GUARIRE LA DEMOCRAZIA? LEONARDO BECCHETTI DIALOGA CON I GIOVANI DI BORGO LAB di Silvana Giannetti

di BorgoAdmin

Dal 23 al 26 gennaio 2025 si è svolta a Parma la seconda edizione dell’evento “Mi prendo il Mondo” nato dalla collaborazione fra il Salone internazionale del libro di Torino e l’Amministrazione di Parma, nello specifico l’assessorato alla Comunità Giovanile. Questo significativo evento, ricco di numerosi, diversi e qualificati appuntamenti culturali, è stato patrocinato e reso possibile grazie alla sinergia di molti soggetti: istituzioni, enti, imprese, associazioni fra cui Il Borgo che ha concretamente contribuito al calendario della manifestazione con un proprio evento progettato dal team di Borgo Lab. L’evento, titolato “Guarire la democrazia?”, svoltosi sabato 25 gennaio a Palazzo del Governatore, ha visto come graditissimo ospite L. Becchetti, professore di Economia politica a Tor Vergata di Roma, direttore del Festival Nazionale di Economia Civile e cofondatore della rete Next, editorialista di Avvenire e Il Sole 24 Ore, autore di numerosi saggi di taglio sia specialistico sia divulgativo fra cui il recente “Guarire la democrazia. Per un nuovo paradigma politico ed economico” (minimum fax 2024). Con il Professore hanno dialogato cinque ragazzi/e iscritti/e alla XI edizione di Borgo Lab titolata “Guarire la democrazia: diritti, sviluppo, generatività” ed ovviamente ispirata al testo sopraccitato.

Ludovica, Giulia, Rocco, Samir, Alessandro, quali rappresentanti degli studenti/studentesse iscritti/e a Borgo Lab, grazie alla lettura del testo di Becchetti e alla luce delle conversazioni svolte nel percorso di Borgo Lab, hanno formulato e posto al Professore alcune domande relative alla complessa tematica affrontata nel testo. Il dialogo, moderato dal prof. Degli Antoni, direttore didattico di Borgo Lab, ha consentito ai presenti in sala di apprezzare le risposte del Professore che, ottimo divulgatore, ha illustrato i principali contenuti del testo e della sua teoria, avvalendosi di un ricco e consolidato bagaglio di studi socio-economici ed evidenze empiriche sintetizzati nelle slide illustrate al pubblico che, in coda all’incontro, ha potuto rivolgere ulteriori domande all’esperto. A partire dalle domande poste dai giovani il prof. Becchetti ha gradualmente coinvolto i presenti in una nuova visione dell’oggi e del domani proponendo il superamento delle antitetiche e frequenti contrapposizioni che spesso caratterizzano il dibattito pubblico fino allo scontro inconciliabile; ad esempio riguardo la contrapposizione fra “egoismo ed altruismo” (oggetto della prima domanda) Becchetti ha proposto una terza via: l’intelligenza sociale, relazionale che sa conciliare entrambe le prospettive e che si fonda sull’assunto che “l’individuo è relazione” ; quindi la relazione si configura come il prisma, la cifra con cui interpretare e declinare la vita umana nei suoi molteplici aspetti. La felicità stessa, obiettivo di ogni individuo, è anch’essa strettamente legata alle relazioni sociali, a quanto sappiamo impegnarci per il benessere altrui, dando così un senso alla nostra esistenza in quanto l’uomo, per sua natura, è un “cercatore di senso e un essere relazionale. La sua soddisfazione e ricchezza di senso di vita dipendono dunque dalla qualità della sua vita di relazioni e dalla generatività/impatto del suo agire” (op. cit. pagg 123,124). E così entra in scena la parola magica: generatività, concetto nato nell’ambito delle scienze umane (Erikson-psicoanalista) rielaborato recentemente da sociologi ed economisti proprio per elaborare nuovi modelli e nuove prospettive volte al cambiamento sociale, economico, politico. “Generatività è desiderare, far nascere, accompagnare, lasciar andare” (pag 120); quattro verbi che sintetizzano il percorso generativo genitoriale, ma per estensione esprimono un modello per l’esistenza umana e quindi relazionale, sociale, economica e politica. E dalla generatività emerge la coincidenza (apparentemente impossibile, utopica) fra felicità personale e benessere altrui. “Più siamo generativi, più siamo felici” afferma Becchetti, perciò ai beni di comfort, cari al modello consumistico, è auspicabile sostituire beni di stimolo che richiedono fatica ed impegno, ma che ci danno una soddisfazione qualitativamente diversa. In effetti per essere felici occorre “alzarsi dal divano e camminare”; pensare ed incontrare gli altri, agire consapevolmente per il benessere altrui. Il volontariato si configura quindi come azione generativa privilegiata, espressione di quella cittadinanza attiva che, sola, può guarire la democrazia, in quanto la democrazia necessita non di leader totopotenti, ma di un demos consapevole, partecipe, attivo, e quindi libero. Rispondendo a Giulia ed Alessandro, Becchetti ha quindi illustrato un nuovo modello di politica e di economia, strettamente interconnessi: una politica che superi la feroce contrapposizione fra partiti ideologicamente avversi e reciprocamente ostili, attraverso la realizzazione di un nuovo “spartito” a più voci espressione di vera partecipazione dal basso; uno spartito fondato sul presupposto metodologico dell’ascolto, del dialogo, della mediazione, azioni indispensabili per una vera democrazia.  Per quanto riguarda l’ambito economico Becchetti critica esplicitamente il modello economico vigente che “tende per sua natura ad impoverire le radici del senso del vivere” (op. cit. pag. 7) oltreché a depredare le risorse del Pianeta ed auspica il superamento del vecchio modello di homo oeconomicus “monade che non prova nessuna soddisfazione per il benessere altrui, né è in grado di godere di beni relazionali” (pag. 71). Ripartendo dai presupposti della Scuola di Economia Civile fondata da Genovesi nella seconda metà del Settecento (homo homini natura amicus), recuperando i concetti di dono e gratuità, fiducia e collaborazione Becchetti propone un nuovo paradigma economico secondo il quale non si può guardare solo al profitto, al PIL, ma anche all’impatto sociale ed ambientale secondo il principio della responsabilità sociale d’impresa. Mentre dal punto di vista del cittadino “consumatore” propone una strategia spicciola quotidiana: il voto col portafoglio; “Se da domani voterete col portafoglio, ovvero sceglierete nelle vostre decisioni di consumo e di risparmio, beni e servizi di aziende leader nella capacità di dare dignità al lavoro, in linea con la sostenibilità ambientale e con il contrasto all’emergenza climatica……i problemi del mondo saranno da domani in larga parte risolti” (pag. 51).

L’incontro è stato veramente partecipato e molti fra i presenti lo hanno definito “una ventata di aria fresca e pulita”, una “concreta prospettiva di speranza”. Personalmente invito i lettori del presente articolo a vedere la registrazione dell’incontro sul canale Youtube del Borgo (Associazione Il Borgo – YouTube), nonché a leggere il testo dell’Autore, spesso citato, mentre la mia riflessione conclusiva va ai giovani (e meno giovani) presenti all’evento per ringraziarli della partecipazione, nella speranza che il messaggio del prof Becchetti risulti fecondo e possa dare buoni frutti di cittadinanza generativa.

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