AL CASTELLETTO CONFRONTO SUL REFERENDUM SULLA MAGISTRATURA di Monica Cocconi

di BorgoAdmin

Sala piena e pubblico attento al Circolo Castelletto di Parma, per l’incontro dedicato al referendum sulla magistratura. Un appuntamento, organizzato da “Il Borgo”,  dal taglio dichiaratamente informativo che ha messo a confronto due voci autorevoli su posizioni opposte: da un lato Gherardo Colombo, già magistrato di Cassazione, tra i principali sostenitori del “no”, dall’altro il Giorgio Pagliari, docente universitario, schierato per il “sì”. A moderare il dibattito il giornalista Rai Luca Ponzi, con introduzione della prof.ssa Monica Cocconi. Il confronto è entrato subito nel merito dei quesiti referendari, toccando i temi più sensibili: separazione delle funzioni tra giudici e pubblici ministeri, criteri di valutazione della professionalità, ruolo del Consiglio superiore della magistratura e responsabilità dei magistrati. Colombo ha richiamato più volte il quadro costituzionale, sostenendo che interventi di natura referendaria rischiano di incidere su equilibri delicati senza offrire soluzioni strutturali ai problemi della giustizia, a partire dalla durata dei processi e dalla carenza di risorse.                 Di segno opposto l’intervento di Pagliari, che ha posto l’accento sulla crisi di fiducia dei cittadini nei confronti del sistema giudiziario. Secondo il giurista, i quesiti referendari rappresentano un’occasione per introdurre elementi di maggiore responsabilizzazione e per ridurre le distorsioni correntizie emerse negli ultimi anni nel funzionamento del CSM.

Il dibattito, serrato ma sempre su toni misurati, ha alternato momenti di ricostruzione tecnica a passaggi più politici, soprattutto quando si è affrontato il rapporto tra magistratura e opinione pubblica. Dalla platea sono arrivate domande puntuali sul tema delle correnti, sui tempi dei procedimenti e sul rischio di una giustizia percepita come distante dai cittadini. L’impressione complessiva è stata quella di un confronto di alto profilo, utile a chiarire contenuti spesso complessi e poco accessibili nel dibattito mediatico. Più che una contrapposizione ideologica, l’incontro ha offerto una lettura giuridica delle diverse opzioni, confermando il valore di momenti di approfondimento pubblico su questioni che incidono direttamente sull’equilibrio dei poteri e sul funzionamento dello Stato di diritto.

             

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