia toccante, raccolta e partecipata, organizzata dalla diocesi di Parma – ha affermato che “la speranza non delude”. A queste parole fanno eco le parole del Presidente Mattarella, il quale avverte sul pericolo che la speranza si traduca in “tempo inoperoso”, per evitare il quale è necessario coltivare concretamente percorsi di speranza, dentro e fuori dal carcere, in adempimento di quel dovere inderogabile di solidarietà economica e sociale, che ci contraddistingue come comunità democratica, fondata sulla centralità della persona umana. Sono parole, quelle pronunciate da Papa Francesco e dal Presidente Mattarella, che non possono lasciarci indifferenti e che ci devono indurre a rispondere, con urgenza, ai problemi strutturali della politica penitenziaria anche con atti di clemenza, di cui parla l’articolo 79 della Costituzione italiana, attivabili proprio quando le pene non riflettono più il senso di umanità a cui devono conformarsi e il carcere diventa solo un luogo di sofferenza. In mancanza, in modo inoperoso e drammatico, attenderemo l’ennesima cronaca di morti annunciate. Davvero, non c’è più tempo. 0 FacebookWhatsappEmail post precedente “UN VINCITORE È UN SOGNATORE CHE NON SI È MAI ARRESO” di Giulia Parolari, studentessa di Borgo Lab post successivo QUESTI NOSTRI GIORNI di Albertina Soliani Presidente Istituto Cervi Dalla stessa sezione BORGODAY: IL BORGO PREMIA SILVIA SANTURO E ANGELA... 25 Giugno 2026 “FAR CRESCERE LA TECNICA SENZA FAR REGREDIRE IL... 25 Giugno 2026 EURO DIGITALE, L’ACCORDO C’È. MA LA VERA PARTITA... 25 Giugno 2026 LI HO LETTI E MI SONO PIACIUTI di... 25 Giugno 2026 È NATA LA FONDAZIONE PER LA FINANZA SOLIDALE... 4 Giugno 2026 PARMA, L’ATLANTE DEL FUTURO E LA SFIDA DELLE... 4 Giugno 2026 UMANESIMO E TECNOLOGIA: QUALE FUTURO PER L’UOMO? di... 4 Giugno 2026 ESSERE IN RELAZIONE: LEGAMI, TECNOLOGIA, AMBIENTE E NUOVE... 4 Giugno 2026 FESTA DELL’EUROPA AL CONVITTO MARIA LUIGIA: GIOVANI, MEMORIA... 20 Maggio 2026 EDUCARE ALLA PACE di Maria Vittoria Ablondi, studentessa... 20 Maggio 2026 Lascia un commento Cancella risposta Save my name, email, and website in this browser for the next time I comment. Δ