Borgo NewsI ponti PER UNA CHIESA LIEVITO DI PACE E DI SPERANZA di Franco Ferrari di BorgoAdmin 13 Novembre 2025 di BorgoAdmin 13 Novembre 2025 605 “Lievito di pace e di speranza” è il titolo del Documento di sintesi del Cammino sinodale delle Chiese che sono in Italia, approvato complessivamente con 781 voti favorevoli e 28 contrari (votanti 809), dalla Terza Assemblea Sinodale tenuta il 25 ottobre scorso. Un po’ di storia Si tratta di un voto che arriva dopo un cammino di quattro anni e prima di giungere a parlare dell’Assemblea e del documento è utile ricordare alcuni passaggi del percorso compiuto per giungere alla meta, perché molto del significato di questo documento sta anche nel cammino fatto, forse ancor più che nei suoi contenuti. Opportunamente il Comitato nazionale, presieduto dal vescovo Erio Castellucci, ha ritenuto di collocare in appendice una significativa ricostruzione del lavoro svolto. Un quadriennio segnato dal duplice e complesso movimento “dal basso all’alto” e “dall’alto al basso”, una caratteristica della riforma sinodale di papa Francesco, che ha dissodato il terreno delle “comunità, a volte stanche e ripiegate su se stesse”, consentendo di “registrare con lucidità alcune annose questioni che affaticano il passo” (Sintesi nazionale fase diocesana, 2022). Il percorso del Cammino sinodale è stato scandito in tre fasi. La fase narrativa, caratterizzata dalla consultazione legata al Sinodo della Chiesa universale e poi dall’ascolto delle comunità e dei territori, ha coinvolto 50.000 gruppi sinodali e 200 équipe. La fase sapienziale, durante la quale nelle diocesi si è cercato di approfondire gli aspetti di tre grandi aree tematiche – missione, formazione e corresponsabilità -, emerse dalla consultazione. Infine la fase profetica caratterizzata da tre Assemblee sinodali – composte da vescovi, laici, presbiteri e religiosi (un migliaio di persone), cioè tutto il Popolo di Dio -, che hanno portato alla definizione di orientamenti operativi. Il passaggio assembleare La Prima Assemblea (15-17 novembre 2024), suddivisa in 100 tavoli, ha lavorato su un documento che raccoglieva nelle tre aree tematiche quanto emerso dalle fasi narrativa e sapienziale con il compito di individuare le priorità tra le molteplici scelte operative possibili che erano state avanzate. Le proposte emerse dall’Assemblea, raccolte in uno “Strumento di lavoro”, sono state inviate alle Diocesi, per un ulteriore lavoro di approfondimento e individuazione delle priorità. Quanto emerso da questo passaggio si doveva poi inviare al Comitato nazionale che avrebbe preparato il documento da sottoporre al voto della Seconda Assemblea sinodale. Il materiale arrivato dalle diocesi ha composto un dossier di oltre mille pagine, sul quale si è lavorato per ricavare 50 “Proposizioni” da portare al voto della Seconda Assemblea. L’Assemblea (31 marzo – 3 aprile 2025), però, non ha ritenuto il testo proposto (Perché la gioia sia piena) rispondente al cammino fatto e ne ha chiesto una riscrittura da parte del Comitato nazionale, stabilendo una successiva Assemblea per il 25 ottobre. La mozione in questo senso, presentata dalla Presidenza dell’Assemblea, è stata approvata con 835 voti favorevoli, 12 contrari e 7 astenuti. Sicuramente un passaggio delicato per dinamiche ecclesiali piuttosto ingessate, che però ha segnato anche un momento di grande maturità e consapevolezza della comunità ecclesiale: laici, presbiteri, religiosi e vescovi insieme. “È stato un rinvio coraggioso, nel quale tutti abbiamo letto la voce dello Spirito”, ha detto mons. Castellucci in apertura dei lavori, un passo “verso una maggiore corresponsabilità, nella libertà di potersi esprimere anche in dissenso”. Come a Gerusalemme La Terza Assemblea è stata aperta e chiusa con il riferimento al cosiddetto Concilio di Gerusalemme: “una visione… un sogno di Chiesa” l’ha definito il priore di Bose, Sabino Chialà, nella bella meditazione introduttiva, mentre il cardinale Zuppi in chiusura l’ha ritenuto “l’immagine che corrisponde meglio al nostro Cammino sinodale”. Ognuno dei partecipanti, sicuramente aveva un “sogno di Chiesa” che portava dentro di sé e che ora si doveva confrontare con un testo diviso in 75 punti con 124 proposte operative e con una dettagliata votazione che ha impegnato tutti per oltre tre ore, mandando in tilt anche il sistema informatico che doveva, via via, rilevare la volontà dei oltre ottocento partecipanti. Al nuovo testo in votazione si è