SENZA MEMORIA di Arianna Edroi, Marzia Grillo e Alessandra Manin, studentesse di BorgoLab

di BorgoAdmin

Tra le notizie di scalpore dei giornali, sicuramente c’è la presenza dell’ICE alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026.  La United States Immigration and Customs Enforcement, abbreviata in ICE, è un’agenzia federale nata negli Stati Uniti nel 2003, volta a, per definizione, gestire la sicurezza nelle dogane e nell’ambito immigrazione.  Il governo Trump, il cui mandato è iniziato un anno fa (20 gennaio 2025), la cui campagna politica è stata incentrata sulla lotta contro l’immigrazione negli USA, sta effettivamente mantenendo la promessa. Gli agenti ICE, difatti, dall’inizio della seconda amministrazione di Trump sono responsabili di diversi omicidi, le cui ripercussioni sono state nulle, in quanto è stata garantita loro piena immunità giuridica. Queste azioni, tuttavia, sono tutt’altro che scioccanti, considerate le decisioni prese da Trump durante il suo secondo mandato, mirate a ostacolare l’immigrazione verso gli Stati Uniti, quali alzare la quota economica per richiedere soggiorno, o interrompere i servizi dell’app CBP One. La conseguenza è stato un aumento nelle quote di espulsione giornaliere, anche di migranti già legalmente riconosciuti come cittadini americani. Persino veterani di guerra hanno dichiarato di essere stati detenuti dall’ICE a causa di aspetto o cognomi tendenti all’ispanico. Attualmente siamo arrivati all’apice degli omicidi, anche di cittadini americani, dovuti alla mancanza di addestramento delle reclute dell’ICE. C’è da notare che le notizie collegate all’agenzia federale hanno cominciato ad essere conosciute solo dopo che essa si è scagliata contro persone bianche, in quanto nessun notiziario ha mai parlato dei cittadini legalmente americani detenuti e deportati. Diventa chiaro, allora, che Trump con la sua politica voglia stabilire la superiorità di un certo gruppo di persone, che lui identifica con i suoi sostenitori. I criteri di superiorità sono stabiliti da: il colore della pelle, le credenze religiose, l’orientamento sessuale, l’identità di genere. Chiaramente non si astiene dal dichiarare di credere nella necessità di una società patriarcale, senza affrontare le ambiguità riguardo la sua colpevolezza o meno nei vari processi in cui era coinvolto prima del suo mandato. Ciò che rende degni di nota questi dati non sono i singoli casi di cronaca, che non smettono di perdere importanza, ma l’ipocrisia della maggior parte della popolazione, che festeggia ogni 27 gennaio la giornata della memoria, senza effettivamente capire la sua importanza. Studiamo la storia purché non si ripeta, ma non smetterà mai di ripetersi se non ci impegniamo collettivamente ad andare oltre il fatto di cronaca, per arrivare a riconoscere una rete di campanelli d’allarme e mai smettere di denunciare l’ingiustizia, singola come sistematica.

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