NELL’AMERICA DI TRUMP CACCIA ALL’UOMO. ANZI, ALL’UOVO di Riccardo Campanini

di BorgoAdmin

Come noto, la Presidenza Trump è iniziata fragorosamente con l’espulsione – o meglio la deportazione – di migliaia di immigrati “irregolari”; e la caccia al clandestino prosegue anche in queste settimane con modalità che ricordano più uno Stato di Polizia che una democrazia costituzionale. Ma, contrariamente a quanto poteva auspicare il Presidente, che con questa operazione, largamente “pompata” dai media, sperava di aumentare i consensi, l’attenzione dell’”americano medio” si è rapidamente spostata su un tema apparentemente più prosaico e banale, ma in realtà di grande impatto sull’opinione pubblica: quello della carenza di uova, di cui gli americani sono grandi consumatori in tutte le ore della giornata, a partire dal rituale breakfast con uova e bacon. Sta avvenendo infatti che la produzione di uova made in USA è fortemente calata nelle ultime settimane soprattutto a causa dell’influenza aviaria che sta colpendo i pollai d’Oltreoceano e che non accenna a fermarsi, anche perché il Ministro della Salute, noncurante delle raccomandazioni degli esperti, ritiene che il migliore modo per fermare l’epidemia sia quello di non contrastarla (?). Di conseguenza le autorità americane hanno rivolto un appello a potenziali Paesi esportatori chiedendo loro di inviare Oltreoceano le uova eventualmente prodotte in sovrappiù. Peccato che questo appello arrivi proprio nel momento in cui dalle medesime autorità vengono applicati o minacciati dazi sulle importazioni per stimolare la domanda interna degli Stati Uniti; e quindi, come largamente prevedibile, la risposta degli Stati interessati è stata del tutto negativa, non senza una qualche dose di sarcasmo e ironia su questa evidente contraddizione tra il “sogno” di una sorta di autarchia economica e l’ “incubo” della dipendenza dall’estero per un bene di consumo essenziale, viste le abitudini alimentari americane.

Più in generale, questa vicenda rivela come in un mondo ormai interconnesso a tutti livelli pensare di poter “far da soli” (e non vale solo per gli Stati Uniti, visti i tanti “sovranisti” di casa nostra) è un’illusione pericolosa, che può magari essere vincente a livello elettorale ma si rivela poi impraticabile e dannosa nella realtà: non è certo un caso che nelle trattative sul “cessate il fuoco” in Ucraina un posto di rilievo lo sta assumendo la possibilità per gli Stati Uniti di accedere alle cosiddette “terre rare” presenti in quelle regioni e che rappresentano una componente indispensabile per  la produzione di tutti i dispositivi elettronici. Insomma, per restare in tema, col disprezzare gli altri Paesi – magari definendoli “parassiti” – ignorando che prima o poi questo atteggiamento potrebbe rivelarsi un pericoloso boomerang, si rischia seriamente di combinare una bella frittata –sempre se ci saranno uova a sufficienza.. .

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1 comment

Romano 28 Marzo 2025 - 1:25 pm

l’Europa ha un avversario stupido (Trump) ed un nemico intelligente (Putin). Il primo è arrivato al quarto livello di stupidità (cfr. lo scritto del prof. Cipolla, reperibile a basso prezzo), il secondo è un criminale puro che conosce solo il linguaggio della forza (Trasimaco secondo Platone: la giustizia è l’utile del più forte). Credo che l’Europa debba semplicemente seguire il principio di realtà e regolarsi di conseguenza, purtroppo. Bando alle ciance.

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