PER QUALCHE SEGGIO IN PIÙ di Riccardo Campanini

di BorgoAdmin

La legge, si sa, è uguale per tutti. Però ci sono leggi e leggi: quelle scritte  pensando all’interesse generale o almeno della maggioranza dei cittadini; e quelle – divenute frequenti negli ultimi decenni- soprannominate ” ad personam”, ossia ideate per favorire una o più persone in particolare.

Ora a queste due fattispecie se ne sta aggiungendo una terza, che, con un neologismo latino che farebbe inorridire Cicerone, si potrebbe denominare “ad coalitionem”. Il riferimento va ovviamente  alla proposta di legge elettorale in discussione in queste settimane, che dalla sua prima stesura è stata ripetutamente modificata  sulla base della ( presunta) convenienza dei partiti al governo: la soglia che fa scattare il premio di maggioranza viene così aggiornata sulla base dei sondaggi e oscilla su e giù, neanche fosse un titolo quotato in borsa; le firme necessarie ai ” partitini” per poter partecipare alla competizione elettorale sono a loro volta soggette a brusche variazioni; l’introduzione delle preferenze è una sorta di variabile impazzita,  con i medesimi partiti che su questo tema cambiano idea da un giorno all’altro; e così via.

Esperti, commentatori, studiosi della materia hanno giustamente fatto rilevare che la legge elettorale è  – o dovrebbe essere  – un elemento stabile nel tempo e non uno strumento a disposizione della maggioranza ( provvisoria) per garantire la propria permanenza al potere. Tra l’altro i sondaggi rivelano che la vittoria del centrodestra alle elezioni del 2027 è tutt’altro che certa e che quindi le nuove regole elettorali potrebbero persino rivelarsi un clamoroso autogol per i partiti che le vogliono introdurre.

Stando così le cose  un utile  suggerimento a chi vuole preservare il potere è arrivato in questi giorni dal Presidente degli Stati Uniti, che ha promesso un premio in denaro agli elettori in occasione delle imminenti consultazioni di metà mandato Applicata al caso italiano, questa elergizione, in coerenza con l’impianto della nuova legge elettorale, potrebbe essere legata alla percentuale di voti ottenuti dalla coalizione di governo: più alto il successo del centrodestra, più consistente il premio per gli elettori Norma,  questa, di sicuro effetto ma di altrettanto certa incostituzionalità…

Sul ” pasticciaccio” della riforma elettorale incombe poi, come noto, l’ombra del generale Vannacci, il cui consenso potrebbe compromettere la vittoria del centrodestra una volta approvata la nuova legge, tanto che qualcuno vorrebbe ” imbarcare” il generale, aumentando così i consensi a destra ma con probabili “smottamenti” elettorali al centro. La speranza- o il sogno – dell’attuale maggioranza è  quindi che, al momento di definire il perimetro delle alleanze, a Vannacci  si possa rispondere come al quasi omonimo Jannacci ” Vengo anch’io? No  tu no!”! Ma toccherebbe poi agli italiani “vedere ( di nascosto) l’effetto che fa” la nuova legge elettorale.

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