Borgo NewsCrocevia “POVERI TUTTI” SENZA PAPA FRANCESCO di Riccardo Campanini di BorgoAdmin 5 Maggio 2025 di BorgoAdmin 5 Maggio 2025 464 La scomparsa di un Pontefice “politico” come Papa Bergoglio ha inevitabilmente suscitato tanti commenti sugli aspetti sociali del suo Magistero, oltre naturalmente che su quelli di carattere più propriamente ecclesiale. Tra i primi, due meritano una particolare attenzione perché si intrecciano, a volte in modo contraddittorio, con alcune delle tendenze più rilevanti del mondo contemporaneo. La prima riflessione parte dalla frase, ripetuta con tristezza da tanti intervistati, che con il Papa scompare l’unico autentico “difensore” dei poveri e degli esclusi in un mondo dominato dalla logica dello “scarto”. Per chi ha un po’ di interesse per questa materia è inevitabile andare con la mente agli anni del secondo dopoguerra e alla grande ’”invenzione” del welfare state, cioè a quell’insieme di leggi e provvedimenti con i quali lo Stato intendeva proteggere il cittadino dalle possibili avversità della vita (malattia, invalidità, disoccupazione, ecc.), indipendentemente dalla sua condizione sociale ed economica, Questa innovazione di uno Stato “amico”, in particolare di chi è più svantaggiato, nacque in Gran Bretagna e prese rapidamente piede in tutta l’Europa continentale, tanto che si ipotizzò allora una sua probabile diffusione anche fuori del Vecchio Continente. Alcuni decenni dopo, bisogna però amaramente constatare che non solo il welfare state non si è esteso nel cosiddetto Terzo Mondo, ma che persino nei Paesi che lo avevano fatto proprio viene messo seriamente in discussione. Tanto che, come dimostra appunto la reazione dei poveri alla morte di Papa Francesco, sembra di essere tornati ad epoche nelle quali l’unica protezione degli emarginati e degli esclusi era garantita proprio dalla Chiesa con le sue varie istituzioni di beneficienza ed assistenza (ospedali, ospizi, scuole, ecc.) La seconda riflessione, decisamente più complessa, parte invece da un’altra frase che è spesso riecheggiata nei giorni scorsi: che, cioè Papa Francesco era “uno di noi”, come hanno detto in tanti, perché parlava il linguaggio della gente comune, si identificava con i problemi, le attese, le preoccupazione di uomini e donne senza potere. Ma, come noto, queste stesse espressioni di elogio e di apprezzamento vengono solitamente usate nei confronti dei cosiddetti leader populisti, che traggono forza e consenso proprio da questa loro (presunta) empatia con l’ ”uomo – e la donna – della strada”. E sin qui il paragone tiene; se però si va a vedere il “programma di governo” di Papa Francesco e lo si confronta con quello dei vari Trump, Milei, Orban e compagnia bella (?) risulta del tutto evidente che le distanze non potrebbero essere maggiori: ecologia integrale contro negazionismo climatico; accoglienza dei migranti contro chiusura delle frontiere e respingimenti; fraternità universale contro nazionalismo e sovranismo….Tanto che è lecito chiedersi se si tratta di due “popoli” profondamente diversi e incompatibili – quello che esalta Bergoglio e quello che vota i politici sopra citati – o se invece c’è una sorta di imprevedibile “mescolamento” tra i due. In questo secondo caso verrebbe da pensare che ad attrarre consensi non è tanto il contenuto dei messaggi (che può essere appunto diversissimo se non addirittura opposto) ma le modalità comunicative con cui esso viene proposto dai vari leaders politici o religiosi. Ma questa, evidentemente, è materia per politologi e esperti di comunicazione. Quel che è certo è che mentre la vicinanza di Papa Francesco agli “ultimi” era sincera ed autentica, tanto che fino alla fine ha voluto restare in mezzo alla gente per sentire ancora una volta “l’odore delle pecore”, non altrettanto di può dire dei politici sopra citati e dei loro tanti emulatori e sostenitori in tutto il mondo, Italia compresa; la cui massima aspirazione, probabilmente, è quella di poter respirare non l’odore delle pecore ma quello dei campi da golf. 0 FacebookWhatsappEmail post precedente GLI APPUNTAMENTI DI MAGGIO PRESSO “IL BORGO” post successivo LA SICUREZZA INTEGRATA DI COMUNITA’ MARTEDI’ 20.05.2025 ORE 18.00 Dalla stessa sezione PERSONE, TERRITORIO, CITTÀ: MANEGGIARE CON CURA! di Riccardo... 25 Giugno 2026 C’È ANCORA DOMANI? di Lucia Mirti 4 Giugno 2026 DALLA REGGIA A REGGIO: SE LA PRINCIPESSA VA... 20 Maggio 2026 IL SALUTO DI LUCIA MIRTI, NUOVA PRESIDENTE DE... 6 Maggio 2026 SPORT E CITTADINANZA: L’ITALIA IN FUORIGIOCO di Riccardo... 16 Aprile 2026 REFERENDUM: SUD CONTRO NORDIO? di Riccardo Campanini 2 Aprile 2026 LE (BUONE) AZIONI DELLA PACE di Riccardo Campanini 19 Marzo 2026 ROGOREDO, TRA CORTINA E SANREMO di Riccardo Campanini 5 Marzo 2026 PIOVE, REGIONE LADRA! di Riccardo Campanini 17 Febbraio 2026 IL DITO (S)PUNTATO DEGLI ADULTI di Riccardo Campanini 29 Gennaio 2026 Lascia un commento Cancella risposta Save my name, email, and website in this browser for the next time I comment. Δ