PASQUA & PACE di Federico Ghillani

di BorgoAdmin

Non è un semplice gioco di parole! Credo piuttosto sia sempre più chiaro, nel momento in cui una cieca e barbara violenza continua a colpire persone inermi rischiando di non far più notizia, che si stia facendo sempre più forte in noi il desiderio che la Pace possa ancora rinascere a partire dalla capacità quotidiana di disarmare la vita e la convivenza sociale, iniziando dalle parole che usiamo, e dall’impegno che ognuno può provare a mettere nella costruzione di rapporti ispirati a tutti i livelli al rispetto, all’ascolto, alla comprensione, alla vicinanza, al dialogo, insomma, per dirla in breve, alla pratica del “noi” come postura fondamentale dell’esistenza, affinché torni ad essere chiaro ciò che forse abbiamo dimenticato: che per essere davvero felici abbiamo bisogno degli altri. Sono proprio questi semplici e ordinari rapporti i “pezzi” della Pace che possiamo anche noi mettere su oggi, da opporre all’attuale “guerra a pezzi”, a condizione di non cadere nel vizio diffuso di farne graduatorie faziose e di non lasciarci rubare la speranza. “La felicità è vera solo quando è condivisa” è il messaggio di coloro che si spendono per gli altri senza distinguo, e a ben pensarci ognuno di noi sa misurare la distanza che vive rispetto a questa evidenza fondamentale che riscopriamo sempre quando ci rimettiamo in cammino verso gli altri, ma di tutti gli altri, non solo di quelli che decidiamo con i nostri distinguo.

E questa consapevolezza mi sembra coincidere con le parole che il Risorto rivolge ai discepoli impauriti come noi nella notte del mondo “Pace a voi! Vi lascio la pace, vi do la mia pace!” quasi a rincuorarli di fronte alla loro sperimentata fragilità. Se mi chiedo poi cosa significhi quel “mia” e penso a cosa c’è stato prima, da dove è arrivata questa Pace, quale sia il suo segreto, allora mi arriva in aiuto proprio Paolo, l’uomo che dalla violenza sui primi cristiani inermi era passato al martirio: “Egli infatti è la nostra Pace, – ci dice – colui che ha fatto dei due un popolo solo abbattendo il muro di separazione che era frammezzo, cioè l’inimicizia…” e Paolo era ben consapevole che per abbattere quel muro che anche oggi minaccia le nostre vite, Lui era passato dalla croce, cioè amandoci tutti sino alla fine!

Mi torna allora in mente la profetica preghiera per la Pace di papa Roncalli: “Allontani Egli dal cuore degli uomini ciò che la può mettere in pericolo; e li trasformi in testimoni di verità, di giustizia, di amore fraterno. Illumini i responsabili dei popoli, affinché accanto alle sollecitudini per il giusto benessere dei loro cittadini garantiscano e difendano il gran dono della Pace; accenda le volontà di tutti a superare le barriere che dividono, ad accrescere i vincoli della mutua carità, a comprendere gli altri, a perdonare coloro che hanno recato ingiurie; in virtù della sua azione, si affratellino tutti i popoli della terra e fiorisca in essi e sempre regni la desideratissima Pace.” (Pacem in terris)

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