Borgo NewsLa Piazza LA MINISTRA E LA FAMIGLIA di Carla Mantelli di BorgoAdmin 5 Marzo 2026 di BorgoAdmin 5 Marzo 2026 383 Il mondo cattolico di Parma ha risposto molto timidamente all’invito della Diocesi a partecipare alla serata con la Ministra della famiglia Eugenia Roccella intervistata dal caporedattore di Avvenire, Francesco Ognibene. Molti posti a sedere in Cattedrale sono rimasti vuoti. La concomitanza con Sanremo e con Parma-Cagliari forse ha scoraggiato i più. O forse tra i cattolici c’è qualche diffidenza nei confronti di un Governo che esalta la famiglia ma imprigiona migranti nei CPR e aumenta del 50% i ragazzini in carcere grazie al decreto Caivano (cfr. Avvenire 25.02.2026). Ma, sia come sia, vediamo di riassumere i principali temi toccati durante la serata. Ognibene pone la questione dell’“eccezione italiana”: a differenza di altri Paesi europei, l’Italia è stata a lungo caratterizzata da una certa “tenuta” della famiglia, dimostrata, per esempio, dal minor numero di divorzi e anche di aborti, soprattutto tra minorenni. Pure il tessuto imprenditoriale è stato caratterizzato da molte piccole imprese di tipo familiare. Questa “eccezionalità”, secondo la Ministra, si è ormai molto indebolita e invece è un enorme patrimonio perché la tenuta della famiglia parla della coesione e del senso di comunità di un Paese. Di conseguenza la politica deve sostenere la famiglia, ricostruire le reti che un tempo erano spontanee. Ma perché, chiede ancora l’intervistatore, per tanti anni l’idea di famiglia è stata snobbata e svilita? Perché si è lavorato per cercare di disgregarla? Roccella risponde che c’è stata una narrazione “mainstream” sulla famiglia che però si scontra con le nostre esperienze personali. Tutti abbiamo avuto famiglie imperfette, sostiene, eppure “è lì che abbiamo imparato l’amore, che siamo diventati capaci o incapaci di discernere”. Tutte le alternative alla famiglia sono state fallimentari. È ovvio che la difficoltà di vivere insieme c’è, ma non è colpa della famiglia. Nonostante la famiglia sia stata a lungo descritta come luogo di oppressione, essa resiste e oggi possiamo dire che senza la famiglia, e senza una famiglia vitale, capace di ricchezza di vita, non c’è speranza. Non è un caso, afferma la Ministra, che l’Italia, “anche perché ben governata da un gruppo di ministri con una visione molto compatta su ciò che vuole fare”, sia messa meglio di altri Paesi che oggi hanno una situazione molto più pesante e rischiosa. Qui sarebbe stato utile avere qualche dettaglio in più ma l’intervistatore, poco incline alle domande scomode, non ha ritenuto di approfondire. La terza questione affrontata è quella della denatalità che, secondo Ognibene e Roccella, oggi è, finalmente, considerata un problema mentre in passato prevaleva la preoccupazione della sovrappopolazione tanto che, in alcuni contesti, si sono attuate politiche di controllo della natalità anche violente: la politica del figlio unico in Cina, gli aborti selettivi, le sterilizzazioni forzate… Oggi si è capito che dobbiamo incoraggiare le coppie ad avere figli e il Governo cerca di farlo in tre direzioni: trasferimenti diretti di denaro, politiche di conciliazione attività di cura-lavoro, servizi. Nel raccontare questi provvedimenti era inevitabile che la Ministra cadesse nella tentazione, peraltro fisiologica, della propaganda, sostenendo che il Governo di Giorgia Meloni (di cui lei si è dichiarata profondamente “innamorata”) è il primo che attua una politica familiare, finora inesistente nel nostro Paese. Aggiunge però una considerazione interessante: il crollo della natalità non dipende tanto da fattori economici pur importanti; infatti, è nelle società più benestanti che si fanno meno figli. Dipende piuttosto da fattori culturali e, precisamente, da una “sazietà di vita” che porta molti a non considerare la vita come un dono di cui ringraziare e da trasmettere. Non ci sentiamo felici e grati di essere al mondo quindi non consideriamo la vita un bel regalo da fare ad altri. “Una volta questo desiderio era spontaneo ma oggi si è perso”. Ognibene chiede infine se esista davvero il patriarcato. Domanda singolare alla quale anche la Ministra risponde quasi con stupore affermando che, certo, il patriarcato esiste e lo dimostra anche il semplice fatto che portiamo il cognome di nostro padre. È un patriarcato che nei Paesi occidentali si è indebolito (grazie al femminismo che, secondo Roccella, non a caso è nato proprio in un contesto di cultura cristiana) ma che in altre parti del mondo è ancora feroce. C’è una parte del mondo maschile che non riesce a digerire la libertà delle donne, lo dimostrano chiaramente i femminicidi. La serata si conclude con il racconto del percorso di vita di Eugenia Roccella, un percorso singolare, a tratti doloroso ma anche ricco di scoperte che l’hanno condotta alla fede cristiana pur avendo avuto un’educazione di tutt’altro tipo. La conversazione tra Francesco Ognibene ed Eugenia Roccella è stata ricca e degna di attenzione. Resto però dell’idea che le famiglie di oggi non abbiano nulla da invidiare alle famiglie di un non ben definito passato. Certo, sono meno stabili. Ma la stabilità di una volta pagava un altissimo prezzo in termini di dolore, oppressione, ipocrisia. La libertà di cui godiamo oggi chiede un prezzo in termini di stabilità. Io scelgo l’oggi. 0 FacebookWhatsappEmail post precedente AL CASTELLETTO CONFRONTO SUL REFERENDUM SULLA MAGISTRATURA di Monica Cocconi post successivo L’ALTALENA DEI DAZI di Giuseppe Iotti Dalla stessa sezione BORGODAY: IL BORGO PREMIA SILVIA SANTURO E ANGELA... 25 Giugno 2026 “FAR CRESCERE LA TECNICA SENZA FAR REGREDIRE IL... 25 Giugno 2026 EURO DIGITALE, L’ACCORDO C’È. MA LA VERA PARTITA... 25 Giugno 2026 LI HO LETTI E MI SONO PIACIUTI di... 25 Giugno 2026 È NATA LA FONDAZIONE PER LA FINANZA SOLIDALE... 4 Giugno 2026 PARMA, L’ATLANTE DEL FUTURO E LA SFIDA DELLE... 4 Giugno 2026 UMANESIMO E TECNOLOGIA: QUALE FUTURO PER L’UOMO? di... 4 Giugno 2026 ESSERE IN RELAZIONE: LEGAMI, TECNOLOGIA, AMBIENTE E NUOVE... 4 Giugno 2026 FESTA DELL’EUROPA AL CONVITTO MARIA LUIGIA: GIOVANI, MEMORIA... 20 Maggio 2026 EDUCARE ALLA PACE di Maria Vittoria Ablondi, studentessa... 20 Maggio 2026 Lascia un commento Cancella risposta Save my name, email, and website in this browser for the next time I comment. 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