“LA POLITICA È UNA COSA BELLA” – INTERVISTA A NANDO DALLA CHIESA di Zoe Mattioli

di BorgoAdmin

Un incontro carico di spunti, riflessioni e condivisione, quello che si è tenuto domenica 21 settembre 2025 a Fidenza con il celebre scrittore Nando dalla Chiesa. Il sociologo, intervistato da Fabrizio Monopoli, studente 22enne di Giurisprudenza e Zoe Mattioli, studentessa 19enne del Liceo delle Scienze umane, ha esposto il proprio punto di vista in merito a domande di attualità, politica e legalità, non mancando di fare puntuali riferimenti alle proprie esperienze di vita più formative, condividendo pensieri, emozioni e ideali, ma anche la determinazione che lo ha guidato nel corso della sua carriera; il risultato è stato un dialogo autentico e ricco di ispirazione.

Nando Dalla Chiesa, scrittore, sociologo, professore universitario e politico italiano, figlio del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, è noto per essere uno dei massimi esperti italiani di mafie e legalità democratica. Dapprima ha intrapreso la carriera accademica, diventando professore ordinario di sociologia della criminalità organizzata all’Università degli studi di Milano, sul piano politico invece è stato deputato e senatore per varie legislature ed è inoltre il presidente onorario della Libera Università, progetto legato all’associazione Libera di don Luigi Ciotti. L’intervista di Monopoli e Mattioli verteva in particolare sul rapporto dei giovani con la politica, argomento che soprattutto per la fascia anagrafica degli under 30, evoca troppo spesso promesse mancate, corruzione o una notevole distanza tra i cittadini e le istituzioni. L’obiettivo dell’incontro era infatti capire come la partecipazione possa tornare ad essere un valore e cosa significhi al giorno d’oggi credere nella possibilità di un cambiamento effettivo.

Le prime domande hanno riguardato il rapporto tra la società e la politica, in particolare riguardo la crisi dei cosiddetti “corpi medi”, ossia partiti, sindacati, forme associative e la società verso la quale questa disgregazione ci sta portando. Il professore ha spiegato con molta precisione lo stretto legame tra la delusione per la politica e la conseguente disaffezione per quest’ultima. Ha però anche esortato i giovani a prendere parte attiva alla vita politica e all’impegno civile, invitandoli a riscoprire il significato autentico della politica: partecipare, capire, scegliere e non restare indifferenti. Un’ulteriore domanda era relativa ad una citazione contenuta nell’ultimo libro del sociologo “La legalità è un sentimento”, ovvero “Ogni volta che inizio il mio corso chiedo ai miei studenti di spiegare che cos’è la legalità e mi sono reso conto sempre di più che per loro la legalità è un modo di vivere, non è una somma di regole, anzi, alle volte mi dicono che perché ci sia una legalità giusta bisogna anche essere abituati a gestire il conflitto”. Dalla Chiesa ha ampiamente argomentato la sua visione di conflitto, a suo avviso un elemento essenziale nel raggiungimento di ideali e obiettivi e dunque funzionale ad un’evoluzione.
Il professore ha ulteriormente motivato la propria tesi citando alcuni esempi di eventi che hanno avuto luogo nel corso della sua carriera, menzionando un’esperienza in particolare, durante la quale due studentesse hanno preteso un confronto con lo scrittore, giungendo infine per portare a termine il proprio obiettivo: tale avvenimento ha scosso positivamente Dalla Chiesa tanto da voler far riferimento a quest’ultimo episodio per giustificare l’importanza sempre più sottovalutata del confronto, anche e soprattutto nel caso in cui quest’ultimo sia rivolto verso le autorità.

Per concludere è stata posta un’ultima domanda al sociologo relativamente alla fruibilità e alla diffusione delle informazioni e in particolare su quali fonti consigliasse di fare affidamento per documentarsi in maniera quanto più corretta possibile al giorno d’oggi. Oltre a consigliare di utilizzare mezzi d’informazione cartacei, dalla Chiesa ha asserito che senza dubbio per rimanere aggiornati adeguatamente è essenziale l’utilizzo del nostro spirito critico, che deve guidarci ad una scelta appropriata delle nostre fonti d’informazione.

In conclusione, Nando Dalla Chiesa ci ha ricordato il fondamentale valore della politica costituita da responsabilità e partecipazione, le sue parole invitano i giovani a non rimanere spettatori passivi, ma ad impegnarsi, informarsi e a credere nelle proprie scelte e ideali per costruire un cambiamento effettivo.

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