La Piazza La politica e l’inceneritore di BorgoAdmin 24 Febbraio 2011 di BorgoAdmin 24 Febbraio 2011 337 Ho registrato un fatto straordinario. Un partito politico, il PD, finalmente esprime in chiaro la sua posizione sull’inceneritore e immediatamente, dal suo interno e dall’esterno, piovono improperi. Si può certamente non condividere tale posizione, ma si dovrebbe dare atto che un partito ha avuto il coraggio di dire a tutti i cittadini di Parma come la pensa sull’argomento e, soprattutto, cosa propone per far sì che i vincoli dichiarati (tempi, dimensione, emissioni, tariffe, ecc.) siano rispettati e posti sotto costante controllo. Questo si chiama “fare politica”, cioè fare scelte, assumerne il rischio del consenso e risponderne. Affermare, come ha fatto la Gazzetta, che “il PD è il partito dell’inceneritore” è una menzogna volta ad ingannare i cittadini. L’inceneritore produce inquinanti e non vapori per inalazioni come le auto ad idrogeno di Grillo (a proposito dove sono?), ma io voglio verificare l’impegno assunto per il quale, sostituendo diverse fonti autonome di inquinamento per il riscaldamento, il saldo sarebbe zero o addirittura un sia pur lieve miglioramento ambientale. E la verifica significa arrivare anche allo spegnimento se ciò non si realizzasse.Dividere i cittadini fra favorevoli e contrari all’inquinamento è un non senso. Ed è ancor più un non senso quando non esistono reali alternative da realizzare entro il 2012. Come mai in tutt’Italia, ma specialmente a Napoli e Palermo, le alternative proclamate non si stanno realizzando?Un partito si è pronunciato. Ora per dare ai cittadini elementi chiari di valutazione è indispensabile che tutte le forze politiche che si candidano a gestire il bene comune si pronuncino senza furbizie e quindi, nel caso in cui si impegnassero per il blocco definitivo dei lavori in corso per la costruzione dell’inceneritore, dicano con chiarezza almeno due cose:– chi pagherà gli inevitabili indennizzi che sappiamo essere oggi nella dimensione di 80/100 milioni di Euro;quali soluzioni adottare per impedire che, già almeno dal 2013, i rifiuti della provincia di Parma vengano inceneriti o messi in discarica in qualche altro provincia.A me rimane una curiosità da soddisfare. Mi si dice che ci si dimentica spesso dei rifiuti industriali e speciali la cui dimensione è di circa 3 volte quelli urbani. Ma quei rifiuti, che secondo il piano comprendente l’inceneritore verrebbero trattati insieme a quelli urbani, dove vanno a finire oggi e chi è che gestisce il loro smaltimento? Franco Tegoni 0 FacebookWhatsappEmail post precedente Donne in piazza per un’altra Italia post successivo Ciclo rifiuti e termovalorizzatore /3 – La politica della Provincia: da Monte Ardone al Piano provinciale del 2005 Dalla stessa sezione COSA DEVE INSEGNARCI LA TORRIDA ESTATE 2026 di... 1 Ottobre 2026 NATALITÀ BENE COMUNE di Alfredo Caltabiano 1 Ottobre 2026 LE SCINTILLE DI FUTURO DI GIOVANNI FALCONE E... 1 Ottobre 2026 FEMMINICIDIO: UNA RIFLESSIONE AL MASCHILE di Stefano Freschi 1 Ottobre 2026 LETTURE IN CIRCOLO: L’ÉLITE TECNOLOGICA AL POTERE di... 17 Settembre 2026 LA PAROLA FEMMINICIDIO di Chiara Cacciani, giornalista 17 Settembre 2026 UN RITRATTO DI VITTORIO BACHELET, IL “PADRE FONDATORE”... 17 Settembre 2026 I MERCOLEDÌ DELLA BIOETICA: VENT’ANNI DI RIFLESSIONI E... 17 Settembre 2026 BORGODAY: IL BORGO PREMIA SILVIA SANTURO E ANGELA... 25 Giugno 2026 “FAR CRESCERE LA TECNICA SENZA FAR REGREDIRE IL... 25 Giugno 2026 Lascia un commento Cancella risposta Save my name, email, and website in this browser for the next time I comment. Δ