PER RITROVARE SPERANZA MEGLIO BECCHETTI DI BECKETT di Riccardo Campanini

di BorgoAdmin

Qualcuno ha giustamente osservato che il discorso di insediamento di D. Trump è stato una sorta di “enciclica alternativa” a quelle scritte dall’attuale Pontefice: il negazionismo climatico, anziché l’ecologia integrale della “Laudato sì”; la prospettiva di un’America first, in cui gli altri Stati sono o sudditi o nemici degli Stati Uniti, al posto della fraternità universale; la ferocia e la vendetta, che sostituiscono la misericordia e il perdono costantemente invocati da Papa Francesco. Se poi a proclamare questa “enciclica capovolta” è il politico più potente del mondo, appoggiato e finanziato dagli uomini più ricchi del pianeta, allora il Giubileo della speranza di questo 2025 non avrebbe potuto cominciare nel modo peggiore, tanto che diventa davvero difficile, restando naturalmente sul piano storico, trovare motivi validi per sperare.

Ai tanti che, comprensibilmente, possono aver maturato queste sconsolate considerazioni, sarebbe stato davvero utile ascoltare l’intervento di Leonardo Becchetti, che lo scorso sabato ha richiamato tanti giovani –e non solo – a riflettere insieme su come “Guarire la democrazia” (v. articolo nella Piazza). Ad esempio, Becchetti, snocciolando dati e statistiche aggiornate su scala mondiale, ha evidenziato come, a dispetto di Trump, il passaggio dalle energie fossili a quelle rinnovabili è ormai irreversibile;  o come le forme di solidarietà e di cooperazione si stanno sviluppando e ampliando superando barriere di ogni tipo anche grazie alle nuove tecnologie: o ancora, come i consumatori di tutto il mondo siano sempre più attenti alla sostenibilità dei prodotti e alle campagne di solidarietà connesse a determinati marchi (come il famoso pandoro di cui sta molto parlando) Ma – ha ricordato più volte Becchetti –  questi cambiamenti, tutti forieri di speranza e di fiducia, non avvengono automaticamente, perché richiedono l’impegno costante e paziente di ciascuno, a partire dalle (apparentemente) piccole scelte quotidiane. L’alternativa è quella di aspettare l’intervento miracoloso di qualche deus ex machina, illudendosi che il cambiamento possa avvenire “per decreto” senza il coinvolgimento diretto dei cittadini; un po’ come i protagonisti di “Aspettando Godot”, il famoso testo teatrale di S. Beckett, che per tutta la durata della rappresentazione rimangono seduti su una panchina in attesa di un misterioso salvatore (che naturalmente non arriva mai).

Per i tanti che anche oggi “aspettano Godot” l’invito di Becchetti ad alzarsi dal divano (anzi, dalla panchina) e a mettersi in gioco è quindi quanto mai opportuno e attuale; e a quelli che restano seduti pensando che niente potrà cambiare può essere utile ricordare le parole di un altro grande scrittore di lingue inglese: Un pessimista è qualcuno che si lamenta del rumore quando l’opportunità bussa alla porta (O. Wilde).

 

 

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