LA “RETE DI TRIESTE”: UN NUOVO SPAZIO DI DIALOGO E CONFRONTO PER GLI AMMINISTRATORI LOCALI CATTOLICI di Sandro Campanini

di BorgoAdmin

Nel corso della 50ma Settimana Sociale dei Cattolici italiani, svoltasi a Trieste dal 3 al 7 luglio 2024 sul tema “Al cuore della democrazia. Partecipare tra storia e futuro”, si è “autoconvocata”  il 5 luglio, su iniziativa di Francesco Russo – già Senatore e attuale Vicepresidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia – e di alcuni esponenti dell’associazionismo ecclesiale,  un’assemblea di amministratori locali di area cattolica (per un inquadramento generale si veda, tra i vari articoli pubblicati:  https://www.avvenire.it/attualita/pagine/un-dialogo-vero-su-valori-diritti-e-metodo-ammini). Da tale incontro, che ha visto la partecipazione di un’ottantina di persone (tra cui Daria Jacopozzi, assessora comunale di Parma), è sorta l’idea di proseguire questa esperienza costituendo una rete che si ponga come strumento di dialogo, confronto e proposta tra i credenti impegnati a vario titolo nelle istituzioni locali. Dopo ulteriori interlocuzioni, la “rete di Trieste”  ha promosso la convocazione, nell’autunno 2024, di tre assemblee territoriali, una per area geografica (30 novembre a Roma, 1° dicembre a Napoli, 14 dicembre a Milano) per proseguire il confronto e verificare il grado di interesse della proposta,  anche  in vista di un nuovo appuntamento nazionale plenario.

Ho partecipato all’incontro di Milano del 14 dicembre e volentieri condivido alcune impressioni e riflessioni. Siamo stati ospitati in un luogo significativo per il mondo ecclesiale milanese, l’Ambrosianeum, a due passi dal Duomo; un’istituzione voluta da Giuseppe Lazzati, in cui nel corso degli anni sono stati organizzati innumerevoli incontri di approfondimento culturale. Al tavolo, Francesco Russo, di fatto “coordinatore” della rete di Trieste assieme a Elena Granata (Professoressa di Urbanistica al Politecnico di Milano e Vicepresidente Scuola Economia Civile) e Fabio Pizzul (già presidente dell’Azione Cattolica di Milano, poi più volte consigliere regionale lombardo e attuale presidente della Fondazione Ambrosianeum). Presente una settantina di amministratori locali da tutte le regioni del nord Italia. Per l’Emilia-Romagna ho potuto constatare (ma non c’è stato un “appello” , quindi l’elenco penso non sia completo) la presenza di “colleghi/e” reggiani/e, modenesi, bolognesi e romagnoli/e. Mi è parso che la maggior parte dei presenti fosse eletta nelle liste di centrosinistra, in prevalenza nel Partito Democratico (come del resto Russo e Pizzul), pur con qualche presenza da liste civiche; qualcuno di “Insieme” (il partito “centrista” ispirato, tra gli altri, da Zamagni) e forse qualcuno di centrodestra, che però non si è palesato in modo esplicito (idem per gli  esponenti di altre formazioni eventualmente presenti).

