PELLEGRINI DI SPERANZA: IL GIUBILEO DEI GIOVANI di Annalisa Citterio

di BorgoAdmin

L’ultima settimana di luglio scorso, giovani pellegrini provenienti da tutto il mondo si sono messi in cammino, con un’unica destinazione: Roma. La capitale ha ospitato il Giubileo dei Giovani, aprendo le sue porte a migliaia di ragazzi e i loro accompagnatori per dar loro un luogo dove celebrare la propria fede.

Per molti di noi, il viaggio verso Roma è stato un pellegrinaggio di fede, di speranza e di rinascita. Un modo per mettere alla prova la propria fede o riscoprirla.

Noi, giovani pellegrini di speranza della parrocchia della Trasfigurazione di Parma, siamo partiti da San Lorenzo nuovo, un piccolo paese in provincia di Viterbo e abbiamo percorso a piedi la Via Francigena, antica via di pellegrinaggio che collega Canterbury a Roma.  Siamo arrivati a Bolsena, sulle rive del lago omonimo, dove abbiamo potuto ammirare la bellezza del paesaggio. Abbiamo poi proseguito sulla via per Montefiascone, i cui paesaggi straordinari ci hanno ristorato dalla fatica delle salite e ci hanno premiati con tramonti da mozzare il fiato. La via Francigena si unisce qui, alla Via Cassia, permettendoci di camminare sulle antiche pietre romane ed emozionandoci al pensiero di quante persone, di quanta storia siano state testimoni. La nostra ultima tappa prima di arrivare a Roma in treno è stata Viterbo, dove abbiamo potuto visitare il centro storico e il quartiere di San Pellegrino, “La Città dei Papi”.

La strada è stata lunga e faticosa, soprattutto per le nostre gambe di camminatori non proprio esperti, ma la bellezza del paesaggio e il supporto dei compagni di viaggio hanno reso ogni momento più leggero. Abbiamo condiviso con altri le nostre storie, le nostre speranze,  le nostre paure. Abbiamo trovato conforto e sostegno l’uno nell’altro. Ci siamo inventati giochi e abbiamo condiviso le nostre emozioni, combattendo la fatica intonando a gran voce i nostri canti preferiti. Abbiamo riscoperto la bellezza dello stare insieme, insieme davvero, senza schermi a dividerci o distrazioni. La stanchezza si è fatta sentire, ma, arrivati a Viterbo, l’entusiasmo e la gioia di essere riusciti a superare i nostri limiti, hanno cancellato ogni fatica. Un momento molto atteso è arrivato quando siamo entrati a Roma e ci siamo ricongiunti alla diocesi per passare la Porta Santa a San Giovanni in Laterano. La cerimonia è stata emozionante e commovente, e ha rappresentato il culmine del nostro viaggio di pellegrinaggio. Ci siamo sentiti in comunione con la Parola e abbiamo potuto vivere il senso vero della nostra spiritualità.

Poi, ci siamo uniti alle centinaia di migliaia di persone che si incamminavano verso Tor Vergata, per la veglia penitenziale e la messa del Papa: un fiume in piena fatto di canti e tamburi, di giovani come noi, uniti nella Speranza, guidati dalla Fede. Dormire sotto le stelle e la pioggia, condividendo non solo gli spazi, ma anche le nostre emozioni, essere assordati dal silenzio di un milione di persone in preghiera attorno a te, vivere la propria Fede circondati da chi può veramente capire cosa si prova: sono esperienze che nutrono l’anima, che ci hanno fatto sentire parte di qualcosa di più grande di noi.

La presenza del Papa e la partecipazione di migliaia di giovani hanno creato un clima di condivisione e di fratellanza che è impossibile da dimenticare. In quei momenti, abbiamo sentito il cuore pieno di speranza e di fede. Abbiamo sentito che non siamo soli, che ci sono altri che condividono i nostri stessi sogni e i nostri stessi desideri. Abbiamo sentito che siamo tutti uniti in un’unica grande comunità, con persone che ci sostengono e ci accompagnano nel nostro cammino.

Il Giubileo dei Giovani 2025 sarà un ricordo indelebile che resterà nel cuore di tutti i partecipanti. La fatica e le difficoltà del viaggio sono state compensate dalla gioia e dalla speranza che abbiamo trovato lungo il cammino. La condivisione con gli altri pellegrini e la celebrazione della messa hanno rappresentato un momento di grande crescita spirituale. Vivere il sentimento di appartenenza che abbiamo sentito è un raro privilegio e ci siamo sentiti fortunati ad esserne potuti essere parte di un evento che ci ha fatto sentire a casa.

Siamo tornati con uno spirito più forte, una fede salda e il cuore colmo di speranza, consapevoli che ora tocca a noi, che è il nostro momento di condividere e di portare Pace nelle nostre comunità. E siamo pronti a farlo.

 

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