LA GIORNATA DELLA MEMORIA: RICORDARE NON È UN RITO, È UNA RESPONSABILITÀ di Sabrina Maini, studentessa di BorgoLab

di BorgoAdmin

Ogni anno, il 27 gennaio, la giornata della Memoria si presenta sui nostri calendari, a casa come a scuola. Torna con le sue cerimonie ufficiali, i discorsi, i minuti di silenzio, l’orrore in bianco e nero che racconta la Shoah. Eppure, ogni anno la domanda resta la stessa: ma perché ricordare? È una ricorrenza  che rischia di essere dimenticata o è ancora uno strumento vivo, necessario e capace di insegnare a tutti noi ciò che nessuno ha mai capito?Da studentessa, sento spesso dire che la “Memoria” è fondamentale, ma non sempre ci viene spiegato perché lo sia davvero. Il rischio più grande, secondo noi, è proprio questo: ricordare senza capire cosa si sta ricordando, commemorare senza collegare il passato al presente. La Shoah non è solo un capitolo di storia chiuso nei libri, ma una ferita che continua a interrogarci, a porci domande, perché nasce da dinamiche quali odio, discriminazione, indifferenza, che non appartengono solo al passato. Da giovani, ci sentiamo particolarmente responsabili: sta a noi capire, sta a noi fare una scelta, la scelta giusta del non ripetere il passato. Ma se il passato si mostra crudele anche al giorno d’oggi, cos’è che veramente non abbiamo capito, o meglio, imparato?

27 gennaio. 24 ore su un intero anno. Ecco che riflettendo, mi sorge un dubbio, forse un errore, in cui ogni anno ricadiamo e ricadiamo ancora: si parla di Shoah il 27 gennaio e poi, per il resto del tempo, si torna alla normalità. Ma eventi come questi, di tale importanza, non dovrebbero avere una “data di scadenza”.   Secondo me, ricordare significa anche interrogarsi su cosa noi avremmo fatto in quel contesto. Una domanda che resterà sempre priva di risposta, forse. Perché è inimmaginabile trovarsi in una tale situazione, in cui da un giorno all’altro la tua vita è stravolta, cadi e continui a precipitare in un vuoto, in un buio profondo che sembra quasi non finire più. Quindi no, forse non sapremmo risponderci. E forse non lo sapremo mai. La Memoria, quindi, non è solo un doloroso ricordo, ma educazione alla responsabilità verso un passato che in fin dei conti, non è poi così lontano da noi. Si ripresenta tutt’oggi, in chiave moderna. Ed è per questo che secondo me, capire è fondamentale. Per riconoscere i nostri errori e per non ricadere in essi.

 

Dalla stessa sezione

Lascia un commento