LA CITTÀ SOTTO L’ALBERO  di Riccardo Campanini

di BorgoAdmin

Fin dalle sue origini – alcune migliaia di anni fa – la città è sempre stata connotata da un apparente paradosso: per chi viveva fuori delle mura cittadine essa rappresentava la speranza di una vita migliore,  il richiamo di un luogo di libertà e di opportunità (”l’aria della città rende liberi”, si diceva agli albori dell’età moderna); ma per quanti già abitavano in un contesto urbano, soprattutto se particolarmente esteso ed affollato, città era invece sinonimo di confusione, pericolo, insicurezza, con l’inevitabile nostalgia per il silenzio e l’aria pura della campagna. Questa “doppia faccia” della città ha attraversato tutte le epoche e si ripropone anche in questo 21° secolo, che vede da una parte la crescita inarrestabile della popolazione che vive nelle aree urbane – ormai la maggioranza degli abitanti della Terra – e dall’altra le difficoltà in cui quest’ultima si trova a vivere a causa di fenomeni ben noti quali il prezzo insostenibile delle abitazioni, l’overtourism, la violenza metropolitana, l’inquinamento….. Se questo è il contesto mondiale delle città, è evidente che Parma non può sfuggire, nel bene e nel male, alle tendenze sopra richiamate: infatti le varie “classifiche” e rilevazioni confermano anno dopo anno la posizione privilegiata della nostra città, sempre più polo di attrazione per nuovi abitanti, ma anche per studenti e turisti; ma parallelamente sembrano crescere anche i problemi sopra evidenziati, che Parma condivide con le altre città non solo italiane ma di tutto l’Occidente- o forse del mondo.

Partendo da queste premesse, le risposte peggiori – ma anche più facili e (apparentemente) “vincenti” sul piano della propaganda politica –al “disagio urbano”   sono quelle che ignorano sia il nesso tra opportunità e problemi, come se si potesse continuare a beneficiare delle prime facendo facilmente a meno dei secondi, sia quello tra dimensione locale e globale, fingendo che “il mondo” finisca sulle rive dell’Enza e del Taro. Dimenticando – nell’uno e nell’altro caso – che proprio la complessità è la caratteristica originaria e fondativa della città, che le ha permesso tra l’altro di sopravvivere e di trasformarsi lungo migliaia di anni trovando sempre al proprio interno nuove risorse e soluzioni ai problemi via via emergenti. Proprio per proporre uno sguardo approfondito e non banale su Parma e i suoi cambiamenti il nostro Circolo ha avviato un ciclo di incontri dedicato appunto alla città, che dopo il primo appuntamento di inizio dicembre, doverosamente riservato al nuovo Piano Urbanistico Generale, proseguirà con altri dibattiti nella prima metà del prossimo anno, anche con lo scopo di offrire idee e suggerimenti in vista della campagna elettorale per le elezioni comunali del 2027. Alla riflessione su questo tema contribuisce anche questa newsletter con la pubblicazione, cominciata alcuni numeri fa, di una serie di originali riflessioni di Alessandro Bosi, che proseguiranno nel corso del 2026.

Una figura ricorrente in molti quadri sacri è quella della Madonna con bambino che riceve in dono una riproduzione in miniatura della città in cui verrà collocato il dipinto. Più modestamente, il nostro Circolo, con i convegni e gli articoli di cui sopra, vuole offrire agli interessati un’immagine  approfondita e non stereotipata di Parma: è (anche) questo il nostro “regalo” di Buon Natale e di un sereno Anno Nuovo di cuore, a tutti i nostri soci e lettori.

 

 

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