Borgo NewsLa Piazza IL 25 APRILE E’ (SEMPRE) GIOVANE)! di BorgoAdmin 16 Aprile 2026 di BorgoAdmin 16 Aprile 2026 400 Pubblichiamo due riflessioni sul 25 aprile scritte da giovani che mantengono vivi l’esempio e l’eredità di chi ha assicurato pace, democrazia e libertà al nostro Paese anche a prezzo della vita. 80 ANNI DI REPUBBLICA ANTIFASCISTA di Anna Pellegrini Il 25 aprile è, da sempre, un appuntamento con la nostra storia. È il giorno in cui ricordiamo le scelte coraggiose di donne e uomini che, ottant’anni fa, decisero di non piegarsi alla violenza nazifascista e di restituire al Paese dignità, libertà e futuro. Quest’anno, accanto alla Liberazione, celebriamo anche la vittoria della Repubblica, la conquista del voto alle donne e la nascita dell’Assemblea Costituente: i pilastri di un’Italia nuova, diversa da quella fascista e da quella prefascista, fondata sul lavoro, sulla pace e sulla democrazia. Il 25 aprile ci offre spazio alla riflessione: ci ricorda i valori su cui è stata costruita la Repubblica antifascista — la centralità della persona, la solidarietà sociale, l’uguaglianza sostanziale e l’impegno a rimuovere gli ostacoli economici e sociali che limitano la libertà di tutti.La Resistenza fu un moto corale, un’opera collettiva che superò ogni appartenenza: cattolici, comunisti, socialisti, liberali e cittadini senza etichetta politica si riconobbero nella stessa scelta di libertà. Fu una scelta morale prima ancora che politica: libertà contro oppressione, fraternità contro odio razzista, democrazia contro violenza. Fu “Una primavera splendida e giorni pieni di eccitazioni e fermenti”, con queste parole Baldassarre Molossi, giovanissimo aspirante giornalista, poi storico direttore della Gazzetta di Parma, descrive la primavera del 1946. Fu davvero così: i partiti di massa, cancellati dal fascismo, ricostruirono la partecipazione dal basso, grandi masse popolari entrarono per la prima volta nella vita politica del Paese, le donne, protagoniste della Resistenza, avviarono il percorso di emancipazione che le portò al voto. A Parma, il 7 aprile 1946, con un’affluenza altissima (87,9%), venne eletto il primo sindaco antifascista, Primo Savani, avvocato, che sostenne la pubblica accusa nel processo contro la brigata nera di Parma. Fu anche la primavera delle donne: votarono in 43.746, più degli uomini, e due di loro entrarono in consiglio comunale, Anna Menoni, partigiana “Simona”, e Giuseppina Rivola, attiva nell’UDI e assessora al Bilancio. Il 2 giugno 1946 gli italiani — e per la prima volta le italiane — scelsero la Repubblica. Parma si espresse in modo netto con il 73,2% dei voti per la Repubblica ed elesse sette rappresentanti in Assemblea costituente: Giacomo Ferrari e Dante Gorreri per il PCI, Gustavo Ghidini e Ferninando Bernini per il PSIUP, e Michele Valenti e Giuseppe Micheli per la DC. Tra le 21 donne elette in Assemblea costituente: Teresa Noce, capolista nel collegio di Parma, partigiana “Estella”, e nota per essere una delle fondatrici del Partito comunista d’Italia nel 1921, e Angela Gotelli, di Albareto, eletta nelle fila della Democrazia cristiana. Una Repubblica conquistata, costata vent’anni di dittatura, due anni di guerra di liberazione, migliaia di caduti, deportati, incarcerati, torturati. Perciò, è nostro dovere custodire e promuovere i valori della Resistenza. Non è retorica: è responsabilità verso il presente e verso il futuro. Oggi, però, quei valori sono rimessi in discussione da un ritorno della guerra, dei nazionalismi e dei fascismi. La pace e la giustizia sociale sono minacciate; il diritto internazionale viene calpestato, la forza pretende di sostituirsi al diritto. Eppure, gli anticorpi esistono: le grandi manifestazioni per la pace, la mobilitazione morale di milioni di cittadini nel mondo contro le monarchie, la difesa dello stato di diritto nel recente referendum costituzionale. Questa energia unitaria è memoria viva di Resistenza, di Liberazione, di