Borgo NewsLa Piazza IL CASO TRUMP-HARVARD: QUANDO L’UNIVERSITÀ DIVENTA CAMPO DI BATTAGLIA POLITICO di Jursela Daja, studentessa del Liceo “Bertolucci” di BorgoAdmin 5 Giugno 2025 di BorgoAdmin 5 Giugno 2025 366 Nel panorama contemporaneo, dove la libertà accademica dovrebbe essere un pilastro irrinunciabile della democrazia, la recente minaccia del presidente Donald Trump di espellere gli studenti stranieri da Harvard solleva interrogativi inquietanti e profondamente attuali. Trump, nel tentativo di rafforzare la propria posizione politica in vista delle prossime riconferme di potere, ha preso di mira le università d’élite, accusandole di essere terreno fertile per l’antisemitismo a causa delle proteste filopalestinesi sorte all’interno dei campus. Il bersaglio privilegiato? Harvard, simbolo storico di pensiero critico, di eccellenza intellettuale e – per alcuni – di élitismo liberale. Ma ciò che davvero turba è la proposta concreta di revocare i visti agli studenti internazionali, di imporre un controllo sui loro dati personali, e in sostanza, di legare l’accesso all’istruzione al silenzio e alla sottomissione ideologica. Una scelta strategica, ma pericolosa… Al di là delle motivazioni dichiarate, appare evidente come l’attacco a Harvard – e per estensione a molte altre università – risponda a un disegno politico più ampio: limitare la libertà di espressione, stigmatizzare la dissidenza e rafforzare un’idea di nazione chiusa, omogenea e diffidente verso l’esterno. È una strategia sottile e insidiosa: colpire gli studenti stranieri non solo perché “diversi”, ma perché portatori di culture, idee e valori che non si piegano facilmente a certe narrative. Gli studenti internazionali non sono semplici ospiti: sono parte integrante della comunità accademica, contributori significativi alla ricerca, alla cultura e persino all’economia degli Stati Uniti. La risposta di Harvard: dignità e resistenza L’università ha reagito con fermezza. Ha difeso non soltanto i propri studenti, ma il principio stesso di autonomia del sapere. Rifiutandosi di cedere a un controllo governativo che rasenta la persecuzione ideologica, Harvard ha ribadito che la missione dell’università non è compiacere il potere, bensì educare menti libere, capaci di analizzare, dissentire e costruire pensiero. Questa posizione non è banale. In un mondo in cui la libertà accademica è sempre più minacciata – anche in contesti insospettabili – affermare il diritto allo studio e alla parola è un atto di coraggio. Una battaglia che riguarda tutti. Anche chi vive lontano dagli Stati Uniti, anche chi non ha mai messo piede in un’aula universitaria americana, dovrebbe sentirsi coinvolto. Perché il principio in gioco è universale: il diritto a studiare, a pensare liberamente, a costruire un’identità intellettuale che non si pieghi alla paura. Quando un governo comincia a decidere chi ha il diritto di formarsi, quando si usano minacce per controllare il pensiero, allora l’università smette di essere un luogo di crescita e diventa un terreno di conformismo forzato. E questo riguarda anche noi. Perché il sapere – come la libertà – non conosce confini, e la sua difesa inizia ovunque qualcuno cerchi di sopprimerlo. In conclusione: studiare è un atto politico! In un tempo in cui informarsi è spesso faticoso e prendere posizione sembra rischioso, ricordiamoci che ogni aula, ogni libro, ogni dibattito in un’aula scolastica o universitaria è un piccolo atto di resistenza. Se oggi possiamo studiare, parlare, dissentire, è perché altri – prima di noi – hanno difeso con forza questi diritti. Non lasciamo che la paura o l’indifferenza li cancellino. Non serve essere a Harvard per difendere l’università. Serve solo una cosa: crederci. 2 FacebookWhatsappEmail post precedente LA CONCEZIONE POSTMODERNA DELLA NATURA di Alberto Valenti post successivo I REFERENDUM DI GIUGNO: ISTRUZIONI PER L’USO (2) di Guido Campanini Dalla stessa sezione BORGODAY: IL BORGO PREMIA SILVIA SANTURO E ANGELA... 25 Giugno 2026 “FAR CRESCERE LA TECNICA SENZA FAR REGREDIRE IL... 25 Giugno 2026 EURO DIGITALE, L’ACCORDO C’È. MA LA VERA PARTITA... 25 Giugno 2026 LI HO LETTI E MI SONO PIACIUTI di... 25 Giugno 2026 È NATA LA FONDAZIONE PER LA FINANZA SOLIDALE... 4 Giugno 2026 PARMA, L’ATLANTE DEL FUTURO E LA SFIDA DELLE... 4 Giugno 2026 UMANESIMO E TECNOLOGIA: QUALE FUTURO PER L’UOMO? di... 4 Giugno 2026 ESSERE IN RELAZIONE: LEGAMI, TECNOLOGIA, AMBIENTE E NUOVE... 4 Giugno 2026 FESTA DELL’EUROPA AL CONVITTO MARIA LUIGIA: GIOVANI, MEMORIA... 20 Maggio 2026 EDUCARE ALLA PACE di Maria Vittoria Ablondi, studentessa... 20 Maggio 2026 Lascia un commento Cancella risposta Save my name, email, and website in this browser for the next time I comment. Δ