E’ stata davvero una mattina significativa e ricca di contenuti quella che, alcuni giorni fa, ha segnato la conclusione dell’edizione 2021-2022 del BorgoLab con la “restituzione dei compiti di realtà”, ovvero la presentazione dei lavori di gruppo attraverso i quali gli studenti hanno cercato di concretizzare quanto appreso nel corso delle conversazioni con i docenti del BorgoLab. Il tema di questa edizione era “Vivere l’Europa da cittadini” e quindi lo sforzo dei ragazzi è stato quello di rendere visibile cosa significa essere cittadini europei per chi, come loro, l’Europa l’ha “respirata” fin dalla culla (ad esempio utilizzando l ’euro come moneta o potendosi muovere liberamente tra un Paese e l’altro).  Al di là dei pur interessantissimi e stimolanti contenuti dei vari “compiti” realizzati dagli studenti, quello che ha più colpito durante la mattinata è stata proprio la loro familiarità con l’Europa, il viverla come una realtà conosciuta e praticata nella quotidianità. Per usare una metafora, mentre per chi ha più di 40 anni l’Europa è una signora a cui dare del “lei”, da trattare con rispetto e mantenendo le giuste distanze, per i nati nel nuovo millennio è un’amica a cui si dà del tu, di cui ci si fida e che si frequenta abitualmente. Se, in molti casi, i governanti sono più lungimiranti dei cittadini – e la costruzione dell’Unione europea ne è un evidente esempio, visto che il progetto dei “padri fondatori” dell’Europa era inizialmente condiviso solo da una piccola minoranza di “sognatori” – oggi il discorso va probabilmente rovesciato, almeno se si mettono a confronto le nuove generazioni, nate e cresciute nel segno dell’Europa, con le incertezze e i particolarismi di diversi governi nazionali, che anche in questi giorni stanno rallentando la marcia dell’Europa verso una sempre maggiore integrazione economica e politica, resa ormai ineludibile e urgente dalle drammatiche emergenze dell’ultimo decennio– la crisi economica, la pandemia, l’invasione dell’Ucraina.

Ma, fortunatamente, anche oggi non mancano i leaders che credono nel rafforzamento del progetto europeo, costituendo con i giovani un’ideale alleanza intergenerazionale, che – si spera – avrà la forza di vincere resistenze ed ostacoli. Lo scorso 9 maggio, Festa dell’Europa,, nelle stesse ore in cui i ragazzi del BorgoLab presentavano i loro lavori, uno di questi leaders, E. Macron, pronunciava un solenne discorso  che ne avrebbe potuto idealmente riassumere lo spirito e il significato, e che terminava così: “Questa è l’Europa. Che è fatta di sogni folli, di ambizioni senza precedenti. E poi c’è la capacità collettiva di costruire compromessi che a volte possono sembrare faticosi, ma che sono il linguaggio dell’Europa, cioè il linguaggio della traduzione permanente. Agire con forza. Muoversi velocemente. Sognare in grande. Queste parole non sono solo una prerogativa della Cina o degli Stati Uniti d’America. Condividiamo anche noi queste ambizioni. Non dimentichiamo che lo spirito europeo non sarebbe niente senza quest’anima europea in più che ci rende unici, che stabilisce la rotta, che dà senso, che rende la nostra Europa e questo continente senza precedenti”.    Buon compleanno, Europa!