Borgo NewsCrocevia PIOVE, REGIONE LADRA! di Riccardo Campanini di BorgoAdmin 17 Febbraio 2026 di BorgoAdmin 17 Febbraio 2026 392 Anche se nessuno vuole ammetterlo, c’è un motivo ben preciso se in questi anni non è stato fatto nulla per prevenire il dissesto del territorio di Niscemi, fino alla catastrofe di queste ultime settimane: e il motivo sta nel fatto che, come sa chiunque conosca anche solo superficialmente la geografia, Niscemi non è in Romagna. Ci si può giustamente chiedere cosa c’entra la terra di Pascoli e di Fellini con la cittadina siciliana; ma per avere la risposta è sufficiente andare indietro nel tempo e alla serie di alluvioni che in più occasioni hanno violentemente colpito il territorio romagnolo, causate da eventi atmosferici cosiddetti “estremi” – ma purtroppo destinati a diventare “normali” a seguito del cambiamento climatico – che si sono susseguiti con una frequenza e un’intensità di cui non si ha memoria negli ultimi secoli. Allora, come qualcuno ricorderà, da parte del Governo e dei partiti all’opposizione in Regione la colpa dell’emergenza ambientale venne scaricata sugli Enti locali, in particolare sulla Regione Emilia-Romagna, complice anche la vicinanza delle elezioni regionali; addirittura qualche politico, all’indomani del voto che aveva confermato la maggioranza di centro-sinistra, prese in giro gli elettori dando loro appuntamento alla prossima alluvione, che – non vi erano dubbi – si sarebbe immancabilmente verificata proprio a causa del mancato cambio di governo regionale. Seguendo questo ragionamento (?), i governanti delle altre Regioni hanno poi logicamente dedotto che, se la colpa delle alluvioni è delle amministrazioni di centro-sinistra, quelle di centro-destra non avrebbero avuto nulla da temere; ed è appunto ciò che devono avere pensato i vertici della Regione Sicilia a proposito della preoccupante situazione di Niscemi: finché siamo noi al governo, potete stare tranquilli! Non c’è bisogno di intervenire, basta continuare a votarci… Quanto scritto sin qui è ovviamente una boutade, che però, oltre a riferire fatti realmente accaduti, può offrire anche alcuni preziosi insegnamenti visto l’impressionante incremento, per frequenza e pericolosità, dei disastri ambientali. Il primo, che speculare a fini elettorali sulle disgrazie rischia di ritorcersi prima o poi contro chi crede di trarre vantaggio dalle calamità, naturali o causate dall’uomo: il vecchi proverbio “chi semina vento raccoglie tempesta” è, anche dal punto di vista metereologico, sempre attualissimo. Il secondo, che prevenzione dei disastri ambientali e propaganda politica sono due “mestieri” agli antipodi, dato che la prima suppone tempo e pazienza, un lavoro quasi sempre oscuro e lontano dai riflettori, risultati verificabili solo a posteriori; mentre la seconda si consuma in un tweet o in una dichiarazione “sparata” a favore di telecamere e microfoni, la cui efficacia può essere immediatamente misurata dai like e dal numero di condivisioni (e quindi chi fa politica deve scegliere se occuparsi seriamente del territorio da tutelare o dedicare il suo tempo al marketing elettorale, ovvero, come diceva De Gasperi, se pensare alle prossime generazioni o alle prossime elezioni)).Il terzo, apparentemente ovvio ma in realtà duro da digerire, specie per i “negazionisti” di varia natura e provenienza, è che il cambiamento climatico non guarda in faccia a nessuno e non né “di destra” né “di sinistra”; e che per prevenirne gli effetti, sia “a monte” (rallentando, e, se possibile, fermandone la corsa), sia “a valle” (quindi mettendo in sicurezza i territori), sarebbe quindi necessaria un’alleanza trasversale tra tutti i soggetti – politici e non solo – che hanno responsabilità in questa materia a livello nazionale e locale, mettendo da parte per una volta divisioni e polemiche. Ma, visti i precedenti, è piuttosto difficile che ciò accada: come dimostra appunto quanto avvenuto in Romagna, per certi politici persino le piene dei fiumi diventano acqua da tirare al proprio mulino elettorale. 0 FacebookWhatsappEmail post precedente I prossimi eventi de Il Borgo: Focus sul Referendum con Gherardo Colombo e Giorgio Pagliari post successivo FRONTE COMUNE CONTRO LE TRUFFE: CONSIGLI E INDICAZIONI UTILI – 26.02.2026 ORE 16.00 – SEDE DE IL BORGO Dalla stessa sezione PERSONE, TERRITORIO, CITTÀ: MANEGGIARE CON CURA! di Riccardo... 25 Giugno 2026 C’È ANCORA DOMANI? di Lucia Mirti 4 Giugno 2026 DALLA REGGIA A REGGIO: SE LA PRINCIPESSA VA... 20 Maggio 2026 IL SALUTO DI LUCIA MIRTI, NUOVA PRESIDENTE DE... 6 Maggio 2026 SPORT E CITTADINANZA: L’ITALIA IN FUORIGIOCO di Riccardo... 16 Aprile 2026 REFERENDUM: SUD CONTRO NORDIO? di Riccardo Campanini 2 Aprile 2026 LE (BUONE) AZIONI DELLA PACE di Riccardo Campanini 19 Marzo 2026 ROGOREDO, TRA CORTINA E SANREMO di Riccardo Campanini 5 Marzo 2026 IL DITO (S)PUNTATO DEGLI ADULTI di Riccardo Campanini 29 Gennaio 2026 2026: TRA LA VIA DEL DIRITTO E IL... 15 Gennaio 2026 Lascia un commento Cancella risposta Save my name, email, and website in this browser for the next time I comment. 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