Borgo NewsI ponti SINODO / LA LENTA LIEVITAZIONE DELLA CHIESA ITALIANA di Franco Ferrari di BorgoAdmin 6 Maggio 2026 di BorgoAdmin 6 Maggio 2026 151 Il Cammino sinodale italiano ha avuto una lunga fase di incubazione, come documenta anche l’opportuna cronistoria che si trova nell’Appendice del documento finale e la lentezza sembra essere la caratteristica anche della fase attuativa. A fine ottobre dello scorso anno la Terza e conclusiva assemblea del Cammino sinodale italiano, iniziato nel 2021, ha approvato il Documento di sintesi che porta il titolo “Lievito di pace e di speranza” (781 voti favorevoli e 28 contrari su 809 votanti). L’Assemblea generale della CEI (Assisi, 17-20 novembre 2025), poi, l’ha “convalidato” votando a “larga maggioranza” (non si conoscono i numeri) una mozione nella quale i vescovi affermano che il Documento: (a) rappresenta “una preziosa testimonianza dello stile di condivisione e confronto”; (b) offre “linee di indirizzo e proposte per dare concretezza a una Chiesa missionaria, prossima e sinodale”, e che si impegnano a ricercare “modi e tempi per dare concretezza agli orientamenti e alle proposte emersi in questi anni”. La mozione decreta anche lo scioglimento di “tutti gli Organismi sinodali finora operativi”. Il Cammino sinodale deve, perciò, ritenersi concluso. Ora si passa alla fase attuativa. Un’utile ossigenazione Nel maggio del 2021, introducendo l’Assemblea della CEI che avrebbe approvato l’avvio del Cammino sinodale, papa Francesco, davanti a una platea attentissima e un po’ perplessa, perorava così la causa sinodale: “Il Sinodo deve incominciare dal basso in alto, dalle piccole comunità, dalle piccole parrocchie e questo ci chiederà pazienza, lavoro, far parlare la gente, che esca la saggezza del popolo di Dio”. E la saggezza del popolo di Dio, ascoltata in libertà, nella consultazione iniziale, ha dissodato il terreno delle “comunità, a volte stanche e ripiegate su se stesse”, consentendo di “registrare con lucidità alcune annose questioni che affaticano il passo”. In altre parole, consentendo di prendere coscienza, di oggettivare i problemi, senza assumere “i toni accesi della rivendicazione”, superando l’inconsistente, inutile e dannoso chiacchiericcio dei corridoi. Tra le “questioni che affaticano il passo” la Sintesi nazionale del 2022 elencava: lo scollamento tra la pastorale e la vita reale delle persone; l’afasia di alcune liturgie; l’emarginazione dei laici che riguarda prevalentemente le donne; la mancanza di trasparenza che ha favorito insabbiamenti e omissioni su questioni cruciali quali la gestione delle risorse economiche e gli abusi di coscienza e sessuali; il mancato o inefficace funzionamento degli organismi di partecipazione, in molti casi ridotti a una formalità. Il passaggio assembleare Un catalogo di questioni impegnative che sono state raccolte attorno a tre aree tematiche: missione, formazione e corresponsabilità, sulle quali hanno lavorato, con un movimento di andata e ritorno, le Diocesi, il Comitato nazionale e le tre assemblee sinodali per giungere infine al Documento di Sintesi. Tre passaggi che hanno dimostrato come la processualità sinodale, impostata da papa Francesco con la riforma del Sinodo (Costituzione apostolica Episcopalis communio), liberi le energie positive presenti nella Chiesa e consenta un reale confronto. Da segnalare, in questo senso, anche l’apporto di realtà non istituzionali come la Rete sinodale Chiesa italiana e la Rete Viandanti che collegano una molteplicità di gruppi di base. Due aspetti vanno poi ricordati: la richiesta di riscrivere il testo del documento finale avanzata dalla Seconda Assemblea e la scelta della Presidenza della CEI di ritirarlo, di farlo rielaborare e di convocare una Terza Assemblea, non prevista, per la votazione finale. Un guadagno non indifferente che ha restituito credibilità al Cammino sinodale sul quale gravavano e gravano, da parte di molti, diverse perplessità riassumibili nell’affermazione “tanto non cambierà niente”. Il confronto è stato, come annota il presidente del Comitato nazionale mons. Castellucci, tra “chi sogna una riedizione pura e semplice della ‘cristianità’, ormai tramontata, e chi cerca una postura ecclesiale adatta alla società di oggi” e si è manifestata una Chiesa con un “laicato maturo”, dove i “Vescovi hanno saputo ascoltare” un “dissenso costruttivo” (Presentazione e Introduzione, n.8). Il documento finale Il Documento di Sintesi, che si può considerare il piano regolatore che dovrebbe governare l’attività pastorale dei prossimi anni, è suddiviso in tre parti, che riprendono le tre aree tematiche richiamate più sopra, con un testo articolato in 75 numeri che presentano e motivano ben 124 proposte operative. Un testo che ha passato il vaglio di quattro livelli di votazione (singole proposte, singole parti, intero documento, 81a Assemblea dei vescovi), perciò si deve ritenere un documento molto autorevole, frutto di “autentiche convergenze maturate attraverso l’ascolto”. Si tratta di un testo che non può essere derubricato con l’obiezione che è troppo lungo, va letto con attenzione e indubbiamente ci si dovrà impegnare molto per attuarlo, superando le residue resistenze ed evitarne una rapida archiviazione. Attenzione meritano le pagine introduttive alle singole parti che offrono un