Borgo NewsLa Piazza L’ARCIVESCOVA DI CANTERBURY E LA QUESTIONE MASCHILE di Carla Mantelli di BorgoAdmin 13 Novembre 2025 di BorgoAdmin 13 Novembre 2025 470 Qualche settimana fa, nella Comunione Anglicana, è stata eletta la vescova Sara Mullally, Arcivescova di Canterbury. È la prima volta nella storia che una donna viene posta a capo di questa chiesa cristiana. Le premesse però c’erano tutte visto che, già all’inizio degli anni Novanta del secolo scorso, il tabù della riserva maschile riguardante il sacramento dell’Ordine era caduto: il Sinodo Anglicano decise che non vi erano motivi teologici o biblici per riservare agli uomini quel sacramento. Il Vaticano ne fu molto contrariato e dichiarò che era stato posto “una grave ostacolo all’intero processo di riconciliazione” (Avvenire 12.11.1992). Circa un anno e mezzo dopo, l’allora vescovo di Roma, Giovanni Paolo II, prese una posizione durissima. Nel maggio del 1994 firmò infatti la Lettera apostolica “Ordinatio sacerdotalis – sull’Ordinazione Sacerdotale da riservarsi soltanto agli uomini”. Papa Wojtyla concluse la Lettera affermando: “Pertanto, al fine di togliere ogni dubbio su di una questione di grande importanza, che attiene alla stessa divina costituzione della Chiesa, in virtù del mio ministero di confermare i fratelli, dichiaro che la Chiesa non ha in alcun modo la facoltà di conferire alle donne l’ordinazione sacerdotale e che questa sentenza deve essere tenuta in modo definitivo da tutti i fedeli della Chiesa”. Nacquero varie discussioni sul fatto che tale affermazione fosse da considerarsi o meno pronunciata “ex cathedra” e quindi “infallibile”. Ma in realtà, nonostante la “definitività” della “sentenza”, nella chiesa cattolica la discussione è continuata anche perché, io penso, riservare ai soli maschi un sacramento, appare sempre più come una scelta estranea sia alla ragione che al Vangelo. Il magistero cattolico durante i secoli ha cambiato idea su molte questioni (pensiamo solo ai temi della libertà di coscienza o di religione e alla democrazia, condannate fino a un paio di secoli fa…) e non si vede perché non dovrebbe cambiare idea su questo argomento. Perché è una decisione che fa parte della Tradizione, si dice. Chiediamoci però se rispettare la Tradizione significa fare sempre le stesse cose o fare ciò che farebbe Gesù oggi. Un Gesù che, nemmeno nel suo breve viaggio terreno, ha mai riservato agli uomini alcunché visto che tra chi lo seguiva e tra chi lo vide risorto e fu incaricato dell’annuncio, vi furono sia donne che uomini. Già, ma i Dodici erano solo uomini (Marco 3,16-19). Vero. Ma erano anche solo ebrei come Gesù e a nessuno è mai venuto in mente che i vescovi dovessero essere solo ebrei. Inoltre, sappiamo bene che quell’elenco di dodici uomini non è importante per il sesso ma per il numero: richiama infatti le dodici tribù di Israele e quindi indica che Gesù intendeva raccogliere attorno a sé tutto il popolo di Israele. Apostoli non sono solo loro ma anche Paolo di Tarso, anche Maria di Magdala…Gesù ha vissuto il proprio essere maschio al di fuori dei modelli patriarcali del suo tempo, senza l’ossessione del potere e senza paura delle donne. Il problema vero, ciò su cui dovremmo confrontarci, non è tanto la Bibbia o la Tradizione ma la “questione maschile”. Sì, anche nella chiesa c’è una questione maschile che, se non affrontata, rischia di farci discutere a vuoto. La questione maschile si può riassumere così: molti uomini, tra cui moltissimi uomini di chiesa, non riescono a pensarsi, come maschi, al di fuori dell’esercizio di un potere su qualcun altro, sulle donne certo, ma non solo. Ecco perché sono così gelosi del sacramento dell’Ordine, perché condividere questo potere/servizio con le donne, li farebbe sentire meno uomini, meno maschi. È lo stesso motivo per cui in molti Paesi del mondo gli uomini negano la libertà alle donne con le loro leggi, oppure umiliano, fino a ucciderle, le donne che vogliono lasciarli, oppure pretendono che la parola “uomo” sia sinonimo di “umanità”. A me dispiace quando vedo uomini schiavi di questa mentalità. Vorrei che si liberassero e che si sentissero fino in fondo uomini perché sanno amare, non per altri motivi. È nell’amore che ogni persona fa fiorire se stessa. Forse potrebbero essere incoraggiati al cambiamento dai loro/nostri fratelli anglicani. E dal numero crescente di uomini che la mentalità l’hanno cambiata e cercano modi nuovi per vivere la propria maschilità. C’è da osservare che, da parte delle autorità cattoliche, il cardinale prefetto del Dicastero per la promozione dell’unità dei cristiani, Kurt Koch, ha espresso gli auguri alla nuova Arcivescova “mentre si prepara ad assumere questo importante servizio”, sottolineando anche il proficuo “dialogo tra chiesa cattolica e comunione anglicana che procede da quasi sessant’anni” (Vatican News 3.10.2025). Un piccolo segno che qualcosa sta cambiando? 0 FacebookWhatsappEmail post precedente PER UN UMANESIMO INDUSTRIALE: A PARMA LA IIª EDIZIONE DEL FESTIVAL DELLA NARRAZIONE INDUSTRIALE di Giuseppe Iotti post successivo LE INTERVISTE DELLA LEGALITÀ. STORIE DI CORAGGIO E GIUSTIZIA CHE PARLANO AL PRESENTE di Monica Cocconi Dalla stessa sezione BORGODAY: IL BORGO PREMIA SILVIA SANTURO E ANGELA... 25 Giugno 2026 “FAR CRESCERE LA TECNICA SENZA FAR REGREDIRE IL... 25 Giugno 2026 EURO DIGITALE, L’ACCORDO C’È. MA LA VERA PARTITA... 25 Giugno 2026 LI HO LETTI E MI SONO PIACIUTI di... 25 Giugno 2026 È NATA LA FONDAZIONE PER LA FINANZA SOLIDALE... 4 Giugno 2026 PARMA, L’ATLANTE DEL FUTURO E LA SFIDA DELLE... 4 Giugno 2026 UMANESIMO E TECNOLOGIA: QUALE FUTURO PER L’UOMO? di... 4 Giugno 2026 ESSERE IN RELAZIONE: LEGAMI, TECNOLOGIA, AMBIENTE E NUOVE... 4 Giugno 2026 FESTA DELL’EUROPA AL CONVITTO MARIA LUIGIA: GIOVANI, MEMORIA... 20 Maggio 2026 EDUCARE ALLA PACE di Maria Vittoria Ablondi, studentessa... 20 Maggio 2026 Lascia un commento Cancella risposta Save my name, email, and website in this browser for the next time I comment. Δ