Borgo NewsI ponti NON DIMENTICARTI I POVERI: UN LIBRO SUL MAGISTERO SOCIALE DEGLI ULTIMI PAPI di BorgoAdmin 20 Maggio 2026 di BorgoAdmin 20 Maggio 2026 152 Martedì 26 maggio, alle ore 17.30 nell’Aula Magna del Romagnosi, il circolo Il Borgo, in collaborazione con quel Liceo, presenterà il nuovo libro di Guido Campanini sul magistero sociale di Benedetto XVI, Francesco e Leone XIV (per il suo primo anno di pontificato), intitolato “Non dimenticarti i poveri…”, citando la frase che un cardinale amico rivolse a Bergoglio la sera in cui veniva eletto Vescovo di Roma. Il libro è, per taluni aspetti, la continuazione della precedente fatica dell’autore (L’ingiustizia che m’accende il sangue…. I primi cento anni del magistero sociale della Chiesa – 1891-1991, AVE, Roma, 2019), proseguendo egli l’analisi di alcuni fondamentali documenti dedicati dai Pontefici ai problemi sociali e politici che la società poneva (in passato) e pone (oggi) alla coscienza credente. Questo libro raccoglie, con opportuni ritocchi e varianti, una serie di articoli scritti in occasione dell’uscita di documenti quali Deus Caritas est di Benedetto XVI, Laudato si’ e Fratelli tutti di Francesco, e infine Dilexi te di Leone XIV. Della prima enciclica di Bendetto XVI si trattano quattro, densi paragrafi, nei quali il papa-teologo affronta e in qualche modo risolve alcune questioni teoriche che l’abbondante produzione di Giovanni Paolo II avevano lasciato aperte. Della Laudato sì’ si vuole dimostrare, contro letture troppo ecologiste e naturaliste, il preciso aggancio teologico del discorso di Francesco, che pone l’essere umano non alla pari o al di sotto degli altri esseri viventi, ma come loro custode, amministratore di beni e realtà che appartengono solo a Dio. Due capitoli sono dedicati a Fratelli tutti. Nel primo si intendono sottolineare le novità di questo testo, che pone il principio di fraternità al centro della riflessione etica e politica di questo secolo, mentre i precedenti avevano sottolineato piuttosto i principi di libertà e di uguaglianza. Nell’altro, ci si occupa del tema della pace, al centro di due capitoli di questa enciclica, mostrando la continuità col più recente magistero dei pontefici romani, in particolare con la Pacem in terris di papa Giovanni, ed insieme la necessità di porre a fondamento della pace, principi quali la verità della memoria delle vittime, la giustizia, il perdono e la riconciliazione. L’ultimo capitolo è dedicato al primo documento firmato da Leone XIV, che tuttavia ha ripreso e completato un testo già predisposto da Francesco, ossia l’esortazione apostolica Dilexi te, a dimostrazione, secondo l’autore, di una precisa continuità fra il pontefice argentino e quello statunitense-peruviano, almeno fino al momento in cui il libro viene pubblicato. Chiude, in appendice, un breve epitaffio scritto il giorno dei funerali di Francesco, un omaggio ad un papa che ha cambiato radicalmente l’autocomprensione della Chiesa ed il suo rapportarsi con la il mondo nel quale essa vive. Di questa appendice riportiamo alcuni passaggi. *********************** Da “Non dimenticarti i poveri…”, pagg. 117-125, passim «Il tempo è superiore allo spazio». Questa lapidaria affermazione, che si trova nella «Evangelii Gaudium», indica una precisa direzione di marcia per la Chiesa del XXI secolo: occorre aprire processi, imboccare nuove strade, iniziare nuovi cammini, e non occupare spazi – geografici, culturali, politici. Si tratta di un completo cambio di rotta rispetto alla Chiesa “tridentina”, a quella uscita dal Concilio di Trento e che, nonostante i sessant’anni trascorsi dalla fine del Concilio Vaticano II (1965 – 2025), è ancora la Chiesa in cui viviamo, noi, pur con molte novità. ………………………………. Ad