LA GIOIA DI VENT’ANNI INSIEME – IL CONSIGLIO DELLE CHIESE CRISTIANE DI PARMA di Laura Caffagnini

di BorgoAdmin

Vent’anni non sono pochi per una realtà ecumenica creata dalle chiese. Fondato nel febbraio 2004, il Consiglio delle Chiese cristiane di Parma (CCCPR) è tra i primi organismi ecumenici di questo genere a nascere in Italia, dopo quelli di Venezia (1993), Milano (1998) e Reggio Calabria (2002). La Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani (SPUC) appena terminata, come quella del 2015 nella quale si celebrò il decennale, ha incluso, presso le Missioni Estere, la celebrazione del ventennale con la presentazione di un libretto che sintetizza il decennio 2014-2024 del CCCPR nelle sue attività, presenze, parole pubbliche, avvicendamenti.

Il filo rosso

Filo rosso della serata è stato il canto, iniziando dall’apertura da parte del Mission Choir con Insieme, un noto inno della tradizione ecumenica, che è stata la colonna sonora della galleria di immagini dei vent’anni: dalla presentazione del CCCPR il 9 marzo 2004 presso la Biblioteca saveriana, alle prime riunioni nella Chiesa metodista, poi ospitate alle Missioni Estere dove si svolgono tuttora, alle celebrazioni della SPUC animate dal Coro ecumenico alla cui direzione si sono succeduti studenti saveriani e il musicista Alessandro Sgobbio, agli incontri con l’amministrazione pubblica, ai concerti sui temi della pace, della giustizia, dei rifugiati, alla Giornata del dialogo ebraico-cristiano e alla Giornata del dialogo cristiano-islamico. E poi le Giornate del Creato e gli incontri di testimonianza in carcere durante la SPUC. La galleria raccoglie fotografie di liturgie, passaggi di testimone tra i presidenti di turno, concerti, predicazioni, momenti informali condivisi. Tra i volti ci sono quelli di coloro che hanno cambiato sede, come gli avventisti Vincenzo Castro, Daniele La Mantia, Franco Evangelisti; la valdese Janique Perrin; i metodisti Stefano Mercurio, Giuseppe La Pietra, Mirella Manocchio, Noemi Falla; gli ortodossi Dionisio Papavasilieou, oggi vescovo, e Dimitri Doleanschii. E ci sono i volti di coloro che all’interno e vicino al CCCPR hanno preceduto sorelle e fratelli nel cammino verso il “persempre”: Onelia Ravasini, Maria Grazia Sbaffi, Neves Puglisi, Pino Colombi, Bruno Loraschi, Rina Passera. Attraversata dai canti eseguiti da coristi e coriste delle diverse Chiese – gli ortodossi Ciprian Gavril e Nectarie Rosu, l’avventista Monica De Paolis accompagnata dalla pianista Renata Cicarini, membri del coro della parrocchia di Collecchio, la metodista Joy Refugio – una tavola rotonda ha riunito i delegati delle cinque Chiese che compongono il CCCPR – avventista, cattolica, metodista, greco-ortodossa, ortodossa romena – una in più rispetto all’inizio. Si è parlato di organizzazione ecclesiale, liturgia, composizione delle comunità locali, sfide emergenti ed esperienze.

Una scuola di relazioni

Nell’introduzione, curata dal presidente di turno don Raffaele Mazzolini e dal pastore metodista Nicola Tedoldi, è emersa l’importanza di rendere testimonianza all’evangelo insieme. Il ventennale non è percepito solo come uno scrigno di ricordi da custodire, ma un’esperienza che deve continuare. Come era stato ricordato nell’evento del 2015, «il Consiglio delle Chiese è nato per obbedire all’impegno ecumenico che interpella ogni chiesa e per obbedire alla storia e al contesto plurireligioso in sviluppo a Parma nei primi anni duemila». Se l’ultimo decennio è stato difficile per l’ecumenismo nel mondo, soggetto a un rallentamento, all’interno del CCCPR permangono la gioia del dialogo e il desiderio di cammino tra le chiese, con le istituzioni e con tutti i cittadini. L’organismo è percepito come una scuola, un’esperienza di relazioni non solo tra chiese diverse ma anche all’interno delle proprie chiese nelle quali non è facile riuscire a fare apprezzare il cammino verso l’unità. Le Chiese di Parma oggi sono sempre più internazionali: quella avventista, seguita dal pastore Giovanni Caccamo, conta tredici nazionalità. È una chiesa “orizzontale”, multiculturale e multigenerazionale che ha di fronte la sfida dell’armonizzazione delle diverse sensibilità e delle differenze culturali e generazionali, e il rischio del materialismo e dell’individualismo così come l’intera società. Nell’esperienza degli ortodossi romeni la Chiesa è un punto di riferimento spirituale e un aiuto materiale soprattutto per chi si trova ad affrontare situazioni critiche. Diverse sono le problematiche che rendono difficile la vita delle emigrate e degli emigrati: il lavoro, la casa, la non spendibilità del proprio titolo di studio, la lontananza dalla famiglia. Mentre le chiese avventista, metodista e ortodosse vivono la collegialità e la sinodalità, modalità che favoriscono la partecipazione, la Chiesa cattolica fatica ad assumerle perché basata su una struttura piramidale nella quale è privilegiata la funzione di governo di una sola figura. Oggi si sente l’esigenza di partire da una comunità di persone di diverse provenienze riunite da un legame di fede, di vita e di cammino insieme. Nel suo percorso il CCCPR si è anche confrontato con l’amministrazione comunale. L’assessora alle comunità religiose Daria Jacopozzi ha riconosciuto che «l’esperienza delle comunità religiose in città è molto importante perché cura, custodisce e crea reti, è un sostegno indispensabile per la vita di tanti cittadini e ha un valore anche per la nostra amministrazione che ha istituito una delega a questo». «Il Forum interreligioso di Parma è stato innestato nel solco del Consiglio delle Chiese cristiane», ha detto il coordinatore Luciano Mazzoni Benoni che ha ringraziato perché «impariamo da voi il metodo, la pazienza e la capacità di continuare ad ascoltarsi e a stare insieme volentieri per conoscersi. Sono cose che la gente non fa più perché le città di oggi non sono più comunità. L’individualismo e la separazione danneggiano le relazioni che sono un bene comune. Conto che ancora ci arricchirete nel percorso che ci attende».

 

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