Anno 2025-2026Borgo NewsBorgoLABLa Piazza OGNI PAROLA È UN SEME: LA ROSA BIANCA A BORGOLAB di Anna Pellegrini di BorgoAdmin 18 Dicembre 2025 di BorgoAdmin 18 Dicembre 2025 548 C’è un filo sottile che lega il passato al presente: è il coraggio di chi decide di far sentire la propria voce in contesti difficili e pericolosi. Con questa consapevolezza, il 28 novembre si è aperta la terza edizione del ciclo “Le interviste della legalità: storie di impegno per la giustizia tra passato e presente”, promosso dall’Osservatorio permanente della legalità dell’Università di Parma in collaborazione con il Circolo culturale Il Borgo. Il primo incontro ha portato i partecipanti nel cuore di una delle pagine più luminose e tragiche della storia europea: la vicenda di Sophie Scholl e del movimento di resistenza non violenta La Rosa Bianca, nato nella Germania nazista. Giovani studenti che, armati solo di volantini, sfidarono il regime per difendere la libertà e la dignità umana. Sophie Scholl nacque nel 1921, quarta di sei fratelli, in una famiglia cristiana che le trasmise valori di libertà e giustizia. Come molti coetanei, entrò nella Gioventù Hitleriana, ma presto ne rimase delusa e si avvicinò a gruppi giovanili proibiti e con essi alla spiritualità cristiana. Nel 1941, a Monaco, il fratello Hans e altri studenti fondarono la Rosa Bianca, un gruppo di resistenza non violenta che tra il 1942 e il 1943 diffuse volantini denunciando i crimini nazisti e invitando alla resistenza morale. Nei testi citavano Goethe, Schiller e la Bibbia: non bombe, ma pensieri, perché credevano che la coscienza fosse più forte della paura. Il 18 febbraio 1943 Sophie e Hans furono arrestati mentre distribuivano volantini all’Università di Monaco. Durante gli interrogatori, Sophie non tradì i compagni e si assunse ogni responsabilità, dichiarando: «Credo di aver fatto la miglior cosa per il mio popolo e per tutti gli uomini. Non mi pento di nulla e mi assumo la pena!» Il 22 febbraio 1943, dopo un processo sommario, Sophie, Hans e Christoph Probst furono condannati a morte e ghigliottinati. Le ultime parole di Sophie furono: «È una giornata di sole così bella, e devo andare… ma che importa la mia morte, se attraverso di noi migliaia di persone sono risvegliate e suscitate all’azione?» L’appuntamento, inserito nel progetto BorgoLab di quest’anno, ha proposto estratti dal film “Sophie Scholl – La Rosa Bianca”, seguiti da un dibattito sul ruolo delle associazioni nella costruzione di una coscienza civile. A dialogare con i ragazzi vi erano Annachiara Galli, voce delle associazioni studentesche dell’Università di Parma e della Consulta nazionale studentesca, e Sara Faraboli, tra gli organizzatori del festival Prevento, dedicato a giovani, prevenzione e coesione sociale. Annachiara e Sara hanno dimostrato come il cambiamento sia frutto delle piccole fatiche quotidiane: difendere chi è discriminato, denunciare un’ingiustizia, partecipare a un progetto sociale. In un mondo che corre, fermarsi a pensare è già un atto rivoluzionario. Allora c’era la dittatura, oggi ci sono altre forme di pressione: l’omologazione, il timore di essere esclusi, la paura di esporsi su temi scomodi come ambiente, diritti, giustizia sociale. I volantini della Rosa Bianca erano semplici fogli, ma contenevano idee capaci di incrinare il silenzio. Oggi, i nostri “volantini” sono post, commenti, iniziative di cittadinanza attiva. La domanda è: li usiamo per costruire o per distruggere? Per informare o per conformarci? Sophie ci ricorda che ogni parola può essere un seme di cambiamento. Non è stato solo un incontro, ma un esercizio di democrazia: gli studenti si sono fatti “attivisti”, scegliendo una tematica del presente che fosse loro cara e creando un volantino con un messaggio di libertà, di indignazione o di speranza da consegnare a un compagno. La storia di Sophie Scholl ci pone una sfida attuale. Ci chiede: “Qual è la tua Rosa Bianca oggi?” Quale causa sei disposto a sostenere, anche quando è scomodo? Perché la libertà, ieri come oggi, nasce dalla parola che osa sfidare il silenzio. 0 FacebookWhatsappEmail post precedente QUANDO IL CLIMA DIVENTA DIPLOMAZIA: LA LEZIONE IMPERFETTA DI BELÉM di Monica Cocconi post successivo LA CITTÀ SOTTO L’ALBERO di Riccardo Campanini Dalla stessa sezione BORGODAY: IL BORGO PREMIA SILVIA SANTURO E ANGELA... 25 Giugno 2026 “FAR CRESCERE LA TECNICA SENZA FAR REGREDIRE IL... 25 Giugno 2026 EURO DIGITALE, L’ACCORDO C’È. MA LA VERA PARTITA... 25 Giugno 2026 LI HO LETTI E MI SONO PIACIUTI di... 25 Giugno 2026 È NATA LA FONDAZIONE PER LA FINANZA SOLIDALE... 4 Giugno 2026 PARMA, L’ATLANTE DEL FUTURO E LA SFIDA DELLE... 4 Giugno 2026 UMANESIMO E TECNOLOGIA: QUALE FUTURO PER L’UOMO? di... 4 Giugno 2026 ESSERE IN RELAZIONE: LEGAMI, TECNOLOGIA, AMBIENTE E NUOVE... 4 Giugno 2026 FESTA DELL’EUROPA AL CONVITTO MARIA LUIGIA: GIOVANI, MEMORIA... 20 Maggio 2026 EDUCARE ALLA PACE di Maria Vittoria Ablondi, studentessa... 20 Maggio 2026 Lascia un commento Cancella risposta Save my name, email, and website in this browser for the next time I comment. Δ