giunti attraverso un intenso e molto partecipato lavoro del Comitato nazionale, del Consiglio permanente, della Presidenza e degli Uffici della CEI. L’ultima stesura poi è stata inviata alle équipe sinodali diocesane per raccogliere ulteriori osservazioni ed eventuali emendamenti. Nonostante ciò, “Qua e là – ha detto Castellucci – ci sono note di scontento, delusione e scetticismo. È fisiologico da una parte, e dall’altra segnalano dei punti in cui si poteva sicuramente fare meglio” Un consenso diversificato Il testo del Documento di sintesi “Lievito di pace e di speranza”, infatti, pur essendo notevolmente migliorativo e più aderente al cammino fatto rispetto al precedente, è stato accolto con una diversa intensità di consenso. Tra i vari passaggi significativi: il sostegno al disinvestimento dalle “banche armate” (24e); il superamento di resistenze e la “costruzione di una cultura di contrasto” agli abusi e la collaborazione “con istituzioni e società civile […] per l’accertamento della verità dei fatti” (32, 31c); l’attenzione al dialogo interreligioso e alla collaborazione con le altre confessioni (29); il radicamento “nella vita quotidiana del popolo di Dio” del dialogo ecumenico (28); la gestione dei beni e la trasparenza amministrativa (74); la corresponsabilità laici-presbiteri-vescovo nella guida e animazione delle comunità (70). Vi sono state poi proposte che hanno ottenuto un elevato numero di voti contrari, senza metterne in pericolo l’approvazione perché tutto è passato superando ampiamente la maggioranza dei due terzi, ma segnalando una difficoltà nella comunità ecclesiale. Tra queste alcune riferite a temi che sappiamo per ora ancora divisivi. Lo studio di come si possa “incentivare la corresponsabilità ecclesiale” delle donne (71b) non è ritenuto necessario da 156 su 817; ugualmente 188 su 813 non ritengono che si debba contribuire all’approfondimento avviato dalla Santa Sede sul diaconato femminile (71c). Anche l’educazione affettiva e l’orientamento sessuale fanno ancora problema. “Il riconoscimento e l’accompagnamento delle persone omoaffettive e transgender” (30c) non è necessario per 154 su 826, come 185 su 822 sono contrari a che si sostengano “con la preghiera e la sensibilizzazione” le “giornate promosse dalla società civile” contro le varie forme di violenza e discriminazione (30d). Fa problema, per 127 su 827, anche l’ipotesi di percorsi formativi “alle relazioni e alla corporeità-affettività-sessualità di preadolescenti, adolescenti e giovani”, che tengano conto “dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere” (31b). Il cammino non è terminato Ora il Documento passa al vaglio dell’Assemblea generale dei vescovi, che si terrà ad Assisi dal 17 al 20 novembre; saranno i vescovi a chiudere così il Cammino sinodale e a definire le priorità e le modalità di ricezione del Documento di sintesi. Sarà poi un gruppo di vescovi, nominato dalla Presidenza della CEI, che sulla base del Documento e delle riflessioni dell’Assemblea Generale, preparerà le prospettive pastorali che accompagneranno le Chiese in Italia nel prossimo futuro. Indubbiamente, si può ritenere che questi quattro anni di vita ecclesiale, non privi di passaggi problematici (di cui abbiamo già parlato, qui e qui, in questa rubrica), abbiano segnato positivamente la Chiesa italiana e si spera se ne faccia tesoro anche per l’avvenire. Il confronto e il dibattito rispettoso ma libero hanno mostrato la loro positività diventando un lievito di speranza. Ora, molto dipenderà dalla lettura del Documento e dell’esperienza che ne faranno i vescovi. 0 FacebookWhatsappEmail post precedente OLTRELEMURA DEL 14.11.2025 a cura di Graziano Vallisneri post successivo PER UN UMANESIMO INDUSTRIALE: A PARMA LA IIª EDIZIONE DEL FESTIVAL DELLA NARRAZIONE INDUSTRIALE di Giuseppe Iotti Dalla stessa sezione UN’ENCICLICA CHE È UN PROGETTO POLITICO di Davide... 25 Giugno 2026 PUBBLICATA L’ENCICLICA DI LEONE XIV “MAGNIFICA HUMANITAS” a... 4 Giugno 2026 NON DIMENTICARTI I POVERI: UN LIBRO SUL MAGISTERO... 20 Maggio 2026 SINODO / LA LENTA LIEVITAZIONE DELLA CHIESA ITALIANA... 6 Maggio 2026 SOLIDALI CON PAPA LEONE 16 Aprile 2026 PASQUA & PACE di Federico Ghillani 2 Aprile 2026 QUEL PRETACCIO CHE VENIVA DALLA VAL BAGANZA di... 19 Marzo 2026 UNA VOCE DALL’UCRAINA – INTERVISTA A PADRE IGOR... 5 Marzo 2026 EDUCARE A UNA PACE DISARMATA E DISARMANTE di... 17 Febbraio 2026 VANGELO E ZEN. 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