orizzonte d’insieme, si può dire un’idea di Chiesa, come anche le brevi considerazioni che precedono le proposte specifiche. Si coglie così il senso e la prospettiva di tutto il Cammino sinodale. Decentramento e responsabilità delle Chiese locali Tra le linee di tendenza del Documento di sintesi balza subito all’occhio un positivo orientamento al decentramento, la quasi totalità delle indicazioni sono rivolte alla Chiesa locale e alle Conferenze episcopali regionali; il livello nazionale è scarsamente citato se non per la costituzione di qualche commissione, tavolo di studio o servizio di coordinamento. La maggiore responsabilità per l’attuazione delle proposte operative riguarda, perciò, i vescovi, i presbiteri e i battezzati-laici delle singole diocesi. Il tema della corresponsabilità e partecipazione, al quale è dedicata tutta la parte terza, è affrontato in modo organico e si caratterizza per gli accenti posti alla trasparenza amministrativa, all’uso dei beni, al coinvolgimento dei laici nella guida pastorale delle comunità e nelle Commissioni episcopali della CEI. Un’altra significativa linea di tendenza è il diffuso invito a collaborare con la società civile (su abusi, pace, lotta alle mafie, transizione ecologica, …) e alla formazione ad una cittadinanza attiva. Un’attenzione nuova, anche se insufficiente per gli addetti ai lavori, la troviamo all’ecumenismo e al dialogo interreligioso, dove si incontrano proposte che vanno oltre la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani (nn.28 e 29). Un esito questo dovuto anche alla convinta azione del vescovo Derio Olivero, presidente della Commissione episcopale per l’ecumenismo. Infine, la preoccupazione per il rinnovamento dei percorsi di iniziazione cristiana. Ma poco incisiva e un po’ dispersiva appare la parte seconda dedicata all’ampio e difficile tema della formazione, dove si trovano anche le proposte relative alla liturgia, che appaiono insufficienti nonostante la consultazione sinodale ne avesse indicato le criticità (“liturgie smorte”, “basso coinvolgimento emotivo ed esistenziale”, …). Resistenze e ritardi culturali La diversa intensità di consenso con la quale sono state accolte le singole proposte sono un interessante indicatore. Vi sono state proposte che hanno ottenuto un elevato numero di voti contrari, senza metterne in pericolo l’approvazione perché tutto è passato superando ampiamente la maggioranza dei due terzi, ma segnalando difficoltà e ritardi culturali della comunità ecclesiale. Tra queste alcune riferite a temi che sappiamo per ora ancora divisivi. Lo studio di come si possa “incentivare la corresponsabilità ecclesiale” delle donne (71b) non è ritenuto necessario da 156 su 817; ugualmente 188 su 813 non ritengono che si debba contribuire all’approfondimento avviato dalla Santa Sede sul diaconato femminile (71c). Anche l’educazione affettiva e l’orientamento sessuale fanno ancora problema. “Il riconoscimento e l’accompagnamento delle persone omoaffettive e transgender” (30c) non è necessario per 154 su 826, come 185 su 822 sono contrari a che si sostengano “con la preghiera e la sensibilizzazione” le “giornate promosse dalla società civile” contro le varie forme di violenza e discriminazione (30d). Fa problema, per 127 su 827, anche l’ipotesi di percorsi formativi “alle relazioni e alla corporeità-affettività-sessualità di preadolescenti, adolescenti e giovani”, che tengano conto “dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere” (31b). Ancora una pausa L’Assemblea della CEI del novembre 2025 ha recepito il Documento di sintesi, ma ha introdotto ancora un’attesa, affidando al Consiglio Permanente e a un Gruppo di lavoro di Vescovi composto dal cardinale Repole (Torino) e dai vescovi Gambelli (Firenze), Giombanco (Patti), Lorefice (Palermo), Migliavacca (Arezzo) e Tomasi (Treviso), il compito “di indicare percorsi di studio e approfondimento” per individuare i modi e i tempi per dare concretezza agli orientamenti e alle proposte del Documento di sintesi, in particolare a “quelli rivolti alla Conferenza Episcopale Italiana” La scadenza per la consegna del lavoro non è indicata, presumibilmente potrebbe essere entro l’82a Assemblea CEI che si terrà dal 25 al 28 maggio prossimi. Tutto il resto sta nell’iniziativa delle singole diocesi. Pur sapendo stare in “fiduciosa attesa”, sorprende l’amnesia sulla proposta 69d: “la CEI valuti la modalità per inserire nelle sue Commissioni, insieme ai Vescovi, anche laici/che, presbiteri e diaconi, e consacrati/te”. Questa poteva essere una bella occasione per un segnale forte e chiaro. 0 FacebookWhatsappEmail post precedente OLTRELEMURA DEL 07.05.2026 a cura di Graziano Vallisneri post successivo A MARGINE DELLO SCONTRO FRA TRUMP E PAPA LEONE. ESISTONO ANCORA GUERRE GIUSTE? di Monica Cocconi Dalla stessa sezione PUBBLICATA L’ENCICLICA DI LEONE XIV “MAGNIFICA HUMANITAS” a... 4 Giugno 2026 NON DIMENTICARTI I POVERI: UN LIBRO SUL MAGISTERO... 20 Maggio 2026 SOLIDALI CON PAPA LEONE 16 Aprile 2026 PASQUA & PACE di Federico Ghillani 2 Aprile 2026 QUEL PRETACCIO CHE VENIVA DALLA VAL BAGANZA di... 19 Marzo 2026 UNA VOCE DALL’UCRAINA – INTERVISTA A PADRE IGOR... 5 Marzo 2026 EDUCARE A UNA PACE DISARMATA E DISARMANTE di... 17 Febbraio 2026 VANGELO E ZEN. 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