IDEE PER UN CAMMINO DA PERCORRERE INSIEME di Matteo Daffadà

di BorgoAdmin

Con piacere condivido  alcune riflessioni a seguito dell’incontro di Comunità democratica tenutosi a Milano il 18 gennaio scorso. Ho partecipato con grande interesse, consapevole dell’opportunità di sfruttare questo momento per tornare a elaborare insieme progetti e idee che possano tracciare un percorso condiviso, per il nostro partito e le nostre comunità. Eravamo in tanti; ci siamo confrontati in modo autentico e informale, ascoltando parole sincere, con il desiderio di dar vita a proposte solide e concrete. Abbiamo ragionato di politica, di società, di futuro. Non con sguardo al passato o il desiderio di tornare indietro, ma piuttosto quello di lasciare un’impronta nell’oggi: non solo un confronto di parole, ma un richiamo urgente e concreto a guardare la realtà con coraggio. Un coraggio che nasce dai valori che ci definiscono e ci guidano come cattolici: la giustizia, l’attenzione verso gli ultimi, l’impegno costante e il senso profondo di responsabilità. Il compito è gravoso, ma necessario, se vogliamo offrire una prospettiva al nostro Paese, un’alternativa che sia credibile per un nuovo Governo di cambiamento e di solidarietà.

Una riflessione che ritengo cruciale è questa: dobbiamo imparare a guardare oltre le nostre bolle. Serve uno sguardo lucido per affrontare le sfide del nostro tempo – dalla globalizzazione al neoliberismo, dall’aumento della povertà alle disuguaglianze sociali, fino alla crisi del lavoro e del welfare. Al tempo stesso, è indispensabile guardarci dentro, riconoscendo gli errori del passato, come l’incapacità di rispondere alle esigenze più profonde della società e alla disillusione che ha alimentato l’astensionismo. Non basterà esserci, ma dovremo offrire risposte alle domande delle persone. La nostra tradizione, quella del cattolicesimo democratico ha questa possibilità. Porta con sé una sensibilità sociale ed egualitaria profonda, radicata nella cultura cristiana, ma deve misurarsi con nuove realtà. Penso al “lavoro povero” e alla precarietà, che colpiscono sempre più anche i ceti medi; alla Sanità pubblica in affanno con risorse ormai insufficienti per i servizi essenziali, ai giovani, costretti a emigrare, all’iniquità fiscale che penalizza i più poveri a vantaggio dei più ricchi, al tema della pace e della guerra, in un mondo dove i conflitti si intensificano .Su questo ci misureremo e verremo misurati; dalle risposte che sapremo dare si vedrà quale sostanza hanno i nostri valori di solidarietà, giustizia sociale e dignità umana. In pratica non possiamo galleggiare sugli eventi, ma agire insieme, verso obiettivi importanti. Per non essere travolti è fondamentale mettere al centro i temi che contano, senza paura di confrontare le nostre differenze. Non dobbiamo accontentarci di navigare a vista: serve una direzione chiara e condivisa.

L’evento di Comunità democratica è solo l’inizio. Dobbiamo costruire un percorso che, partendo da iniziative come queste, riesca a parlare ai tanti esclusi della nostra società. Ai lavoratori con salari insufficienti per vivere con dignità, ai giovani senza prospettive, alle famiglie che lottano contro le disuguaglianze, alle persone fragili. Non parliamo di un nuovo partito, ma di lavorare dentro al nostro. Facciamolo, con un impegno concreto e coerente, con spirito unitario, partendo dalle nostre radici comuni.

 

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