Dopo una stimolante riflessione biblica di Padre Giuseppe Riggio  (gesuita, direttore di Aggiornamenti Sociali), Russo ha ripercorso in sintesi il cammino iniziato a Trieste e ha in sostanza ribadito i concetti fondamentali circa natura e finalità delle “rete”,  già espressi in alcune interviste prima dell’evento e per i quali rimando all’intervista:  https://www.lavitacattolica.it/cattolici-in-politica-russo-non-un-nuovo-partito-ma-una-rete-su-valori-e-idee-comuni/.   A conclusione della sua introduzione, Russo ha lanciato la proposta di un’assemblea generale della rete a Roma, da tenersi a metà febbraio (data ipotizzata: 14-15 / 02), con l’ipotesi di adottare anche un documento di intenti che potrebbe diventare un testo da diffondere e “utilizzare” nei vari livelli locali. E’ seguito un ampio e ricco dibattito, organizzato con interventi di 3 minuti precisi a testa, alternando un giovane, una donna e un uomo. Impossibile dar conto dei vari interventi: mi limito solo a proporre alcuni spunti. Alcuni hanno messo in luce  temi e contenuti su cui confrontarsi e prendere, anche, una posizione comune (anche in modo trasversale rispetto alle appartenenze di schieramento):  dai temi sociali ed economici a quelli ambientali, dalla pace alle proposte di modifica costituzionale avanzate dal governo ecc… Per qualcuno una maggiore “specificità” dei cattolici deve emergere anche nei partiti/movimenti di appartenenza. Altri hanno sottolineato il tema di un più positivo rapporto con le comunità ecclesiali di riferimento, che in alcuni casi mostrano freddezza o distacco verso chi, dopo avere magari svolto un lungo servizio in associazioni o parrocchie, si impegna in politica. Altri ancora (pochi per la verità) hanno posto la questione di un partito o polo “di area cattolica” autonomo dagli attuali partiti/schieramenti. Altri ancora, tra cui il sottoscritto, hanno sottolineato la necessità di dare continuità alla rete ma con una struttura leggera e puntando soprattutto su occasioni di dialogo e confronto più che sulla necessità di arrivare in tempi troppo brevi a dichiarazioni ufficiali: c’è sempre il doppio rischio che siano o troppo generiche o al contrario troppo divisive (proprio mentre si cerca invece di avviare un cammino aperto a tutti). Forse sarebbe più importante in questa prima fase concentrarci  sul dire in che modo, con che stile e quali finalità intendiamo lavorare; dal confronto poi verranno eventuali contenuti. Nella replica Russo ha voluto rassicurare sul fatto che non si pensa a un documento troppo definitorio ma che possa, in sostanza, stabilire un punto di partenza condiviso.

A questo punto sarà all’assemblea di Roma che si capirà l’ evoluzione di questa rete, che potrebbe davvero rappresentare un’iniziativa importante per offrire uno spazio continuativo e non occasionale di riflessione e confronto sui temi più significativi sui quali gli amministratori locali sono chiamati a misurarsi, con un occhio – evidentemente – anche all’agenda politica nazionale e ai temi internazionali, da cui anche chi è impegnato nei territori non può prescindere. Da notare che, anche a seguito dei tre incontri per area geografica, il numero di partecipanti alla “chat” della rete è arrivato a 400, certamente significativo.

Mentre questo percorso va avanti, un gruppo di cattolici democratici aderenti o idealmente vicini al Partito Democratico (Delrio, Castagnetti, con Prodi, Ruffini e altri) ha convocato a Milano il 18 gennaio un incontro  che dovrebbe dar vita a un’ iniziativa, denominata “comunità democratica”, diversa nelle origini e negli scopi dalla “rete di Trieste”, ma della quale è probabile siano interessati molti di coloro che stanno partecipando a quest’ultima.  Le due proposte non andrebbero quindi confuse,  soprattutto se davvero  l’intenzione della “rete di Trieste” è di essere  uno spazio per credenti di qualsiasi orientamento politico (cosa peraltro per nulla semplice…). Anche l’associazione Libertà Eguale (in cui sono presenti sia cattolici che laici) farà il suo annuale convegno  a Orvieto il 18 gennaio, nel 25° dalla fondazione, ed è previsto un collegamento a distanza tra esponenti presenti nelle due iniziative. E’ quindi evidente un interessante fermento nell’area cattolica, soprattutto quella più “riformista”, un fermento che anche la rete c3dem/Costituzione, Concilio, Cittadinanza,  a cui aderisce anche Il Borgo, ha sempre cercato di ravvivare e rilanciare; che è auspicabile non si esaurisca in breve tempo, come avvenuto per altre iniziative del recente passato, e che dia buoni frutti per il bene comune del Paese, dell’Europa e di quel mondo che, in quanto “fratelli e sorelle tutti/tutte”, è anch’esso nostra patria.

 

 

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