LE COSE NUOVE (O FORSE ANTICHE) DI PAPA LEONE di Riccardo Campanini

di BorgoAdmin

La scelta del nome – che è concessa solo ai Papi, visto che all’anagrafe ognuno/a si ritrova un nome deciso da altri – è sempre un ottimo indizio per capire quali saranno le linee-guida di un Pontificato. Per questo motivo lo stesso Leone XIV, poco dopo la sua elezione, ha voluto chiarire il senso della sua scelta ponendola in ideale continuità con il pontificato di Leone XIII, il Papa della “Rerum Novarum” che dopo le stagioni delle scomuniche e delle condanne cercò di avviare una nuova epoca di rapporti tra cattolicesimo e modernità e di rispondere alle sfide sociali originate dall’industrializzazione e dalla nascita della classe operaia.

Non è però così certo che, tra qualche decennio, il nuovo Papa – al quale ovviamente va il più affettuoso augurio di riuscire in questo importantissimo proposito –  verrà effettivamente ricordato e identificato per la sua “somiglianza” con Leone XIII: è infatti possibile, anche se ovviamente non auspicabile, che i posteri accostino il suo pontificato a quello di altri Papi col suo stesso nome, celebri per essere stati coinvolti in situazioni decisamente drammatiche e “storiche”, tanto da essere tramandate a diversi secoli di distanza.

Un precedente, tanto nefasto quanto difficilmente riproponibile, è ad esempio quello di Leone X, il cui papato (1513-1521) viene associato soprattutto all’avvio della Riforma protestante da parte di Lutero, il monaco tedesco – agostiniano come il nuovo Papa (!) – che portò nel giro di qualche anno allo scisma della Chiesa occidentale. Che questa vicenda traumatica si ripeta oggi è, come si accennava, piuttosto improbabile, visto che Robert Prevost è stato scelto anche e soprattutto per la sua capacità di dialogo e di sintesi tra le varie “anime” della Chiesa; è indubbio, però, che le tensioni tra episcopati più innovatori, come quello tedesco (corsi e ricorsi..) e altri decisamente più tradizionalisti, in particolare in Africa e nel Nord America, erano e restano molto forti e non sarà facile per Papa Leone mantenere e rafforzare l’unità ecclesiale.

Andando ancora indietro nel tempo, un altro Papa Leone passato alla storia, per tutt’altri motivi, è san Leone I Magno, che nel V secolo, all’epoca delle invasioni barbariche, fermò sulle rive del Mincio (in circostanze che gli storici non sono ancora riusciti a definire con certezza) la travolgente e catastrofica discesa degli Unni di Attila verso Roma – e più di 1000 anni dopo un celebre affresco di questo episodio fu commissionato a Raffaello proprio da Leone X. Può sembrare un precedente lontanissimo nel tempo e quindi del tutto slegato dal mondo e dalla realtà contemporanea; eppure, considerato che già un Papa di nome Leone siede sul soglio di Pietro, per ripetere quella vicenda basterebbe – si fa per dire – trovare un nuovo Attila: e volendo individuare un suo “degno” successore tra i potenti di oggi non ci sarebbe che l’imbarazzo della scelta.

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