Borgo NewsLa Piazza IL REPORT 2024 SUL DIRITTO DI ASILO di Chiara Marchetti di BorgoAdmin 13 Febbraio 2025 di BorgoAdmin 13 Febbraio 2025 484 Lo scorso 16 gennaio è stato presentato anche a Parma l’8° rapporto che la Fondazione Migrantes dedica al “mondo” dei rifugiati e delle migrazioni forzate: il volume Il diritto d’asilo. Report 2024. Popoli in cammino… senza diritto d’asilo (Tau Editrice 2024, euro 20,00) raccoglie in oltre 400 pagine analisi, “dati e fatti”, storie realizzate da un’équipe di autrici e autori (coordinati da Mariacristina Molfetta della Fondazione Migrantes e da Chiara Marchetti di CIAC) che si lasciano interrogare dalle sofferenze che le persone in fuga portano scritte nei loro volti e nei loro corpi. Nel mondo, a metà del 2024, c’erano 122,6 milioni di persone – il 40% minori – colpite da “sradicamento forzato globale” (rifugiati, richiedenti asilo, sfollati interni), pari a 1 persona ogni 67. Dati senza precedenti che rendono evidente la gravità delle condizioni che colpiscono tanti Paesi, ma che non devono indurci a pensare che l’Italia e l’Europa siano oggetto di un’invasione: il 69% sta nei Paesi limitrofi alle crisi, il 75% dei rifugiati (i 3/4 provengono da soli 5 Paesi: Afghanistan, Siria, Venezuela, Ucraina, Sudan) è accolto in paesi a basso reddito e solo 1/4 arriva nelle parti del mondo più ricche.. Così, se nelle destinazioni principali sono presenti anche milioni di migranti forzati (Iran 3,8 milioni; Turchia 3,3 milioni; Colombia 2,9 milioni), in Italia sono 414.000 in tutto le persone richiedenti asilo, rifugiati con protezione sussidiaria o complementare (tra questi 166.000 ucraini con protezione temporanea), pari allo 0,7% di tutta la popolazione italiana e lo 0,3% di tutte le persone in fuga nel mondo. La vera emergenza allora sembra essere un’altra: 56 guerre in corso, il costante incremento delle vittime civili (più di 170.000 nel 2023), 733 milioni di persone patiscono la fame e 2,2 miliardi non hanno accesso all’acqua potabile, il tutto mentre aumenta la spesa militare globale e diminuiscono gli investimenti in cooperazione allo sviluppo e politiche di accoglienza. La fotografia che offre il report è impietosa: sempre più persone sono costrette ad abbandonare le loro case, ma non sembra aumentare in parallelo la capacità e la volontà di dare loro la dovuta accoglienza e protezione. I nostri confini sono sempre più militarizzati e violenti: basti ricordare che tra il 2014 e il 2024 30.400 persone hanno perso la vita nel solo Mediterraneo, che si conferma la rotta più mortale, e in Europa sono stati ben 15 i Paesi in cui sono state documentate alle frontiere pratiche illegali, violenza e mancata assistenza (Bulgaria, Cipro, Germania, Spagna, Francia, Grecia, Croazia, Ungheria, Irlanda, Italia, Polonia, Romania, Serbia, Turchia e Regno Unito). Gli investimenti per politiche di respingimento ed espulsione vengono sempre trovati – uno su tutti per il folle piano che ha portato all’apertura dei centri in Albania – mentre l’accoglienza di chi riesce nonostante tutto ad arrivare è sempre meno finanziata e sostenuta, economicamente e politicamente, con gravi conseguenze sulla qualità dei servizi che si riescono a garantire e sulla possibilità di avviare proficui percorsi di integrazione. Le ombre sono davvero numerose, al punto che il titolo del volume evoca la possibile fine del diritto d’asilo, ma questo è solo un motivo in più per non assistere passivi e inermi allo scenario che si va affermando: lo stesso report dà testimonianza di esperienze di impegno, reazione, solidarietà e protagonismo (da parte di tanti cittadini e cittadine, di gruppi e soggetti laici e cristiani, ma anche degli stessi rifugiati) che hanno bisogno non solo di essere visti e sostenuti, ma anche di moltiplicarsi, diffondersi e contaminare positivamente a tutti i livelli le istituzioni e l’opinione pubblica. Affinché i popoli in cammino non si trovino (definitivamente) senza diritto d’asilo. 0 FacebookWhatsappEmail post precedente GIUBILEO: PRO E CONTRO di Carla Mantelli post successivo BORGO LAB: LA NOSTRA ESPERIENZA ALLA SCUOLA DI PENNY WIRTON di Maria Tambini e Ginevra Vallelunga Dalla stessa sezione BORGODAY: IL BORGO PREMIA SILVIA SANTURO E ANGELA... 25 Giugno 2026 “FAR CRESCERE LA TECNICA SENZA FAR REGREDIRE IL... 25 Giugno 2026 EURO DIGITALE, L’ACCORDO C’È. MA LA VERA PARTITA... 25 Giugno 2026 LI HO LETTI E MI SONO PIACIUTI di... 25 Giugno 2026 È NATA LA FONDAZIONE PER LA FINANZA SOLIDALE... 4 Giugno 2026 PARMA, L’ATLANTE DEL FUTURO E LA SFIDA DELLE... 4 Giugno 2026 UMANESIMO E TECNOLOGIA: QUALE FUTURO PER L’UOMO? di... 4 Giugno 2026 ESSERE IN RELAZIONE: LEGAMI, TECNOLOGIA, AMBIENTE E NUOVE... 4 Giugno 2026 FESTA DELL’EUROPA AL CONVITTO MARIA LUIGIA: GIOVANI, MEMORIA... 20 Maggio 2026 EDUCARE ALLA PACE di Maria Vittoria Ablondi, studentessa... 20 Maggio 2026 Lascia un commento Cancella risposta Save my name, email, and website in this browser for the next time I comment. Δ