democrazia progressista, di giustizia sociale, di partecipazione popolare, di costruzione di pace. Che il 25 aprile sia una grande festa. Festeggiamo perché il voto è libero, uguale e segreto. Perché possiamo eleggere i nostri rappresentanti. Perché l’Italia ripudia la guerra. Perché tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge. Perché la salute è un diritto inviolabile. Perché la scuola è aperta a tutti. Perché il volontariato è libero e vitale, mentre sotto il fascismo era vietato E festeggiamo perché i partigiani del nostro territorio sono ancora con noi: nelle parole, nei gesti, nelle scelte di chi ogni giorno s’impegna per costruire un mondo più giusto. Buon 25 aprile! Buon 25 aprile oggi e ogni giorno dell’anno. IL 25 APRILE di Yosr Hissouni e Sabrina Maini di Borgo Lab Il 25 aprile non è solo una data scritta sui libri di scuola o sui calendari. E’ la festa più importante della nostra Repubblica, il momento in cui l’Italia, nel 1945, ha ritrovato la sua dignità e la sua libertà. Dopo anni di guerra e di dittatura, il nostro paese ha scelto la strada della democrazia. Questo giorno ricorda a tutti che vivere in uno Stato libero non è affatto scontato, ma il frutto del coraggio di tantissime persone comuni. Cosa significa festeggiare la liberazione oggi? Significa onorare il ricordo di ragazzi e ragazze, operai, contadini e studenti che ottant’anni fa decisero di non stare a guardare. Molti di loro dovevano essere giovanissimi e sognavano un futuro di pace che purtroppo non hanno potuto vedere. Grazie a quel sacrificio, oggi ognuno di noi può esprimere la propria opinione, votare, viaggiare e studiare. Celebrare questa giornata significa anche impegnarsi a non essere indifferenti di fronte alle ingiustizie moderne. La memoria deve trasformarsi in gesti concreti di pace e accoglienza. Non basta ricordare una volta all’anno: i valori della Resistenza devono vivere nelle scelte quotidiane, nel rispetto degli altri, nella difesa dei diritti e nella partecipazione alla vita civile. Oggi la libertà assume forme diverse rispetto al passato, ma resta altrettanto fragile. Viviamo in un mondo in cui le parole possono ferire, le discriminazioni esistono ancora e le guerre non sono scomparse. Per questo il 25 aprile non è solo una celebrazione del passato, ma anche un invito a guardare il presente con occhi più attenti e responsabili. Significa avere il coraggio di prendere posizione, di informarsi, di non accettare passivamente ciò che è ingiusto. Essere cittadini liberi vuol dire anche essere cittadini consapevoli. La democrazia non è qualcosa di immobile, ma un equilibrio che va protetto giorno dopo giorno. Ogni gesto conta: dal rispetto delle regole alla solidarietà verso chi è più fragile, fino alla difesa della verità e della memoria storica. Il 25 aprile ci ricorda che la libertà è un bene prezioso, conquistato con fatica e sacrificio. Sta a noi custodirlo e trasmetterlo alle generazioni future, affinché non venga mai dato per scontato. Perché essere liberi non significa solo poter scegliere, ma anche avere la responsabilità di farlo nel modo giusto. L’augurio per questo 25 aprile è quello di riscoprire il piacere di sentirsi parte di una comunità libera. Che sia una giornata di gioia, da passare in famiglia o con amici, ma con un pensiero rivolto a chi ci ha permesso di essere qui oggi. Buon 25 aprile a tutti gli italiani: che la libertà sia sempre il valore che ci guida nel costruire un futuro migliore, più giusto! 0 FacebookWhatsappEmail post precedente GIOVANI E POLITICA: UNA NOVITÀ DA INTERROGARE di Monica Cocconi post successivo IL RUMORE DELLE PIAZZE ARRIVA SINO A ROMA : I NON – PROVVEDIMENTI DEL GOVERNO SULLE DONNE di Lucia Mirti Dalla stessa sezione BORGODAY: IL BORGO PREMIA SILVIA SANTURO E ANGELA... 25 Giugno 2026 “FAR CRESCERE LA TECNICA SENZA FAR REGREDIRE IL... 25 Giugno 2026 EURO DIGITALE, L’ACCORDO C’È. 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