Borgo NewsLa Piazza LA GIORNATA DELLA MEMORIA: RICORDARE NON È UN RITO, È UNA RESPONSABILITÀ di Sabrina Maini, studentessa di BorgoLab di BorgoAdmin 29 Gennaio 2026 di BorgoAdmin 29 Gennaio 2026 296 Ogni anno, il 27 gennaio, la giornata della Memoria si presenta sui nostri calendari, a casa come a scuola. Torna con le sue cerimonie ufficiali, i discorsi, i minuti di silenzio, l’orrore in bianco e nero che racconta la Shoah. Eppure, ogni anno la domanda resta la stessa: ma perché ricordare? È una ricorrenza che rischia di essere dimenticata o è ancora uno strumento vivo, necessario e capace di insegnare a tutti noi ciò che nessuno ha mai capito?Da studentessa, sento spesso dire che la “Memoria” è fondamentale, ma non sempre ci viene spiegato perché lo sia davvero. Il rischio più grande, secondo noi, è proprio questo: ricordare senza capire cosa si sta ricordando, commemorare senza collegare il passato al presente. La Shoah non è solo un capitolo di storia chiuso nei libri, ma una ferita che continua a interrogarci, a porci domande, perché nasce da dinamiche quali odio, discriminazione, indifferenza, che non appartengono solo al passato. Da giovani, ci sentiamo particolarmente responsabili: sta a noi capire, sta a noi fare una scelta, la scelta giusta del non ripetere il passato. Ma se il passato si mostra crudele anche al giorno d’oggi, cos’è che veramente non abbiamo capito, o meglio, imparato? 27 gennaio. 24 ore su un intero anno. Ecco che riflettendo, mi sorge un dubbio, forse un errore, in cui ogni anno ricadiamo e ricadiamo ancora: si parla di Shoah il 27 gennaio e poi, per il resto del tempo, si torna alla normalità. Ma eventi come questi, di tale importanza, non dovrebbero avere una “data di scadenza”. Secondo me, ricordare significa anche interrogarsi su cosa noi avremmo fatto in quel contesto. Una domanda che resterà sempre priva di risposta, forse. Perché è inimmaginabile trovarsi in una tale situazione, in cui da un giorno all’altro la tua vita è stravolta, cadi e continui a precipitare in un vuoto, in un buio profondo che sembra quasi non finire più. Quindi no, forse non sapremmo risponderci. E forse non lo sapremo mai. La Memoria, quindi, non è solo un doloroso ricordo, ma educazione alla responsabilità verso un passato che in fin dei conti, non è poi così lontano da noi. Si ripresenta tutt’oggi, in chiave moderna. Ed è per questo che secondo me, capire è fondamentale. Per riconoscere i nostri errori e per non ricadere in essi. 0 FacebookWhatsappEmail post precedente SENZA MEMORIA di Arianna Edroi, Marzia Grillo e Alessandra Manin, studentesse di BorgoLab post successivo LA FORZA DEL DIRITTO CONTRO LE RAGIONI DELLA FORZA di Monica Cocconi Dalla stessa sezione È NATA LA FONDAZIONE PER LA FINANZA SOLIDALE... 4 Giugno 2026 PARMA, L’ATLANTE DEL FUTURO E LA SFIDA DELLE... 4 Giugno 2026 UMANESIMO E TECNOLOGIA: QUALE FUTURO PER L’UOMO? di... 4 Giugno 2026 ESSERE IN RELAZIONE: LEGAMI, TECNOLOGIA, AMBIENTE E NUOVE... 4 Giugno 2026 FESTA DELL’EUROPA AL CONVITTO MARIA LUIGIA: GIOVANI, MEMORIA... 20 Maggio 2026 EDUCARE ALLA PACE di Maria Vittoria Ablondi, studentessa... 20 Maggio 2026 IL BORGO A “PARMA EUROPA” SU 12 TV... 20 Maggio 2026 OLTRE L’OSSESSIONE DEL PIL di Carla Mantelli 20 Maggio 2026 DA RICCARDO A LUCIA di Carla Mantelli 6 Maggio 2026 “FARE DEMOCRAZIA”: UN’ALTRA TAPPA DI BORGOLAB di Silvana... 6 Maggio 2026 Lascia un commento Cancella risposta Save my name, email, and website in this browser for the next time I comment. Δ