Borgo NewsLa Piazza L’AMERICA DI TRUMP ALL’ESAME DI UNO PSICHIATRA di Carla Mantelli di BorgoAdmin 27 Novembre 2025 di BorgoAdmin 27 Novembre 2025 371 Il 47° Presidente degli Stati Uniti d’America ci sconcerta con le sue parole volgari, i suoi atteggiamenti arroganti, le sue scelte ondivaghe. Siamo di fronte a un potentissimo personaggio affetto da un disturbo di personalità? A giudizio del prof. Allen Frances, psichiatra americano, di cui al Borgo è stato presentato il libro “L’America di Trump all’esame di uno psichiatra”, no. Siamo però, come ha spiegato al folto pubblico presente, lo psichiatra, dott. Marco Alberti, di fronte a una personalità dagli indubbi tratti narcisistici, con un ego ipertrofico e con alcuni obbiettivi per nulla rassicuranti. Secondo il prof. Castelli, altro relatore all’iniziativa del Borgo e professore di Scienze politiche presso la nostra Università, Trump vuole cambiare l’impostazione del sistema politico americano accentrando sempre di più il potere nella sua persona e chiarendo bene che “noi” siamo i primi: “America first”. Purtroppo, questa è una tendenza presente in tutto il mondo. Basta guardare alla Russia di Putin, all’India di Modi, alla Cina di Xi Jinping, all’Argentina di Milei… D’altra parte le dittature hanno sempre affascinato nei momenti in cui i parlamenti non riescono a prendere rapidamente le decisioni che il popolo si aspetta. In questa deriva giocano fattori di diverso tipo. Il dott. Alberti ha affermato che il nostro cervello può suggerirci risposte razionali, complesse e meditate di fronte alle sfide della realtà, ma anche risposte miopi, arcaiche, per nulla razionali. Infatti, poiché dobbiamo continuamente elaborare moltissime informazioni e questo comporta dei costi in termine di tempo ed energia, tendiamo a distorcere la realtà “per comodità”. Per esempio, diamo più importanza a decisioni con ripercussioni a breve termine senza guardare lontano, tendiamo a filtrare le informazioni per confermare ciò che sappiamo già o a essere ottimisti per non affrontare i problemi… Più queste distorsioni (bias) sono forti, più ci distanziamo dalla realtà fino a concepirne distorsioni deliranti. E chi sa sollecitare alcune emozioni come la paura, l’ansia o la rabbia, incoraggerà risposte non razionali, arcaiche. Trump lo ha fatto con grande successo dato che è stato eletto una seconda volta alla presidenza degli USA ottenendo non solo la maggioranza nel Congresso ma anche la maggioranza nel voto popolare. Questo successo però non è stato improvviso. Secondo il prof. Castelli, già da alcuni decenni la società americana viveva una crisi di identità, una grande difficoltà, per esempio, ad accettare e gestire il melting pot che la caratterizza. In più, buona parte del popolo americano è vittima di un impoverimento iniziato nel 2008 con la grande crisi finanziaria. Le due grandi coalizioni, democratica e repubblicana, a causa delle rispettive contraddizioni interne e al fatto di essere solo delle macchine elettorali, non hanno saputo trasformare in proposta politica credibile la frustrazione e la rabbia nate da queste crisi e così, il trumpiano “Make America Great Again” è stato visto come la risposta semplice e chiara per uscire dal tunnel. L’America deve tornare grande recuperando la propria identità: bianca, protestante, non contaminata, suprematista, capace di recuperare terreno sul piano economico sfidando il mondo intero con i dazi e la diplomazia della forza. La sostituzione del Ministero della Difesa con il Ministero della Guerra spiega la strategia trumpiana meglio di tante parole. È chiaro quindi che il problema non è tanto Trump quanto la società americana e i criteri di scelta di elettori ed elettrici. Sarà banale ma è anche vero: ogni popolo ha i politici che si merita. Forse meno banalmente si può anche dire che la democrazia ha il grande limite che può decidere di uccidere sé stessa. Ma ci può essere un antidoto se è vero che, come ha concluso la coordinatrice della serata, prof.ssa Silvana Giannetti del Borgo, “le democrazie falliscono quando non danno abbastanza importanza all’educazione, alla scuola, all’istruzione”. E allora diamoci da fare perché queste siano al centro dell’attenzione di chi fa politica. Allen Frances, L’America di Trump all’esame di uno psichiatra, Bollati Boringhieri, pag.334, €.15,00 0 FacebookWhatsappEmail post precedente METTERE I POVERI AL CENTRO DELLA CHIESA E DELLA SOCIETÀ di Guido Campanini post successivo FLASH DA BORGOLAB: A PROPOSITO DI DEMOCRAZIA Dalla stessa sezione BORGODAY: IL BORGO PREMIA SILVIA SANTURO E ANGELA... 25 Giugno 2026 “FAR CRESCERE LA TECNICA SENZA FAR REGREDIRE IL... 25 Giugno 2026 EURO DIGITALE, L’ACCORDO C’È. 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