una visione di Chiesa che, nell’età moderna, e sino a tutto il XX secolo (pensiamo alla Polonia cattolica anche durante il regime comunista), ha cercato di occupare spazi, di preservare i propri luoghi da invasioni altrui, di distinguere con netti confini i “nostri” e i “loro”, chi era nella Chiesa, e chi era “fuori” della Chiesa, mettendo le guardie alle porte per verificare i documenti di ingresso (metafora bergogliana), Francesco ha risposto rovesciando questo paradigma. «Chiesa in uscita» vuol dire (anche) immaginare una comunità ibrida, in cui non si distingua più nettamente chi è dentro e chi è fuori, significa immaginare una Chiesa che abbia le porte aperte non tanto per fare “entrare” nella Chiesa chi ne è al di fuori, ai confini o ben lontano (come voleva la tradizionale concezione della missione), ma per fare uscire i credenti non solo dalle sagrestie, ma anche della chiese stesse. Una Chiesa che non abbia né muri e nemmeno porte, perché confusa in mezzo al popolo, perché la parola di Dio è per tutti, perché nessuno può giudicare nessuno, perché i Sacramenti sono cibo per i peccatori e non per i sani – come ci raccontano i Vangeli, con le tante parole di Gesù contro i sacerdoti del suo tempo (solo del suo tempo?). ……………………………….. Il magistero sociale è il cuore del magistero di Francesco; si potrebbe persino dire che tutto il magistero di Francesco è sociale. Le due grandi encicliche, «Laudato si’» e «Fratelli tutti», sono encicliche sociali. (……..) Un magistero sociale che evita discussioni ideologiche e teologiche sui grandi sistemi, che non si confronta più né con K. Marx né con A. Smith, ma che si è posto e si pone come coscienza critica di un modello economico apparentemente vincente, ma che sta distruggendo da un lato il pianeta in cui viviamo, e dall’altro sta aumentando paurosamente gli squilibri sociali in modo tale da non essere più sostenibile. Nessuna pretesa di indicare modelli teorici, o di suggerire strategie economiche. Si tratta invece di un approccio morale e profetico, ma che risulta molto più realistico di tante disquisizioni accademiche. L’ecologia integrale e la fraternità universale sono gli orizzonti entro i quali le scelte dei decisori economici, finanziari e politici devono essere inquadrate. (………….) Di nuovo, lo sguardo al mondo a partire dalla piramide sociale rovesciata; i poveri, i migranti, le popolazioni dell’Amazzonia – non sono una nota a margine del discorso sociale, non sono delle questioni settoriali, ma sono, per Francesco, le questioni centrali del presente e del futuro dell’umanità- «tutto si tiene» – è una delle frasi più note di questo papa, come altre: «siamo tutti sulla stessa barca», «non ci si salva da soli». La centralità dei “poveri”, delle periferie geografiche ed esistenziali, rovescia il punto di vista tradizionale e del mondo e della Chiesa. 0 FacebookWhatsappEmail post precedente OLTRELEMURA DEL 22.05.2026 a cura di Graziano Vallisneri post successivo FESTA DELL’EUROPA AL CONVITTO MARIA LUIGIA: GIOVANI, MEMORIA E CITTADINANZA ATTIVA di Alfredo Bonassi Dalla stessa sezione PUBBLICATA L’ENCICLICA DI LEONE XIV “MAGNIFICA HUMANITAS” a... 4 Giugno 2026 SINODO / LA LENTA LIEVITAZIONE DELLA CHIESA ITALIANA... 6 Maggio 2026 SOLIDALI CON PAPA LEONE 16 Aprile 2026 PASQUA & PACE di Federico Ghillani 2 Aprile 2026 QUEL PRETACCIO CHE VENIVA DALLA VAL BAGANZA di... 19 Marzo 2026 UNA VOCE DALL’UCRAINA – INTERVISTA A PADRE IGOR... 5 Marzo 2026 EDUCARE A UNA PACE DISARMATA E DISARMANTE di... 17 Febbraio 2026 VANGELO E ZEN. LA GRATUITÀ E LA LIBERTÀ... 29 Gennaio 2026 GENNAIO, TRA DIALOGO, PREGHIERA E MEMORIA di Laura... 15 Gennaio 2026 IL TEMPO DI ANDARE OLTRE di P. 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