Borgo NewsLa Piazza PERCORSI DI IMPEGNO COLLETTIVO: L’EREDITÀ ATTUALE DI ROBERTO MANCINI di Anna Chiara Nicoli di BorgoAdmin 27 Marzo 2025 di BorgoAdmin 27 Marzo 2025 654 Il 21 marzo 2025, nell’ambito del percorso “Le interviste della legalità: storie di impegno per la giustizia tra passato e presente”, organizzata dal circolo “Il Borgo” insieme all’Osservatorio Permanente della legalità di Parma, si è tenuto un incontro dedicato all’eredità di Roberto Mancini[1] nella lotta alle ecomafie, in occasione della giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo di tutte le vittime innocenti delle mafie. Non a caso il seminario è stato organizzato, grazie alla Professoressa Monica Cocconi, all’interno del corso universitario di Ingegneria per l’ambiente e per il territorio; dunque, rivolto soprattutto a studenti e studentesse universitarie, veri protagonisti – con le loro domande e riflessioni – del ricco incontro pomeridiano. A tal proposito la dott.ssa Anna Pellegrini, in apertura all’incontro, ha rimarcato l’importanza di parlare di criminalità ambientale all’interno delle università, per poter formare una nuova generazione di professionisti consapevoli, nell’orizzonte di un futuro diverso, fondato su legalità e sostenibilità.Di questo ha parlato anche Roberto Riva Cambrino, Comandante della Polizia locale del Comune di Parma: le competenze tecniche che possono essere apprese sui banchi di scuola devono accompagnarsi a scelte di valore etico, che rendono fertile la società.Approfondendo la storia di Roberto Mancini si rimane colpiti di come fin da giovanissimo, sin dal liceo, abbia iniziato ad interessarsi di politica, collaborando e partecipando alle manifestazioni studentesche degli anni ’70. A soli vent’anni decise di arruolarsi nella Polizia di Stato, scelta che lo portò, pochi anni dopo, a lavorare nella Criminalpol, nel contrasto al fenomeno mafioso, ed in particolare della camorra. Condusse numerose ed importanti indagini e, nel 1994, come Commissario, portò avanti in prima persona le denunce e le attività di inchiesta sul traffico illecito dei rifiuti in Campania, facendo emergere il fenomeno che poi prese il nome, anni più tardi, della “Terra dei fuochi”, vicenda drammatica di una terra violentata dagli interessi delle mafie e degli imprenditori collusi, ancora tristemente attuale – come dimostra la recente sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo[2]. Come ha ricordato Riva Cambrino, in quel periodo storico gli strumenti di contrasto alla criminalità organizzata ecomafiosa erano del tutto inadeguati; Roberto Mancini operò con determinazione in un momento in cui, oltre a mancare una normativa ad hoc, erano presenti connivenze anche da parte dello Stato, facilitate dal disinteresse che accompagnava le pratiche di abbandono dei rifiuti. Fu proprio a causa del servizio prestato – per cui condusse centinaia di ispezioni e sopralluoghi di discariche di rifiuti tossici e radioattivi – che Roberto Mancini contrasse, anni più tardi, il linfoma non-hodkin; tale malattia lo portò, a soli 53 anni, alla morte. Grazie al contributo di amici, colleghi e parenti, nonché grazie all’attivismo dei cittadini, la storia di Roberto Mancini fu diffusa e conosciuta; nel 2014 gli venne conferito lo status di vittima del dovere. Vittima del dovere e, soprattutto, vittima innocente delle ecomafie, fenomeno criminale che, sebbene faccia molto meno clamore dei reati contro il patrimonio, produce rilevantissimi danni alle persone, alla loro salute, e all’ambiente. Ogni anno i dati relativi al fenomeno vengono riportati e monitorati da Legambiente, a livello nazionale e locale, in un report scientifico divenuto ormai di centrale importanza; ne ha parlato nel corso dell’incontro la dott.ssa Chiara Bertogalli, volontaria dell’associazione ambientalista. La relatrice ha riferito i numeri del fenomeno ecomafioso in Italia, sottolineando il rilevante aumento degli illeciti commessi nel ciclo dei rifiuti e degli arresti a ciò collegati. Tuttavia, Chiara Bertogalli ha altresì rimarcato l’importante ruolo dei cittadini e delle cittadine nella prevenzione e nella lotta agli illeciti ambientali; sono spesso infatti le piccole azioni delle persone – dalle segnalazioni, all’impegno quotidiano, all’attivismo e alla partecipazione – a portare un reale cambiamento sociale e culturale. L’impegno dei singoli, che nasce dalla motivazione personale, trova poi rinnovata forza nell’espressione collettiva, soprattutto di stampo associazionistico e nel campo del volontariato; di questa è testimone proprio Legambiente che – grazie alla sua capacità di mediazione tra società civile, istituzioni e forze dell’ordine – contribuisce ad alimentare la cultura del rispetto. Proprio il senso del rispetto – e dunque, qualcosa di molto vicino al concetto di giustizia nella sua accezione più profonda – risuona nelle parole che ci ha lasciato Roberto Mancini: “Il nostro dovere non è arrestare qualcuno e mettergli le manette per fare bella figura con i superiori e magari prendersi un encomio. Noi siamo pagati per garantire i diritti, per migliorare, nel nostro piccolo, il mondo che ci circonda, la vita delle persone.” Un invito, estremamente attuale e concreto, a guardare avanti con coraggio. [1] È possibile approfondire la vita di Roberto Mancini sul sito dell’associazione “Libera,Associazioni, nomi e numeri contro le mafie” al link https://vivi.libera.it/storie-907-roberto_mancini . [2] Si fa riferimento alla sentenza del 30.01.2025 con cui la Corte EDU ha condannato lo Stato italiano per la violazione dell’Articolo 2 della Convenzione (diritto alla vita) per non aver adottato misure adeguate a contrastare l’emergenza della “Terra dei Fuochi” non proteggendo la vita e la salute degli abitanti. 0 FacebookWhatsappEmail post precedente AIUTO MEDICO A MORIRE. UNA LEGGE NAZIONALE È ORMAI IMPROROGABILE di Vittorio Franciosi – Medico Oncologo, Presidente Centro Bioetica “Luigi Migone” post successivo UNA PIAZZA PER L’EUROPA di Emma Nicolazzi Bonati e Francesco Sansone – Parma Giovani 2027 Dalla stessa sezione BORGODAY: IL BORGO PREMIA SILVIA SANTURO E ANGELA... 25 Giugno 2026 “FAR CRESCERE LA TECNICA SENZA FAR REGREDIRE IL... 25 Giugno 2026 EURO DIGITALE, L’ACCORDO C’È. 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